Bruno Cerella: "A fine carriera vorrei fare il muratore. Luca Bianchi il coach che mi ha dato di più"

In una diretta Instagram con la pagina “Schiaccio e non faccio fatica” è intervenuto Bruno Cerella. La guardia della Reyer Venezia ha rilasciato tante dichiarazioni interessanti che vi riassumiamo di seguito.

  • A fine carriera vorrei fare il muratore. Siamo una famiglia di costruttori da generazione e amo il lavoro di squadra. Spesso lavoro anche io e comunque mi piace stare con i miei operai. Ma con il basket ancora non smetto, anzi, lo apprezzo ancora di più stando in cantiere.
  • Sono uscito dalla mia comfort zone quando avevo 19 anni e sono partito dal basso. Tutto questo mi è servito molto. Spero che il lockdown abbia fatto pensare molti giocatori, bisogna avere curiosità e passione nella vita.
  • Il basket è quasi tutto nella mia vita. Ho dedicato quasi tutte le mie energie al basket.
  • Il coach che mi ha dato di più è Luca Bianchi, con cui mi sono trovato meglio a livello di intesa è Capobianco.
  • Il resto del mio tempo lo passo con l’associazione Slums Dunk. I nostri progetti e le nostre attività non sono fini a se stesse ma vanno avanti tutto l’anno e prevedono progetti educativi che tolgono bambini da criminalità e violenza della strada.
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About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.