Cantù, al via il Trofeo Lombardia

Con l’inizio di settembre torna il tradizionale appuntamento con il “Trofeo Lombardia”, una classica del basket estivo, da sempre un ricco antipasto prima della partenza del campionato di Serie A. Giunto alla sua decima edizione, il torneo lombardo si terrà come di consuetudine al “PalaBancoDesio”, sede delle partite casalinghe della Pallacanestro Cantù durante la stagione sportiva. IL TORNEO Il programma del torneo – organizzato da Pallacanestro Aurora Desio 94, in collaborazione con Dynamitick, Rev&New Sport Consulting e SportLab Agency – prevede due tabelloni, uno riguardante esclusivamente le squadre di Serie B e l’altro per le formazioni iscritte al massimo campionato nazionale. Dunque, da una parte: Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, Omnia Basket Pavia, Pallacanestro Aurora Desio 94 e Urania Basket Milano. Dall’altra: Pallacanestro Varese, Pallacanestro Cantù, Vanoli Cremona e Aquila Basket Trento, alla sua prima partecipazione. Si parte venerdì 7 settembre con le semifinali di B, in campo alle ore 19:30 Vigevano e Pavia. Alle 21:30 invece la palla a due tra Desio e Urania Milano. Le squadre sconfitte si affronteranno nella finale 3°-4° posto sabato alle ore 17:00, le vincenti nella finale 1°-2° posto domenica alle 18:00. Dall’altra parte, invece, ad inaugurare il tabellone ci penseranno Varese e Trento, in campo alle ore 19:00 di sabato 8 settembre. A seguire, alle 21:00, la Pallacanestro Cantù allenata da coach Evgeny Pashutin affronterà la Vanoli Cremona di Romeo Sacchetti, CT della Nazionale italiana. Anche in questo caso, chi uscirà sconfitta dalla rispettiva semifinale andrà poi a giocarsi la finale del terzo/quarto posto contro l’altra perdente, con inizio gara alle 16:00. Le due vincenti chiuderanno il torneo con la finalissima di domenica 9 settembre, palla a due in programma alle ore 20:00. LE AVVERSARIE – VANOLI CREMONA Ripescata in Serie A all’inizio dello scorso campionato, dopo la retrocessione sul campo al termine della stagione 2016-2017, la Vanoli Cremona si appresta ad affrontare la sua decima stagione consecutiva nel massimo campionato italiano. Arrivata ottava in regular season nella scorsa annata – andando oltre ogni aspettativa iniziale -, la società del presidente Aldo Vanoli ha scelto di confermare tanto del roster 2017-2018, mantenendo tutto il nucleo dei giocatori italiani. Dal veterano Travis Diener, play classe 1982, al più giovane Michele Ruzzier, il quale – insieme a Marco Portannese – aveva firmato nell’estate del 2017 un accordo biennale. Accordi pluriennali firmati anche da Giulio Gazzotti e Giampaolo Ricci che, inizialmente seppur con un’opzione di uscita nel contratto, sono stati confermati per la nuova stagione, dopo aver dimostrato nello scorso campionato di tenere bene il campo. Impiego medio di 9’ per Gazzotti, con 2.2 punti e 2.2 rimbalzi a partita; 4.5 punti e 3 rimbalzi di media in 12’ invece per Ricci. Ai cinque italiani, la società ha affiancato cinque stranieri: il profilo di maggiore esperienza è l’americano Drew Crawford, figlio di Dan Crawford, ex arbitro per 33 stagioni nella in NBA. Lo scorso anno in Israele, l’ala classe 1990 ha disputato un’ottima stagione con la maglia del Maccabi Rishon Lezion a oltre 16 punti di media, 4.8 rimbalzi e 2 assist ad incontro, con il 41% da tre. Tra i giocatori USA figurano la guardia Tre Demps, la guardia-ala Wesley Saunders e l’ala grande Peyton Aldridge, quest’ultimo appena uscito da Davidson College, alla prima esperienza nei professionisti. Quanto a Demps e Saunders, invece, il primo – proveniente da un biennio in Belgio – ha frequentato insieme a Crawford la Northwestern University, mentre il secondo fa il suo esordio in Italia dopo un’ottima annata in Finlandia, al Kataja. A chiudere il “pacchetto” degli stranieri, Mangok Mathiang, ala/centro classe 1992. Nato in Sud Sudan ma naturalizzato australiano, lo scorso anno Mathiang ha assaggiato la NBA disputando 4 partite con gli Charlotte Hornets, chiudendo poi la stagione in G-League con i Greensboro Swarm, franchigia affiliata proprio a Charlotte. LE AVVERSARIE – TRENTO E VARESE Sia in caso di sconfitta che in caso di vittoria, la Pallacanestro Cantù affronterà – nella giornata di domenica 9 settembre – una tra Aquila Basket Trento e Pallacanestro Varese per una delle due finali, che sia 3°-4° posto o 1°-2°. Da una parte c’è una squadra, Trento, che ha vissuto un estate caratterizzata da tanti cambiamenti e che si appresta ad intraprendere un nuovo ciclo dopo la partenza di due elementi importantissimi del roster come Shavon Shields e Dominique Sutton, il primo accasatosi al Baskonia (team di EuroLegaue), il secondo in Lituania alla Lietuvos Rytas. Oltre ai due perni del quintetto titolare dello scorso anno, ad aver lasciato Trento sono stati anche Ojars Silins, Yannick Franke e Jorge Gutierrez (direzione San Sebastian in Liga ACB), tutti regolarmente impiegati da coach Maurizio Buscaglia nei playoff scudetto. Alla mini rivoluzione Trento ha risposto con dei cambi nell’organico molto intriganti, su tutti i ritorni in bianconero di Devyn Marble e di Davide Pascolo, tornato all’Aquila dopo un biennio all’Olimpia Milano. Proprio Pascolo, insieme a capitan Toto Forray, fu uno dei protagonisti indiscussi della cavalcata trentina dalle Minors alla Serie A. In maglia Aquila dal 2011 al 2016, in bianconero Pascolo vinse ben tre premi individuali: MVP della Coppa Italia dell’allora Legadue, nel 2013, MVP del secondo campionato italiano nel 2014 ed il prestigioso riconoscimento a livello internazionale conferitogli da EuroCup nel suo ultimo anno a Trento, con l’inserimento nel miglior quintetto della manifestazione al termine della stagione 2015-2016. Al nuovo roster bianconero sono poi stati aggiunti, per quanto riguarda il reparto italiani, il giovane Andrea Mezzanotte – ala classe 1998 proveniente da due buone stagioni in A2 con Treviglio – e l’ex pistoiese Fabio Mian, il quale potrebbe vivere in una realtà come quella trentina la stagione della svolta, per far decollare definitivamente la propria carriera dopo le esperienze a Cremona e Pistoia. Gli altri volti nuovi sono i due omonimi Nikola Jovanovic e Nikola Radicevic, entrambi serbi ed entrambi nati nel 1994 ma con due storie cestistiche abbastanza diverse. Nonostante si siano incontrati per qualche mese alla Stella Rossa nel corso della passata stagione, i due giovani serbi hanno avuto una carriera completamente differente. Jovanovic, lungo di 211 cm, si è formato negli States, frequentando la Southern California University, salvo poi debuttare in G-League una volta terminato il college. Mentre Radicevic, nonostante l’età sia la stessa del compagno di squadra, ha già molta più esperienza avendo calcato i palcoscenici più prestigiosi d’Europa con le maglie di Siviglia, Stella Rossa e Gran Canaria, disputando l’EuroCup con le due spagnole e l’EuroLega lo scorso anno con la squadra serba. Dall’altra parte c’è invece una Varese che ha cambiato tanto come Trento ma che ha comunque mantenuto la stessa ossatura della scorsa stagione, confermando nello starting five due elementi imprescindibili come la talentuosa guardia serba Aleksa Avramovic ed il roccioso Tyler Cain nel ruolo di centro titolare. Ma non solo perché dalla panchina coach Attilio Caja può contare su alcune figure come Matteo Tambone, Nicola Natali e capitan Giancarlo Ferrero che ben conosce e che, soprattutto, oltre ad essere molto apprezzate dal pubblico varesino, conoscono molto bene i meccanismi della squadra. Ai tre già citati, Varese ha aggiunto al nucleo italiano due innesti molto importanti come Pablo Bertone e Antonio Iannuzzi, riuscendo a battere la concorrenza sul mercato di tante squadre. Due italiani capaci di tenere bene il campo, con carisma e ottime qualità individuali. Oltre allo sforzo economico per aver rinnovato sia Avramovic che Cain, in estate Varese si è data da fare, assemblando un quintetto di alto profilo composto dal veterano Ronald Moore in cabina di regia, dall’ala canadese Thomas Scrubb e dal “quattro” statunitense Dominique Archie, tornato in Serie A dopo un’annata in Israele. Tra i nuovi arrivi la situazione individuale più intrigante è forse quella rappresentata da Scrubb, preso da Varese per fare il titolare dopo che lo scorso anno ad Avellino ha fatto registrare – partendo dalla panchina – 9.2 punti e 4.4 rimbalzi di media in appena 19’ di impiego. L’ex Scandone potrebbe essere uno dei giocatori con più punti nelle mani della “nuova” Varese, tenendo conto anche dell’incredibile 53% dall’arco della passata stagione (44 triple a bersaglio su 83 tentate). Da monitorare anche quello che può dare fin da subito alla squadra un metronomo come Moore, alla quinta stagione consecutiva in Serie A ma alla prima senza il fedelissimo Vincenzo Esposito in panchina, suo head coach per quattro anni tra Caserta e Pistoia.

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