Benfatto stoppa Bonacini sulla sirena: l'Unieuro perde la sfida con Cento

Unieuro Forlì – Benedetto XIV Cento 71-72 (20-14, 38-36, 60-59)
Unieuro Forlì: Ferri 20, Bonacini 10, R. Pederzini 4, Pignatti 2, Rotondo 12; Maggio, Rombaldoni 12, Arrigoni 11; Zoboli e Ravaioli ne. All. Garelli
Benedetto XIV: Caroldi 13, Brighi 7, D’Alessandro, Fontecchio 7, Benfatto 10; Demartini 17, E. Pederzini 3, Andreaus 11, Locci 4; Stupazzoni ne. All. Giordani
Arbitri: Balducci di Valvasone (PN) e Pellicani di Ronchi dei Legionari (GO)
Note: Spettatori 1.650 (220 da Cento). Nessuno uscito per falli.
FORLI’ (FC) – Una stoppata pochi attimi prima della sirena di Benfatto ai danni di Bonacini impedisce all’Unieuro il sorpasso all’ultima curva e fa esplodere sul parquet del Palafiera un’altra festa biancorossa (ma non forlivese) dopo quella piacentina di 20 giorni fa. Anche Cento passa in via Punta di Ferro, infliggendo alla Pallacanestro 2.015 un’altra serataccia a domicilio (3° ko stagionale interno) che riduce il vantaggio in classifica della squadra romagnola sull’inseguitrice Piacenza a soli 4 punti.
Serata in cui per Forlì ”piove sul bagnato”, e non solo in senso meteorologico: all’amarezza per la sconfitta, infatti, la Pallacanestro 2.015 aggiunge la preoccupazione per un nuovo infortunio, sfortunatamente occorso ad un altro suo giocatore-cardine. Nella injured-list, a Vico s’aggiunge Pignatti, che incoccia in una distorsione alla caviglia destra che gli fa saltare-secco tutto il secondo tempo e, assai probabilmente, la trasferta di Monsummano. Se la cosa si risolverà lì o se ci saranno prognosi più lunghe lo diranno nuovi accertamenti medici.
Intendiamoci, anche Cento, a livello di infermeria, sta messa malino. Quasi a non volersi prendere vantaggi indebiti, specularmente a Forlì si presenta senza il suo bomber nello spot di “2” Contento (principio di ernia al disco) per poi perdere anch’essa – a voler fare “pari e patta” con Pignatti – il fisicatissimo mezzo lungo Fontecchio, a sua volta vittima di una “scavigliata” nel primo tempo.
Senza i bomber e gli highlanders, di fatto è un derby di “reduci”, in cui a deciderla non possono che essere le seconde linee. Già, perchè a parità – anche qui – di playmaker (Ferri gioca 40 commoventi minuti di intensità, 20 punti figli di mira tarata e gran senso di responsabilità; Caroldi detta egregiamente i ritmi e mette, di fatto, il cesto della staffa), a far sorridere Giordani – oltre all’impattone di Demartini dal pino – sono i vari Andreaus, Brighi ed Emanuele Pederzini. Per non parlare di Locci, capello cotonato su una serata da ricordare, ritagliandosi minuti molto costruttivi sui problemi di falli di Benfatto.
Di contro Garelli, un pò come a Oleggio, non trova i riscontri che si aspetta da larga parte della sua truppa: al netto del 6/9 da 3 di Ferri, il 2/13 di tutti gli altri ripropone il problema del tiro da fuori, anche se a preoccupare ancor di più Garelli – per sua stessa ammissione a fine partita – è il deficit di personalità della squadra in assenza del proprio leader tecnico (Vico) e, successivamente, di quello “emotivo” (Pignatti). L’Unieuro, che ingabbia piuttosto bene il temuto Benfatto incastrandolo – come all’andata – in tanti raddoppi e in problemi di falli (3 nel 1° tempo, 4 subito dopo la ripresa con tanta forzosa panca), non capitalizza interessanti mis-match nei pressi del canestro, subendo in modo evidente la maggior stazza della Bendetto XIV.
Cento porta in definitiva a casa un successo figlio di una partita stra-equilibrata (nessuna squadra, pensate, oltre ai 6 punti di vantaggio nell’arco dei 40’!), un punto a punto stressante e imperfetto, figlio di tante palle in parterre, molti tuffi a terra, fisiologici interventi dei rispettivi staff medici, insomma non una serata di grande pallacanestro in senso assoluto. Ma un’altra “prova tecnica di playoff”, in cui decide l’episodio, e in cui il giocatore probabilmente più pagato del campionato può riapparire dalle nebbie di una serata in chiaroscuro e remunerare l’investitore facendo la giocata difensiva che vince la gara. E che dà a Cento 2 punti abbastanza meritati, notevolmente scaccia-crisi, che “vendicano” la cocente sconfitta dell’andata. L’esultanza finale di Benfatto dopo la stoppata della vittoria – esultanza irridente, urticante, maddai tutto sommato “nei limiti” – è il suo omaggio ad una piazza in cui ha vissuto (probabilmente) controvoglia per due lunghi anni. Il fatto è che se ci sarà una serie playoff tra due mesi, la sensazione è che il Palafiera se la ricorderà…
Riccardo Girardi
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