Broetto Virtus Padova, un 2016 da grande per restare in B

Che il percorso delle squadre neopromosse sia complicato non è certo una novità. Che alcune di queste si ritrovino a recitare un ruolo da protagonista ai piani superiori non capita di frequente. Che si possa farlo in maniera così netta dopo un girone d’andata pieno di difficoltà, col fulcro del gruppo che ha centrato la promozione appena qualche mese prima è una storia degna di cronaca.

Ed è così che il 2016 della Virtus Padova, iniziato con lo spettro della retrocessione, con appena 3 vittorie in 15 partite, s’è trasformato quasi d’incanto, in una delle strisce migliori del girone di ritorno. Sette vittorie nelle prime nove partite dopo il giro di boa, secondo miglior record dall’inizio dell’anno, ma soprattutto una classifica che ad oggi significa salvezza, con quattro punti sulla zona playout e ad appena una vittoria dai playoff.

Ma a convincere ancor di più della classifica ci sono il gioco e l’entusiasmo messi in campo dai ragazzi di coach Friso: un energia diffusa su tutto l’ambiente, concretizzata durante le ultime uscite in una difesa arcigna in grado di mettere in difficoltà anche le squadre con più esperienza, un roster finalmente tornato al completo ed equilibrato, in grado di giocare con continuità una pallacanestro bella ed efficace. A segnare la vera svolta per i veneti è stato senza dubbio l’arrivo nella città del Santo di Stevan Stojkov, play serbo cresciuto nelle giovanili della Virtus Bologna, assieme a Juan Carlos Canelo, ormai da qualche anno una delle punte di diamante dei nero verdi. Il regalo di Natale fatto dalla società ha permesso di sopperire anzitutto agli infortuni di capitan Busca e del giovane Mabilia (poi ceduto a Pavia), ma soprattutto di ristabilire i ruoli iniziali nelle gerarchie e in campo, consentendo agli altri esterni di liberarsi dal ruolo di portatori di palla, per tornare a produrre cifre e gioco nel sistema d’attacco ormai rodato e del quale non si possono riconoscere l’esperienza e la qualità del lavoro di Friso.

Ecco dunque gli ingredienti del rinato basket padovano, che a piccoli ma decisi passi sta provando a tornare nella pallacanestro che conta. Ad attendere ora le “V verdi” nel cammino per consolidare la salvezza, o chissà per puntare a qualcosa di più, quattro sfide sulla carta quasi proibitive contro quattro delle prime cinque della classe e poi le ultime due partite contro Rimadesio e a Pavia che potrebbero rivelarsi veri e propri spareggi. Sulla carta alla Virtus potrebbero bastare altri due punti per evitare il rischio playout, mentre per tentare l’approdo tra le migliori otto sarebbero necessarie almeno tre vittorie, in considerazione dei calendari più abbordabili delle dirette rivali.

 

Luca Bernardini

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