Battipaglia, parla Di Capua: "Fiducioso per la salvezza"

Le tre sconfitte consecutive degli ultimi sette giorni non hanno intaccato il morale della Treofan Battipaglia; Vincenzo Di Capua, playmaker della compagine cara al patron Rossini, racconta il momento dei biancoarancio alla vigilia del match di Barcellona


Il campionato di Serie B ha riservato alla Treofan Battipaglia una settimana davvero ricca di impegni; tre partite in appena sette giorni, partendo dalla trasferta in terra sicula, dove i campani sono stati costretti ad alzare bandiera bianca a vantaggio della Irritec Capo d’Orlando, passando per l’incredibile sfida alla corazzata Virtus Valmontone e, per concludere, il ritorno al Palazauli per il match dello scorso primo novembre con Cagliari.

Tre sconfitte in altrettante partite disputate e, soprattutto, il rammarico per non essere riusciti a portare a casa qualche risultato utile nonostante, in tutte e tre le sfide, i ragazzi di coach Sanfilippo abbiano accarezzato più volte, e a lungo, la possibilità di staccare il referto rosa.

Invece, Battipaglia resta ferma al palo, con appena due punti conquistati nelle prime sei uscite stagionali e la ferma convinzione che, visto il copione delle gare in questione, qualcosa in più si sarebbe potuto ottenere.

D’altra parte, la Treofan può legittimare di un alibi più che solido in relazione a questo poco felice inizio di stagione: un gruppo totalmente nuovo e molto giovane per quanto concerne l’età media dei singoli effettivi che compongono il roster, un calendario affatto benevolo visto il grado di complessità degli impegni riservati ai biancoarancio e, last but not least, un pizzico di cattiva sorte che ha accompagnato le prestazioni di una squadra che, tuttavia, ha tutto il tempo e la voglia di ripartire.

Di questo inizio di stagione, ma anche di tantissimo altro, abbiamo parlato con Vincenzo Di Capua, playmaker della Treofan Battipaglia, al suo primo anno alla corte battipagliese.

La point-guard ex Angri ha raccontato ai nostri microfoni le sue personali sensazioni in merito all’approdo a Battipaglia ed analizzato il cammino fin qui percorso dalla squadra.

 

L’intervista a Vincenzo Di Capua

Partiamo dalle ultime tre partite di campionato. Il gruppo è stato sottoposto ad un vero e proprio tour de force, considerando i tre impegni in appena sette giorni che vi hanno visto fronteggiare, nell’ordine, Capo d’Orlando, Valmontone e Cagliari. Purtroppo per voi, non siete riusciti a muovere la classifica, rimanendo fermi a quota due punti, frutto del solo successo casalingo ottenuto con Venafro. Eppure, negli ultimi tre match, siete rimasti a contatto fino alla fine, dando la sensazione di poter competere. Qual’è l’umore all’interno dello spogliatoio e quali sono le tue considerazioni in merito a queste ultime sfide?

«Il nostro è un gruppo totalmente nuovo, per cui ritengo sia più che normale aver bisogno di un po’ di tempo per carburare. Era qualcosa che avevo messo in preventivo e che ritengo sia nell’ordine delle cose. Tante altre compagini, a differenza nostra, partivano già da un’ossatura di squadra ben definita e questo rappresenta indubbiamente un grosso vantaggio.  

Abbiamo fatto un buon precampionato, ma le partite ufficiali sono tutt’altra cosa. Ripeto, ero convinto che avremmo avuto qualche difficoltà nella fase iniziale perché quando ci sono i due punti in palio cambia davvero tutto. 

Ad ogni modo, dalla prima giornata ad oggi i progressi della squadra sono sotto gli occhi di tutti. Il gruppo sta crescendo e giochiamo sempre meglio. Purtroppo, anche nella sfida con Cagliari non sono arrivati i due punti che sarebbero stati, senza dubbio alcuno, fondamentali. Abbiamo giocato ancora una volta una buona partita, non la migliore in assoluto, ma comunque più che soddisfacente. Non è bastato, ma non dobbiamo dimenticare che venivamo da impegni molto probanti, come le trasferte a Capo d’Orlando e a Valmontone, dove abbiamo condotto in lungo e in largo, salvo poi cedere di schianto nei minuti finali, un po’ per inesperienza un po’ per un calo fisico quasi inevitabile.

Anche con Cagliari, a ben vedere, si è riproposto lo stesso problema e, nel finale, abbiamo fatto fatica dal momento che la stanchezza ci ha impedito di portare a casa una vittoria che avrebbe significato tantissimo nell’economia della nostra stagione, soprattutto dal punto di vista della fiducia in noi stessi. 

Tuttavia, devo dire che lo spogliatoio è quanto mai tranquillo ed unito. Siamo un gruppo straordinario che intende affrontare con responsabilità le difficoltà di una stagione complessa ed estenuante. Sappiamo, pertanto, che l’unico modo per venir fuori da questa situazione è continuare a lavorare in palestra giorno dopo giorno. Così facendo, la vittoria arriverà.»

Nelle ultime sfide vi è mancato quel qualcosa in più per riuscire a strappare un risultato utile. Pagate un po’ di inesperienza vista la giovane età media del roster?

«L’inesperienza è indubbiamente un aspetto significativo quando si è protagonisti su certi palcoscenici. Rappresenta una sorta di handicap che anche noi, essendo un gruppo molto giovane, ci portiamo dietro da inizio stagione. Gran parte dei ragazzi, infatti, è al primo anno in Serie B e questo fa tutta la differenza del mondo considerando che, in queste primissime uscite, abbiamo affrontato squadre di grandissima esperienza e caratura. 

Nella sfida casalinga con Cagliari, ad esempio, sul parquet c’era Ranuzzo che ha un’esperienza infinita in Serie A. Quindi, chiaramente l’esperienza è un fattore fondamentale. Tuttavia, questo aspetto non deve diventare un alibi perché noi abbiamo giovani che possono dire la loro anche in un campionato complesso come quello di Serie B.»

Un altro problema che sta caratterizzando questo avvio di stagione è la costanza di rendimento nel corso dei quaranta minuti. Come pensi si possa lavorare su questo aspetto e, in linea di massima, su quali meccanismi è necessario insistere per crescere dal punto di vista qualitativo?

«Anche questo è un problema reale che tende a presentarsi proprio quando l’esperienza non è così tangibile. Siamo soliti partire forte e poi spegnerci nei momenti più caldi della gara. A Valmontone abbiamo rifilato un parziale iniziale di 2-13 e poi ci siamo fatti riacciuffare. Non riusciamo effettivamente a mantenere una costanza di rendimento, una situazione simile si è verificata anche a Capo d’Orlando. 

Purtroppo, questi alti e bassi sono inevitabili quando non c’è tanta attitudine e propensione mentale a giocare in maniera più equilibrata e controllata tanto nei ritmi quanto nelle idee. Questo, a mio avviso, è un aspetto che ha a che fare con l’abitudine dei singoli a giocare un certo tipo di partite.»

Avete conquistato appena due punti in questo inizio di stagione. E’ un campionato di B molto equilibrato e ricco di insidie. A questo punto, quali sono le vostre ambizioni e ritieni che la squadra così allestita abbia le carte in regola per poter competere e raggiungere la salvezza?

«Sono assolutamente fiducioso in relazione agli obiettivi che la società ha predisposto ad inizio stagione. La nostra priorità è raggiungere la salvezza. Abbiamo beccato nelle prime giornate avversari di primissimo livello, per cui ritengo opportuno sottolineare quanto il nostro fosse un vero battesimo del fuoco in questa categoria.

La stessa Capo d’Orlando, che da molti addetti ai lavori non era considerata una squadra elitaria, è una compagine di primissimo livello e fare risultato in Sicilia è davvero complesso. 

Il nostro obiettivo resta quello della salvezza: dobbiamo lavorare giorno dopo giorno per riuscire a raggiungerla nel minor tempo possibile. Ma, ripeto, questo avvio un po’ titubante me lo aspettavo. Ero perfettamente consapevole degli avversari che saremmo andati ad affrontare e della loro caratura. Le insidie in Serie B sono sempre dietro l’angolo; anche i due punti che abbiamo ottenuto con Venafro sono stati quanto mai sudati. Ogni partita è una battaglia e fa storia a sé. Noi dobbiamo capirlo e crescere giorno dopo giorno.»

Sei un nuovo arrivato in casa Treofan Battipaglia. Che ambiente hai trovato e come è stato inserirti in questo nuovo contesto?

«Battipaglia è un ambiente che ho conosciuto sempre da avversario. Ho avuto modo di giocare qui dai tempi delle giovanili sino allo scorso anno, quando con Angri giocammo la finale del campionato di Serie C ed io, purtroppo, non potei essere protagonista sul campo a causa di un infortunio.

Qui si respira pallacanestro, è la pura verità. Al Palazauli, dalle 15 fino alle 22, c’è sempre una rappresentativa della società che si allena. E’ incredibile. La gente accorre numerosa ad assistere persino agli allenamenti della squadra femminile che milita nel campionato di Serie A.

E’ tutto davvero super e noi giocatori viviamo in un ambiente davvero positivo.»

A Battipaglia le tue doti da leader sono al servizio di un gruppo giovane nei confronti del quale la tua esperienza ha un valore quanto mai significativo. Quanto ti sei calato in questo ruolo e come procede, a tuo avviso, la crescita dei giocatori più giovani?

« Ad inizio anno, quando si è costituita la squadra, sapevo che avrei avuto un po’ questo ruolo di chioccia, ovvero, di giocatore più esperto che avrebbe dovuto guidare, dentro e fuori il parquet, i ragazzi più giovani.

Fino ad oggi, non c’è stato alcun tipo di problema. Ovviamente, quando nelle partite intense non si riesce a fare risultato e a conquistare i due punti è chiaro che rimane un po’ l’amaro in bocca, per me ancor di più perché so che molte di queste partite le rimpiangeremo proprio per il fatto di aver accarezzato la vittoria.

Tuttavia, l’importante, soprattutto in questa fase iniziale, è non perdere la fiducia, stare sempre sul pezzo e lavorare al fine di migliorare concretamente. Non dobbiamo perdere mai di vista il nostro obiettivo. Sarebbe un errore madornale.»

E’ un campionato di Serie B quanto mai intenso, appassionante ed equilibrato. Quali ritieni siano le compagini meglio attrezzate per ben figurare nel corso di questa stagione?

«E’ un campionato molto equilibrato nel corso del quale è necessario mantenere alta la concentrazione perché si può rischiare grosso contro chiunque. 

Ci sono tante ottime compagini, anche la nostra vicina Salerno, ad esempio, con cui abbiamo giocato in occasione dell’esordio assoluto, è una squadra attrezzatissima per fare grandi cose e lo dimostra il fatto che hanno già cambiato un giocatore ad inizio stagione, il che spiega sufficientemente quali siano le loro ambizioni. 

Le squadre che abbiamo incontrato finora sono tutte di primissimo livello, per non parlare di Valmontone che è indubbiamente tra le strafavorite. Poi c’è Palestrina che dobbiamo ancora affrontare e che dovrebbe essere una spanna sopra le altre. Infine, la Luiss  è una grandissima sorpresa essendo ancora imbattuta e prima in classifica. A ruota, seguono Barcellona e Cassino. Ma è un campionato davvero equilibrato, per cui le difficoltà per qualsiasi squadra sono dietro l’angolo.»

Dal punto di vista personale, infine, come giudichi questo inizio di stagione e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

«Sono soddisfatto del mio contributo individuale. Il campionato di Serie B è diventato un torneo ancora più fisico rispetto a qualche anno fa. Anche i giocatori più giovani sono forse acerbi dal punto di vista tecnico, ma molto presenti dal punto di vista fisico.

Si gioca di contatto, si corre tanto e si bada anche meno alla tattica. Si fa molto più contropiede e le difese sono davvero arcigne.

Personalmente, fatte queste premesse, sono soddisfatto di come ho reagito a queste difficoltà perché venivo da un anno di serie C. Affrontare una B del genere non è semplice.

Il singolo, tuttavia, viene fuori quando è la squadra a giocare bene. Preferirei di gran lunga fare zero punti ogni partita e vincerle tutte. Non è un aspetto, quello individuale, che mi interessa più di tanto.»

 

(La foto di copertina dell’intervista è stata realizzata da Prospero Scolpini ed è tratta dal sito ufficiale della società: http://pb63.it/ )

 

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About The Author

Carmine Lione Carmine Lione è uno scrittore e giornalista freelance, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Attualmente iscritto al Corso di Laurea in “Lingue e Culture Straniere” presso l'Ateneo di cui sopra, ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui zerottonove.it. Ha ricoperto l'incarico di Capo Addetto Stampa della società cestistica Polisportiva Battipagliese ed attualmente presta la sua voce per le telecronache del Basket Bellizzi in onda su LiraTv e del Salernum Baronissi per l'emittente SeiTv. Per quanto concerne la scrittura, nel corso della sua esperienza artistica, ha pubblicato due opere: “Tempi Moderni”, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo e “Luce al neon”, primo romanzo autopubblicato.