Campania: intervista a coach Alfredo Lamberti

INTERVISTA A COACH ALFREDO LAMBERTI

 

A cinque giorni dallo spareggio di Umbertide, che ha segnato la fine della stagione agonistica dell’under 17 Eccellenza del Vivibasket Napoli e consegnato all’Assigeco Casalpusterlengo il pass per le Finali Nazionali di categoria in programma a Treviso, con il coach Alfredo Lamberti proviamo a tracciare un primo bilancio di un 2014-15 in ascesa per tutto il movimento giovanile regionale e denso di risultati importanti per l’RTT napoletano.

Alla guida del Vivibasket Napoli, titolo regionale in Campania; terzo posto nel girone interregionale dietro Dife Pistoia e Virtus Roma; a un passo dal sogno Nazionali nel 63-53 di martedì.

Sulla panca del Delta Salerno, campione regionale under14 Elitè e biglietto timbrato per le Finali Nazionali in programma a Bormio a metà Luglio. Senza dimenticare il secondo posto in Italia strappato dal quartetto granata alle Finali Nazionali di Jesolo del Join The Game 3vs3.

Nel mezzo, il consueto impegno nelle vesti di Referente Tecnico Territoriale. Dal PQT al Trofeo delle Regioni disputato a Roma a Pasqua, che ha visto la Campania ritornare dopo anni tra le prime otto della penisola.

Coach, martedì si è chiusa la stagione dell’under 17 targata Vivibasket Napoli. Con una sconfitta che ha però il sapore di un passo in avanti per il basket regionale campano. È d’accordo?

“Risultati alla mano, credo si sia riusciti ad iniziare il percorso per colmare il gap che ancora ci divide dalle regioni più competitive a livello giovanile. Eccetto Pistoia, che lotterà per il titolo a Treviso, abbiamo giocato alla pari con Roma e con Casalpusterlengo, vincitrice in Lombardia. Certo dispiace non aver centrato il traguardo delle Nazionali, soprattutto per il lavoro svolto da tutti in palestra. In nove mesi un gruppo di ragazzi selezionati dall’accordo tra Vivibasket, Flegrea e Casalnuovo ha raggiunto un risultato importante grazie ad un’etica del lavoro e ad un atteggiamento che hanno come logica conseguenza la crescita. Basta alibi, basta piangersi addosso. Mi piace pensare di aver tracciato un solco in cui la consapevolezza che il lavoro paga sempre e che i giocatori restano la nostra grande ricchezza siano le linee guida. È stato dunque un anno molto importante. E i prossimi mesi saranno fondamentali per cementare questa convinzione continuando ad allenarsi in palestra anche a stagione conclusa.”

 

È ancora vivo invece l’impegno a Salerno con l’under14  del Delta. Dopo il titolo regionale conquistato sul parquet di casa nella finale con LBL Caserta, siete attesi a Bormio a metà Luglio per le Finali Nazionali di categoria.

“Il discorso per Salerno è relativamente simile a quello per Napoli. Un gruppo giovane e di talento con etica del lavoro e consapevolezza dei limiti ha raggiunto un traguardo significativo. Il comune denominatore  è che da soli non si va da nessuna parte. Bisogna essere collaborativi con chi si dimostra disponibile a farlo e nei termini degli accordi presi. Le Finali di Bormio sono ancora lontane più di un mese, aspettiamo di conoscere la formula e vedremo. Di certo non andremo lì a visitare la città ma per confrontarci a testa alta con le altre regioni con l’orgoglio di rappresentare la Campania insieme a Caserta.”

 

Con lo stesso gruppo, l’argento italiano alle Finali Nazionali del Joint the Game 3vs3 di Jesolo. Un altro attestato di salute e crescita ?

“Il 3vs3 è un’esperienza più dei giocatori che di noi allenatori. I ragazzi sono chiamati a gestirsi autonomamente in campo. È certo però che portino sul parquet anche in queste occasioni ciò che in settimana proviamo a dar loro. Nessuno si aspettava di andare così avanti. Ciò non toglie che resti un po’ di rammarico per aver sfiorato il tricolore.”

 

Etica del lavoro, condivisione delle responsabilità e assenza di alibi. È questa dunque la ricetta da seguire?

“Lo è stata a Napoli e a Salerno e i risultati sono arrivati. Certo, ci vuole sempre un pizzico di fortuna, ma ho l’impressione che questo modo di riflettere venga sempre più condiviso in Regione. Non a caso tutto il movimento campano  è cresciuto, pur con i suoi limiti. Lo ha fatto nel miglioramento dei giocatori e nella qualità del lavoro degli allenatori. I risultati dei miei due gruppi, così come quelli conseguiti dalle altre squadre campane dall’under 19  all’under 14,  sono lo specchio di questa realtà.”

 

Una realtà che in qualità di RTT è tenuto a monitorare e a valutare. Qual è il bilancio di quest’annata?

“In due anni più di 1200 giocatori e 100 allenatori coinvolti; con il Centro Tecnico abbiamo svolto 14 allenamenti seguendo un percorso tecnico studiato e condiviso. Con la selezione 2001 siamo tornati nelle prime otto al Trofeo delle Regioni di Roma, grazie al settimo posto conquistato dai ragazzi guidati da coach Ciccio Persico confrontandosi alla pari con squadre di primo calibro come Piemonte, Veneto, Friuli e Lazio.                                                                                  Il PQT è un contenitore in cui le mie responsabilità si estendono a tutte le componenti del progetto, con la speranza di poter ancor di più allargare la rete di condivisione tra allenatori e giocatori. Non c’è la presunzione di migliorare i ragazzi con quello specifico allenamento, ma la convinzione di donar loro consapevolezza e motivazione per fare bene nelle proprie realtà. Non siamo i migliori, ne siamo ancora così vicini ai migliori ma credo che la crescita ci sia stata e sia oggettiva. Grazie a un modo di lavorare che ha consentito a più persone di dare un contributo. La collaborazione di tanti colleghi è stata decisiva. Sia a livello regionale che di club il lavoro di uno Staff disponibile e responsabile è stato fondamentale per calarsi in una dimensione di lavoro maggiore. Provare ad essere una squadra sempre, ad ogni livello. Questa stagione estremamente positiva rappresenti però un punto di partenza e non di arrivo, in modo da trasformarla in stimolo per lavorare e provare sempre a fare qualcosa di migliore.”

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