Cremona in alto con gli italiani. Vitali: "Siamo un esempio da seguire"

da sito ufficiale Vanoli Basket:

Con cinque vittorie nelle prime otto giornate la Vanoli è tra le sorprese di questa prima parte di stagione. Squadra costruita con 6 italiani e 4 americani, guidata in campo dal play azzurro. Che racconta segreti e aneddoti fino al sogno olimpico con la nazionale

di NICOLA APICELLA (via Repubblica.it)

Luca Vitali, direttore d’orchestra della sorpresa Cremona, cinque vittorie nelle prime otto giornate, un posto in classifica subito dietro le grandi. Che effetto fa?
”In alto si sta più che bene, l’effetto è certamente positivo”.
Ma…
“Ma guai a montarsi la testa, sarebbe l’errore più grave. Viviamo una partita alla volta e ci divertiamo. Per ora ci basta questo. Certo, sognare non costa nulla ed è bello, ma quando sei giovane meglio restare con i piedi per terra”.
E’ questo il segreto?
”Il segreto è il gruppo, il buon inizio nasce da lontano. In estate la società si è ristrutturata adottando una politica differente. Ha deciso di puntare sulle persone prima che sui giocatori cercando di costruire un nucleo valido di italiani con americani che non fossero primedonne. Avere in panchina un coach come Pancotto ha fatto il resto, c’era tutto per lavorare bene in palestra”.
Siete l’unica squadra di serie A costruita con 6 italiani e 4 stranieri.
“Credo che questo sia un bellissimo segnale per la nostra pallacanestro. E’ un progetto che sta dando i suoi frutti. Al di là di me e Cusin che giochiamo tanto, si stanno ritagliando il loro spazio anche i vari Gazzotti, Campani, Mian e Mei. E’ un gruppo giovane, con i suoi limiti, ma che a prescindere dal risultato lotta e si applica duramente seguendo il proprio allenatore”.
Una piccola famiglia, come spesso sottolinea lei sui social network usando l’hastag ‘vanolifamily’
“Penso che quando c’è un buon gruppo che ha voglia di applicarsi quotidianamente, quando ci sono giocatori che si rispettano, che si aiutano uno con l’altro, alla fine in un modo o nell’altro i risultati arrivano”.

Chi sono i vostri americani?
“Ragazzi d’oro, umili, e non lo dico perché sono miei compagni di squadra. Sono venuti qui con la voglia di imparare, di mettersi in gioco. Prendete Hayes, la prima cosa che mi ha detto quando mi ha visto è stata che si era fatto dare i dvd delle partite di quando ero a Cremona per vedere come giocava Jarrius Jackson con me, una cosa che da un americano non ti aspetti. A tutti abbiamo insegnato a giocare a Scala quaranta, sono letteralmente impazziti. Se a me capitasse di andare a giocare in America mi piacerebbe che i miei compagni americani, essendo alla prima esperienza fuori dall’Italia, mi accogliessero così. Con questo atteggiamento diventa tutto più semplice”.
Cosa risponde a chi dice che con gli italiani non si vince?
“Che sono tutte cavolate, che è un luogo comune che ormai va di moda da dieci anni ma che alla prova dei fatti non risponde al vero. E’ la mentalità che va cambiata, servono fatti non parole. Quello che ha fatto quest’anno Cremona, ad esempio, può essere una buona base di partenza”.
Cosa ha detto finora il campionato?
“E’ un torneo molto equilibrato su tanti fronti. Milano resta la grande favorita con Sassari, Reggio Emilia e Venezia che hanno le stesse possibilità di giocarsi il titolo. Dietro ci sono tante squadre in grado di poter dire la loro. Chi sarà in grado di costruire meglio una chimica di squadra e mantenerla durante la stagione potrà arrivare lontano”.
E la Nazionale?
“Il sogno, grandissimo, è qualificarsi per le Olimpiadi di Rio. Per questo il prossimo anno dobbiamo giocare un grande Europeo. E’ una nazionale che per tante vicissitudini da otto anni mangia merda, ma che è tornata ad emozionare grazie alla forza del suo gruppo. Nel momento in cui è riuscita a mettere il gruppo davanti ai singoli come negli ultimi tre anni questa squadra ha lanciato segnali importanti. Chiunque ne farà parte dovrà tenere bene in mente questo”.

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