Battaglia dura per la Proger Chieti, domata Trieste tra gli applausi

Gigi Sergio e Andrea Piazza su tutti, non si discute. Il capitano e il “sergente” non a caso hanno i gradi, a loro assegnati per meriti indiscussi guadagnati fuori e dentro il campo di battaglia. E questa sera è stata battaglia, di quelle nelle quali risparmiare un’oncia di energia significa automaticamente essere sopraffatti dai propri avversari. In partite come queste vince chi ha più “cazzimme”, come si dice in gergo partenopeo, individuando nel termine un misto di grinta, furbizia, volontà e determinazione. Questa sera Chieti, anche questo è indiscutibile, ha avuto più “cazzimme” di Trieste, squadra che arrendevole non lo è per nulla, anzi, e che fa dell’intensità difensiva e offensiva il suo unico credo. Chi ha preferito starsene in pantofole, davanti alla tv, sappia di aver perso la miglior prestazione stagionale e l’occasione di condividere con le Furie, questa sera di nome e di fatto, emozioni in serie, ad alta tensione emotiva, e … un tripudio finale con standing ovation.

I quarto

Parte a razzo Chieti che va subito avanti di 10 (13-3) con Sergio e Armwood in grande spolvero. Dalmasson è costretto a chiedere minuto, sostituendo Bossi con Prandin. Lilov è implacabile, esce dai blocchi e tira oltre la linea dei 6,75 con precisione chirurgica e a metà quarto le Furie sono in vantaggio di 12 (17-5). Monaldi ci mette poi del suo e con cinque punti consecutivi fissa il punteggio sul 22-7. Trieste annaspa ma una tripla di Pecile e un canestro a seguire di Parks gli ridanno respiro. Dalmasson sprona i suoi e Trieste inizia a sporcare la sua fase difensiva, non concedendo più un centimetro ai franchi tiratori di Chieti. Gli arbitri assecondano e non poco il contatto fisico del quintetto triestino e il margine delle Furie progressivamente si riduce, nonostante una tripla di Armwood. Si va al primo riposo con Chieti avanti di soli sette punti (25-18) e con gli ospiti rientrati in scia.

II quarto

Dominio iniziale dei triestini sotto le plance, Chieti continua a soffrire la difesa di contatto deigli uomini di Dalmasson e Parks, in versione fenomeno, ingrana le marce alte, abbattendo a colpi d’ascia la difesa chietina. Lo svantaggio si assottiglia sempre di più fino a quando Parks, sempre lui, e poi Bossi mettono la freccia del sorpasso (28-30) dopo 4’30” di gioco. È Sergio, indomabile, a scuotere i suoi compagni, suonando la carica con una tripla che riporta Chieti di nuovo avanti. Sul 34-32 gli attacchi di entrambe le squadre si inceppano, riprendendo a far male solo nei due minuti finali. Continuano i giochi d’isolamento per Parks che si trova spesso uno contro uno o addirittura solo fronte a canestro. A 12″ dal suono della sirena Monaldi spreca due tiri dalla lunetta, Zahariev dal canto suo ne fallisce solo uno e il quarto si chiude con gli ospiti in vantaggio per 41-38.

III quarto

Galli all’intervallo scuote i suoi, i teatini, seppur faticando non poco, riprendono a tener testa ai triestini. Nella prima fase del quarto gli attacchi tornano a prevalere sulle difese. Chieti però mette finalmente sotto chiave Parks che realizza i suoi primi due unici punti della terza frazione solo dopo cinque minuti di gioco. La partita si fa sempre più fisica, Chieti di volontà e di gamba, messo da parte il fioretto sguaina la sciabola, restando ancora attaccata a Trieste. A tre dalla sirena le Furie sono sotto di un punto (52-53), gli ospiti fuggono ancora a +5 ma sono Armwood e Piazza con un doppio 2+1 a riportare ancora una volta i teatini avanti sul 59-58. Nei minuti finali, Piazza, uber alles. Il sergente sale in cattedra, entrando in una trance agonistica che Trieste non riesce a contenere. Andrea è devastante, fa punti, recupera palloni e offre assist, Armwood ringrazia e va a schiacciare. Apoteosi gladiatoria quando Piazza con un’entrata bruciante, semina i triestini e chiude il quarto con due punti in sottomano. Il vantaggio di Chieti sale sul 63-60. Partita a questo punto ripresa saldamente nelle mani dagli uomini di Galli.

IV quarto

Cedro insiste con i due piccoli, la carica agonistica delle Furie è pari al loro nome. Dalmasson è costretto subito a rimettere in campo Parks, destinato però all’anonimato anche in questo quarto finale. Monaldi si sostituisce nelle vesti di protagonista a Piazza e Chieti vola sul 69-62. Allegretti segna da sotto e poi ancora Monaldi ruba palla ed offre un assist a Piccoli che ringrazia e realizza. il vantaggio cresce sino al 73-62. Vento in poppa per i teatini. Parks torna a realizzare un canestro dopo una lunga fase di digiuno, Chieti difende alla morte, agguantando alla gola Trieste, che recita il suo de profundis. Esce a -4′ Allegretti e torna in campo Zeek Armwood, Sergio dalla lunetta realizza due tiri liberi (75-65) e poi va a schiacciare. Lilov da tre chiude l’incontro, di fatto, sull’80-67, per Trieste è la fine, le Furie dilagano ampliando a dismisura il vantaggio in un finale cinematografico.

Adesso si va a Roseto con la tranquillità necessaria per far bene. Vittoria doveva essere e vittoria è stata, Dalmasson mastica amaro, giustificando il tracollo con la maggior freschezza di Chieti, ferma da 12 giorni. Galli invece gongola, soddisfatto dell’impegno e della dedizione dei suoi, evidenziando come ragione del cattivo secondo quarto proprio la ruggine accumulata per essere stati agonisticamente troppo inattivi. Chissà chi avrà ragione, magari entrambi, ma ai tifosi di Chieti poco importa, gioiscono alla grande già pregustando a fine mese l’arrivo della corazzata Treviso. Ne vedremo delle belle, la storia di questo campionato è appena iniziata.

PROGER CHIETI Vs PALLACANESTRO TRIESTE (25-18, 38-41, 63-60) 89-68

CHIETI:

Piazza 13, Allegretti 2, Marchetti 3, Sipala, Piccoli 2, Vedovato, Sergio 19, Lilov 12, Monaldi 18, Armwood 20. All. Galli.

TRIESTE:

Parks 24, Bossi 13, Coronica 2, Ferraro, Pecile 6, Baldasso, Prandin 4, Pipitone 6, Canavesi 2, Zahariev 11. All. Dalmasson.

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