Cantù, Sodini: ''Vogliamo chiudere bene la nostra stagione''

Il vice allenatore della Pallacanestro Cantù, Marco Sodini, ha incontrato i giornalisti alla vigilia del derby tra MIA ed EA7 Emporio Armani Milano: “Mi sembra riduttivo parlare della partita di domenica perché secondo me uno spazio di questo tipo merita un approfondimento sulla stagione. In ogni caso affrontiamo la miglior squadra del campionato e lo dicono le voci statistiche, la classifica, visto che l’Olimpia è matematicamente prima da qualche giornata, il roster e il fatto che sia l’unica formazione italiana ad aver partecipato all’Eurolega. Noi non abbiamo motivazioni dal punto di vista della classifica, così come i nostri avversari. La distanza tecnica, fisica, tattica è quella che ha espresso un campionato che ci ha sempre visto nelle retrovie. Apparentemente quindi è una gara chiusa. Riprendo però le parole del nostro capitano che dice che nessuno di noi è contento della stagione, ma allo stesso modo nessuno vuole chiudere male questa annata. Ci sono degli aspetti del nostro gruppo che sono poco visibili a chi ci guarda la domenica. Giustamente ci vengono poste delle critiche sulla nostra non continuità e sul fatto che sembra delle volte che i giocatori non stiano dando il 100%. Dall’interno le cose sono però differenti. L’impegno dei ragazzi c’è sempre stato. La non capacità di essere costanti all’interno dello stesso match è invece una lacuna che ci siamo portati sempre dietro, probabilmente pure a causa dei tanti cambiamenti avvenuti nel corso dell’annata, e a cui non siamo mai riusciti a trovare un rimedio. Questo ha creato situazioni al limite del paradosso, come a Cremona, dove abbiamo prodotto due quarti difensivi vergognosi prima che la squadra spinta da un moto d’orgoglio iniziasse a eseguire ciò che avevamo preparato. Da parte mia metto la mano sul fuoco sull’impegno che ci sarà domenica non solo per chiudere il campionato nella maniera corretta, ma per provare a portare a casa un risultato obiettivamente difficile da ottenere anche giocando bene. L’EA7 è un ostacolo insuperabile per questa MIA? Milano è al completo. L’unica forma di vantaggio da parte nostra è che probabilmente in un’ottica di preparazione dal punto di vista fisico e tecnico per i playoff i bianco- rossi potrebbero essere più imballati dai carichi di lavoro. Per il resto non vedo mismatch a noi favorevoli. Sono però assolutamente convinto che lo sforzo da parte di tutti sarà di disputare la miglior prestazione possibile tentando di conquistare un successo. Proverete a vincere a Milano. Quanto temete però una pesante sconfitta? Temiamo tantissimo di perdere male perché esiste un DNA di questa squadra che non mi dà la garanzia di sapere che non subiremo 100 punti. Rimaniamo al di là di ogni sforzo la peggior difesa della Serie A e in una situazione in cui sostanzialmente l’unica spinta è l’orgoglio personale questo potrebbe non essere sufficiente. Affrontiamo una formazione che ha delle peculiarità che mettono in difficoltà tutti a livello di campionato italiano. La dimensione dei giocatori in confronto al ruolo, la loro capacità tecnica, la bravura nel prendere vantaggi. Se non riusciamo con un extra sforzo a pareggiare qualche confronto individuale è ovvio che rischiamo di prendere 20 punti. Più sgombriamo però la testa da questo pensiero e più è possibile non farlo accadere. Ognuno di noi deve avere un banco di prova nella competizione contro una compagine di livello evidentemente superiore che è stata costruita per giocare l’Eurolega e che in Italia ha perso pochissime partite pur dovendo ovviare ai molti infortuni. Pesaro è riuscita a vincere con l’Olimpia, noi come Cantù dobbiamo disputare la miglior prestazione possibile sapendo che noi siamo una formazione di valore almeno equivalente, e lo non lo dico io ma la classifica, alla Consultinvest. Vuoi tracciare un primo bilancio di questa stagione? Abbiamo sempre mantenuto un’identità di lavoro in allenamento anche nei momenti più difficili per cambiamenti o infortuni. Per questo voglio ringraziare i giocatori e credo di poterlo fare avendo vissuto tutte le ere geologiche di questa annata. L’impegno di questi ragazzi va riconosciuto. Questo è inoltre il momento di ringraziare tutte le persone che hanno permesso che Cantù rimanesse in Serie A. Coloro che sono gravitati intorno alla squadra e veramente si sono affezionati l’uno all’altro. La nostra aspettativa è che ci sia la possibilità di costruire a partire da questo e in tale ottica l’arrivo di Carlo Recalcati può essere un grande valore aggiunto che non deve essere disperso. Dico questo alla società, ma anche agli Eagles che ci sono stati vicino in ogni modo possibile e con cui ho costruito un rapporto diretto che non ho avuto con altre tifoserie. La mia impressione è che manchi pochissimo per costruire una realtà vincente sul lungo periodo. John Wooden diceva che le cose vanno meglio alle persone che pensano che le cose possano andare meglio. Ora dobbiamo avere l’obiettivo di chiudere bene il campionato domenica tentando di vincere. Dobbiamo però anche sapere che domani comincia oggi e che siamo tutti disponibili ad aiutare la Pallacanestro Cantù perché Cantù se lo merita.

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