Cerignola, coach Marinelli: "Una soddisfazione immensa, il segreto è la voglia e l'impegno del gruppo"

Ventotto vittorie a fronte di sole due sconfitte. Il cammino dell’Udas Cerignola è stato un cammino praticamente perfetto, schiacciante e dominante che ha portato la squadra di coach Marinelli al secondo titolo consecutivo di campione di Puglia.

Abbiamo raggiunto proprio il coach di Cerignola per fare il punto sulla stagione regolare appena conclusa con un occhio in vista delle prossime sfide.

 

 Avete portato a casa il titolo di campione di Puglia per il secondo anno consecutivo. Quanto è stato difficile ripetervi?

” Il cammino è stato difficile perché siamo partiti con l’intento di arrivare primi nella stagione regolare e, questo, comporta anche tanta pressione e occhi puntati addosso dalla società, sponsor, tifosi e addetti ai lavori. Ma, alla fine nulla è mai facile anche perché quest’anno il campionato pugliese si è alzato tantissimo di livello, con ottimi giocatori e squadre ben organizzate e decise a puntare ai piani alti della classifica.”

 

 28 vittorie e 2 sole sconfitte, un ruolino di marcia incredibile. Qual è il segreto di questo gruppo?

” 28 vittorie e 2 sole sconfitte per il valore del campionato giocato e vissuto, è davvero tanta roba. Una soddisfazione immensa. Siamo stati bravi a rimanere sempre sul pezzo, a motivarci ad ogni partita, anche se all’apparenza sembravano facili, e a migliorarci allenamento dopo allenamento aggiungendo sempre dettagli al nostro basket studiato e giocato. Il segreto è nel gruppo e nella voglia di allenarsi sempre con impegno e dedizione, mettendosi al servizio della squadra e dello staff.”

 

Nardò a parte, le altre squadre non sono riuscite a reggere il vostro passo. Chi vede favorita ai playoff regionali?

“Soprattutto ora che la Federazione ha bloccato i giocatori extracomunitari, questi playoff sono scesi di livello, spettacolo e interesse. Per quel che mi riguarda, credo che Nardò e Ostuni siano le probabili finaliste anche se Nardò forse ha qualcosa in più rispetto ad Ostuni e a tutte le altre.”

 

 Chi crede prevarrà, invece, nei playout?

“Nei playout, stesso motivo. Favorite Vieste e Martina che hanno cambiato gli americani con due comunitari e, quindi, hanno più profondità nel roster. Ma sono playout molto equilibrati e ritengo che possa succedere di tutto.”

 

 Quale giocatore indicherebbe come la rivelazione di questa annata e perchè?

“Faccio una premessa importante e doverosa: quando si parla dei singoli atleti non si può prescindere dal considerare tutto il roster ed anche il tipo di campionato che la squadra è chiamata a compiere, se di vertice o per non retrocedere.
Detto questo e considerato che sono molto legato ai giovani, dico Antonio Padalino ’96 (Angel BK Manfredonia ndr.) che ho allenato per 3/4 anni, con un ottimo tiro, tanti minuti in campo e trascinatore, in tante partite, della propria squadra a vittorie importanti.
Poi, per “portare acqua al mio mulino” e per dar ancora fiducia a questo ragazzo per l’interzona, dico Giovanni Romano: play tascabile del ’95 e giocatore dell’Udas Cerignola. Dopo l’infortunio del nostro funambolo Cooper ha avuto il compito di guidare una squadra esperta e ambiziosa come la nostra e di non farne sentire l’assenza, dandogli del tempo per il recupero.
Ha ottemperato al meglio questo compito, acquisendo, in queste dieci partite, fiducia nei suoi mezzi. E’ stato e sarà un giocatore utile anche nella seconda fase.”

 

 Quale invece è riuscito ad incidere e a fare maggiormente la differenza?

“Di giovani abbiamo parlato. Di stranieri ce ne sono davvero tanti bravi ed è difficile fare qualche nome. Di italiani esperti e bravi, guardando alle prime posizioni direi,

Mauro Stella: play della Pallacanestro Nardò, che sta facendo un ottimo campionato e
Lillo Leo: centro dell’Udas Cerignola un’ala grande/pivot bravo nel trascinare i compagni, giocatore molto tecnico e con una buonissima mano.”

 

Tornerete in campo il 7 maggio. Come vivrete l’attesa da qui fino a quel momento?

“Quella che è cominciata adesso sarà la parte più difficile da gestire e da allenare. 50 giorni senza partite ufficiali sono tanti. Bisognerà trovare una buona intensità per non perdere quanto di buono abbiamo costruito, ma allo stesso tempo possiamo lavorare e mettere dentro situazioni, difese e giochi d’attacco senza l’assillo dei playoff. Proveremo a disputare delle amichevoli di lusso per non perdere il ritmo partita e nel frattempo vedremo quelli che faranno i nostri avversari.”

 

 Arrivati a questo punto, dove credete possiate arrivare e quale avversario temete maggiormente?

“Questo dipende da tanti fattori ma siamo carichi e giocheremo con grinta, forza, sudore e gruppo sei finali. Un passo alla volta…ci risentiamo a giugno!”

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About The Author

Mirko Pellecchia Nato e cresciuto ad Avellino. Studente, amo la pallacanestro in ogni sua forma essendo essa metafora della vita.