Voci da derby: coach Vanoncini da Piero a Piero, con Campli come fulcro

Nell’approssimarsi del derby di Sabato sera tra Campli e Teramo, abbiamo voluto sentire per un amarcord, un allenatore che proprio a Campli nella lontana stagione 1995/96 in B d’eccellenza, iniziò la sua brillante carriera di allenatore: Stefano Vanoncini da Bergamo attualmente primo assistente di coach Ceccarelli in A2 della Poderosa Montegranaro.

Allora Stefano, torna dopo un po’ di tempo, una delle classiche del basket abruzzese: Campli-Teramo, cosa ti ricorda, cosa evoca in te?

“Ma sai, io non ho avuto mai l’onore di giocare questo derby, perché ricordo che all’epoca noi eravamo in B d’eccellenza e il Teramo in B2, quindi non ho avuto l’esperienza diretta del campo, però posso dirti che il sano campanilismo si avvertiva nonostante la diversa categoria, per cui penso e credo che con il tempo, tutto sia rimasto immutato”.

Sei stato coach in terra farnese, proprio all’inizio della tua carriera (stagione 1995/96), un passaggio fondamentale per te. Cosa ti ha dato Campli e cosa tu, sei riuscito a dare a Campli?

“Beh, penso, che verso Campli, nutra immensa gratitudine, perché ho avuto l’onore di allenare in una piazza storica del basket, poi ricordo quella squadra, con la quale riuscimmo a salvarci, consentendo a Campli di preservare per il terzo anno consecutivo la B d’Eccellenza; quel mix di giocatore esperti con dei giovani emergenti, su tutti Federico Ferrari, fece nascere una squadra, dove tutti erano entusiasti, compreso l’immenso pubblico farnese, che ricordo, ci seguì con particolare interesse”.

Campli-Stefano Vanoncini, c’è ancora, a distanza di più di vent’anni qualche legame?

“Certo, l’ultima volta sono venuto giù a Campli due anni fa e quando posso, torno sempre con piacere, perché lì, ho lasciato tanti amici, con qualcuno dei quali, mi sento anche spesso, per me, senza retorica alcuna, Campli resterà per sempre nel mio cuore”.

Tornando al derby Campli-Teramo, quest’anno si sfidano due allenatori che tu conosci bene: Piero Millina e Piero Bianchi, secondo te, che derby sarà?

“Ma, sicuramente un derby esaltante, diretto dalle panchine da due tecnici carismatici, capaci di muovere l’animo dei giocatori; poi un derby tutto sommato tranquillo, dal punto di vista della classifica, visto che entrambe stanno disputando una prima parte prima di stagione molto positiva, per cui non si vivrà quella tensione per la conquista dei due punti, che stando all’attuale classifica, per chi dovesse soccombere, non dovrebbe spostare più di tanto”.

Sia Millina che Bianchi, sono due personaggi del mondo della pallacanestro, visto che sei stato a diretto contatto con entrambi, puoi raccontarci qualche aneddoto su loro due?

“Ma sai, la conoscenza con Piero Millina, risale nella cosiddetta notte dei tempi, visto che è stato con lui, che io ho iniziato il percorso come allenatore e ricordo, per chi non ne fosse a conoscenza, che a Campli io giunsi dietro suo consiglio, infatti all’epoca, Ernesto Ciafardoni incaricato dalla Società della costruzione della squadra, interpellò per poter reperire un allenatore, Piero, il quale senza esitare, gli fece il mio nome e da lì iniziammo il cammino con il Campli. Per quel che concerne Piero Bianchi, ricordo che lo scelsi io come mio assistente a Jesi, fu un esperienza breve che durò solo tre mesi, però fu una collaborazione proficua, con un professionista meticoloso ed esemplare, un bel ricordo senza dubbio per me, come spero per lui”.

Stefano, ringraziandoti per la tua disponibilità, un’ultima domanda: ma tu, Sabato per chi tiferai?

“Guarda una domanda dalla risposta scontata che ti dirò in puro dialetto camplese “ì so’ di Chimbl e la coppa t’ha arman a Chimbl”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Unione Sportiva Campli Basket 1957

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