Broetto Padova, la sfida ad Udine nelle parole dell'ex Vannuzzo

 

La GSA Udine è una squadra di categoria superiore, con i due americani lotterebbe per la promozione in serie A, intanto è costretta a sudarsela in serie B. Tra i suoi campioni il più prestigioso è indubbiamente il capitano, Manuel Vanuzzo, arrivato in Friuli dopo aver vinto lo scudetto con Sassari. La lunga carriera di Manuel, ala pivot classe 1975, è partita dal Basket Riviera di Fossò e si è plasmata a Treviso prima di arrivare nel 1994 nella nostra città.

“Di Padova ho dei ricordi molto belli, avevo terminato le giovanili con la Benetton e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di andare in serie B2 a Solesino. Era la mia prima esperienza in una prima squadra, vivevo in foresteria con altri 6 o 7 compagni e tornavo a casa per il fine settimana. Ci allenava Fabio Volpato, eravamo un bel gruppo, Gasparotto, Arvedi, Polesel, Babetto, dopo 2 anni la società si è spostata a Padova diventando Patavium, cambiata la guida tecnica è arrivato Ceci un coach di Bari con il quale abbiamo vinto il campionato e così nel quarto anno giocato a Padova ho esordito in serie B1.”

Che ricordi hai di Padova.

“In quegli anni il Calcio Padova era in serie A e tutte le attenzioni della città erano rivolte a loro, così a vedere le nostre partite venivano soprattutto i 3/400 appassionati che già ci seguivano negli anni precedenti a Solesino e giocare in un palasport grande come il S. Lazzaro con meno di 500 spettatori non è stata una bella esperienza.”

E i padovani?

“Ricordo la grande passione dei dirigenti di Solesino, dal presidente Liviero al d.s. Bau, poi a Padova l’accompagnatore Mozzo e soprattutto la presidentessa Pierina. Mi capita ancora adesso di parlarne, la signora Gomiero era straordinaria, aveva passato gli 85 anni e veniva in trasferta con la squadra tornando a casa alle 6 del mattino!”

Nel 1998 il passaggio in serie A2.

“Da Padova sono andato a Montecatini dove al secondo anno abbiamo ottenuto la promozione in A1. Il terzo anno ho fatto il mio esordio nel massimo campionato, a coach Pillastrini era seguito Ranuzzi. Poi in seguito al fallimento della società toscana mi sono spostato al Sud scegliendo Messina in Lega 2. Eravamo 8 italiani ben affiatati e arrivammo alle semifinali dei play-off.”

Quindi il grande passaggio a Milano.

“Rimasi due anni, ci arrivai nell’età migliore per affrontare una grande città e le sue grandi opportunità, ancora giovane ma già con buone esperienze. Mi adattai presto, per riuscire a muovermi nel traffico caotico andavo all’allenamento in bicicletta qualsiasi fossero le condizioni metereologiche!

Non era il periodo migliore della società milanese, si lottava piuttosto indietro nella classifica, però il primo anno facemmo bene arrivando quinti e disputando i play-off, l’anno seguente a coach Caja subentrò Carmenati e la stagione non ebbe picchi particolari, chiusa senza raggiungere i play-off.

A fine stagione passai a Novara in A2 dove sono rimasto 2 stagioni prima di passare a Sassari.”

A Sassari hai glorificato la tua grande carriera vincendo uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana.

“Ci sono rimasto per 9 stagioni, vivendo tanti momenti indimenticabili, ho trovato la mia compagna di vita, sette mesi or sono ci è nato il mio bimbo, e lì tornerò a vivere.”

Quest’anno la scelta di Udine e della serie B.

“Volevo continuare a giocare pur godendomi la famiglia, cosa difficile con l’Eurolega che ti costringe a vivere fuori di casa 5 giorni alla settimana. Dopo lo scudetto ho avuto un paio di contatti e quando non si è concretizzato l’accordo quasi fatto con Trapani, in un paio di giorni ho firmato con Udine che mi ha conquistato per il suo programma, le ambizioni e la passione.”

Avete perso una partita, come state giocando?

“Siamo una squadra nuova che sta iniziando a conoscersi e a capire il campionato e il metro arbitrale che molti di noi, compreso Lino (Lardo – n.d.r.), non conoscevamo. E’ un campionato dove non ci sono partite scontate, e sono ottimista perchè siamo una squadra dove tutti si mettono a disposizione del gruppo e questo fa la differenza. La sconfitta con Orzinuovi è arrivata solo nel finale, si tratta di un team che ha il nostro stesso obiettivo e con la quale lotteremo fino alla fine.”

Hai visto giocare la Broetto?

“Ieri abbiamo disputato un’amichevole con Treviso e quindi solo da questa sera penseremo alla partita con la Broetto. Non l’ho mai vista giocare e conosco solo Leo Busca con cui ho giocato a Sassari l’anno in cui sono arrivato in Sardegna. Da allora ci sentiamo e mi dispiace che domenica non sarà in campo.”

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