Caos tesseramento degli atleti extracomunitari: il punto su una situazione che non sembra essere stata ancora risolta

La FIP Regionale, dalla Liguria alla Sicilia, è sotto inchiesta per la poca chiarezza intorno al tesseramento degli atleti extracomunitari, senza un regolare permesso di soggiorno.

Il rischio di tesseramenti irregolari, accusa che viene mossa proprio nei confronti delle società, si dilaga a macchia d’olio, dappertutto, con sanzioni (che si attengono alla legislazione italiana Bossi-Fini) previste per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Procura Federale continua le indagini e tenta un accordo con la FIP, ma sui provvedimenti da prendere  rimangono tanti, troppi punti interrogativi che provocano confusione sulle tempistiche e procedure di tesseramento. 

Caos che ha visto protagonista ad inizio mese, l’ex giocatore di Serie A: David Hawkins, tesserato dalla Sustinente Basket (in Serie C Silver), poi bloccato dopo aver disputato la partita contro Cremona.

Senza dimenticare la vicenda in Serie C Liguria che ha interessato il Basket Follo, riguardo il tesseramento dell’americano Michael William Panaggio e del  bosniaco Stefan Bozickovic.

Coinvolto anche il campionato pugliese, con l’Action Now! di Monopoli che ha dovuto fare a meno di Madarious Gibbs e Justin Hamilton.

Avvenimenti che hanno provocato un’onda di supposizioni e possibili soluzioni, senza riuscire però a vedere la luce di una certezza a riguardo, anzi, aprendo una ferita sempre più profonda nel basket regionale italiano, in cui il numero degli stranieri è sempre più alto, ma le dinamiche burocratiche rischiano di cambiare l’esito e il corso dei campionati di Serie C e D.

Per cercare di fare chiarezza, secondo quanto prevede il regolamento in vigore della FIP:

“I giocatori provenienti o provenuti da Federazione o Paese straniero non appartenente alla U.E. possono essere tesserati esclusivamente per le seguenti categorie di società:

a) società di serie professionistiche maschili;

b) società di serie A/1 femminile.

Ai giocatori è consentito partecipare ai soli campionati regionali.

Per le società che partecipano ai Campionati ad organizzazione regionale di Serie C regionale maschile e Serie D ed al Campionato Under 21 (solo fase regionale), è consentito iscrivere a referto un numero massimo di 2 giocatori tesserati.

Per gli altri campionati ad organizzazione regionale le società possono iscrivere un massimo di due giocatori di cittadinanza straniera.

Per il Campionato Under 21 e per i campionati giovanili i giocatori possono essere utilizzati solo nelle fasi provinciali e regionali.”

 

Indubbiamente gli atleti stranieri che militano in Serie A, sono tutelati dallo status di “professionista”,  a differenza dei “dilettanti” presenti in Serie A2, Serie C e D.

Nello specifico, l’art. 11 – Tesseramento Nazionale – del Regolamento Esecutivo Tesseramento evidenzia che : “Il tesseramento per i Campionati Nazionali non professionistici, fatto salvo quanto diversamente previsto dal presente Regolamento, è consentito per gli atleti senior che abbiano preso parte, per almeno quattro anni, ai sensi dell’art.34 del presente Regolamento, ai Campionati federali di attività giovanile”.

Pertanto, è alquanto difficile se non impossibile, militare in Serie B del campionato maschile, dove di fatto, non sono praticamente ammessi atleti stranieri.

Per quanto riguarda invece i campionati regionali, secondo quanto indicato nella Legge 23.3.1981, n. 9:

“Tutti gli stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane devono richiedere il permesso di soggiorno per motivo di lavoro subordinato/sportivo.

 

Visto e considerato il divario tra le regole FIP e CONI, legate alla distinzione tra atleta professionista e non professionista, la domanda sorge spontanea: quali sono le normative da dover applicare per poter ottenere questo permesso ?

 

Sulle procedure di tesseramento solo parole ed ipotesi, che hanno aperto un dibattito su cui è intervenuto anche il Presidente della Fip Sicilia, Riccardo Caruso, che a SiciliaBasket parla della difficile situazione creatasi, resa ancora più complicata poiché avvenuta a metà stagione, individuando come possibile soluzione, una nuova legislazione Federale e CONI, per evitare di ricadere nello stesso errore.

Lo stesso Caruso ha inoltre sottolineato l’importanza di “far crescere i nostri ragazzi in Serie C Silver e Serie D“, un modo, tra l’altro, molto efficace per incentivare il basket italiano e tutti i giovani che coltivano con sacrificio e dedizione il sogno della palla a spicchi.

Inevitabile quindi una legge che possa sancire il semiprofessionismo, così come sottolinea Alessandro Marzoli, Presidente Nazionale della Giba, l’associazione dei giocatori italiani di pallacanestro, intervistato da NewsTown.

 

Situazione in continuo mutamento che seguiremo, con la speranza che possa essere chiarita quanto prima, evitando così di “sbiadire” i nostri campionati, distogliendo lo sguardo da ciò che conta di più: lo sport, quello pulito e sano.

 

 

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About The Author

Marianna Triberio Autoironica e cocciuta. Ho 20 anni, studio Lettere Moderne. Amo la pallacanestro, la danza e il mare della mia Sicilia. Scrivo per ordinare i pensieri, ma puntualmente ne dimentico sempre qualcuno.