Coppa Italia serie B: Palestrina accede alla Final Four

PALESTRINA: Pecetta ne, Rischia 16, Rossi 16, Molinari , Poggi ne, Di Giacomo 8, Samoggia 19, Brenda 3, Stirpe ne, Gagliardo 10. All. Lulli
PALERMO: Marzo, Rappa ne, Cozzoli 18, Antonelli 6, Gottini 2, Merletto 7, Rizzitiello 16, Giovanatto 12, Dragna 3, Caronna 2. All. Marletta
Parziali: 23-24, 41-40, 54-49

La gara più importante dall’inizio del 2015 e il valore delle squadre, mostrato all’andata, preannuncia equilibrio ed emozioni.
L’inizio che vale il 7-0 interno è solo una fiammata, Palermo rientrerà presto dopo aver a lungo sparato a salve: il vantaggio viene praticamente annullato con poco più di un minuto, due volte Cozzoli e Antonelli in solitudine. Rossi riparte ma gli ospiti hanno aggiustato la mira anche da fuori ed arrivano le triple di un grande Cozzoli e di Rizzitiello: sorpasso 11-12. Escalation di emozioni già a fine primo quarto, Rossi (15-14) e bomba di Merletto, parità di Rischia e altra bomba siciliana con il neo entrato Dragna: 17-20. Qui inizia la gara per Samoggia che insacca dall’angolo, e in seguito confezionerà un gioco da tre buono per interrompere il break creato da Rizzitiello. Palestrina che forse si innervosisce troppo per alcune chiamate arbitrali e Palermo ne approfitta per allungare per la prima volta, Rizzitiello colpisce nuovamente da fuori e Giovanatto va ad appoggiare un pericoloso +6. Non basta Samoggia perché Merletto va a creare un buon tiro per Cozzoli che non fallisce neanche stavolta: 25-32. Non riesce la conclusione del possibile +10 ma in compenso la squadra di Marletta continua a segnare sempre e ovunque, per quattro volte Palestrina prova a rientrare ma il divario non cambia. Arriva il timeout per Lulli che deve interrompere questo sortilegio, Rischia fa 1/2 poi compie fallo e torna in panchina, Gagliardo con l’aiuto del ferro sigla il -4 e un nervoso Gottini litiga letteralmente con retina e non solo. Rizzitiello in bello stile insacca l’ultimo canestro del primo tempo per l’Aquila, per Palestrina invece c’è ancora spazio per Samoggia, Gagliardo e infine Rossi che costringe Merletto al fallo: 1/2 e 41-40. Ci sono Rischia e Rossi nel fondamentale allungo tra i due tempi, la coppia conduce la Citysightseeing dal -7 di qualche minuto prima al +7 e Marletta deve chiamare sospensione. Capitan Giovanatto la riapre da tre, in un frangente in cui la palla non sembra più saperne di entrare e così si resta una vita sul 51-47 dopo l’ultima realizzazione di Gottini (i suoi primi punti). Una liberazione ed un grande grido con la bomba di Rischia quasi alla fine del periodo, ma la strada è lunga.
Giovanatto illude per un subitaneo rientro ma in tre minuti Palermo non trova più il fondo della retina, Palestrina si affida a Samoggia che ha la mano calda, Rischia completa un altro assist prima di lasciare spazio a Rossi. Ancora un devastante Cozzoli a bombardare da tre, l’Aquila rialza le ali e non molla un centimetro. Si rimette ad un possesso di distanza con un cronometro che lascia ancora mezzo periodo di speranza. Giovanatto spreca però un possesso dopo un efficace raddoppio e la persa è pesante perché il rientrante Rischia piazza una tripla dal peso specifico elevato. E’ ora un passaggio errato dei prenestini ad offrire ad Antonelli un buon recupero e sul fallo il lungo realizza entrambi i liberi. Palla sotto per l’esperienza di Gagliardo che sportella e poi segna in morbido semigancio, ma c’è ancora il solito Cozzoli a proseguire nella incredibile striscia di tiri vincenti: 64-61. Fallo in attacco di Rischia, Antonelli sbaglia ma ci pensa Giovanatto a rendere il finale incandescente. Anche stavolta dopo il timeout si va a pescare Gagliardo che mette dentro il canestro più importante, e poco importa che non riesca il suo tentativo seguente. Inizia il fallo sistematico, Giovanatto fa solo 1/2 e così fanno anche Rossi e Merletto: distanze invariate a trenta secondi dalla sirena. Grossa responsabilità per Samoggia che invece si dimostra il più freddo e costruisce il decisivo 69-65, Palermo è vicina alla resa, Merletto ne mette solo uno e in pratica ammaina la bandiera, Palestrina non tira neanche e concede l’onore delle armi all’Aquila. Festa grande già prima dell’ultimo secondo e la società prenestina prenota il biglietto per Rimini.

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