Cuore Basket Napoli, coach Ponticiello prima della vigilia contro Orzinuovi

– Coach Francesco Ponticiello, in che modo vi avvicinate alla Citroën Final Four Serie B? Quali sono le condizioni della sua squadra, a livello fisico e mentale?
– Ci arriviamo con grande convinzione nei nostri mezzi, siamo transitati attraverso un tabellone dei playoff affrontato con compagini di alto profilo: Senigallia, Cassino e Palestrina, tutte serie all’insegna del grande equilibrio. Questo è un fattore che ha consentito alla mia squadra di rafforzarsi dal punto di vista della convinzione nei nostri mezzi e dell’esperienza. Fisicamente, sicuramente ci sono dei piccoli acciacchi, ma avremo una forte motivazione. Mentalmente, tecnicamente e fisicamente siamo pronti.

– Come giudica la stagione della sua squadra fino a questo momento? Montecatini era un obiettivo ad inizio campionato?
– È risaputo che noi siamo partiti l’estate scorsa, all’interno del più classico degli anni 0. Si è trattato di un contesto nuovo, con una squadra in itinere, costruitasi via via, anche per il fisiologico ritardo nel trasferimento a Napoli. Sicuramente arrivare alla Final Four non era preventivato. La squadra dall’inizio ha acquisito convinzione nei propri mezzi, con un percorso step by step. Dallo scorso gennaio in avanti, sebbene consapevoli di aver fatto più dell’obiettivo iniziale, si è avuto un fisiologico innalzamento degli obiettivi. Ora non siamo più una squadra che vuole fare il massimo possibile, ma vogliamo centrare la promozione in A2, senza abbandonare la modestia che ci contraddistingue.

– Siete ad un passo da un traguardo storico per la vostra società, a coronamento di un intero torneo. Come si gestisce l’entusiasmo, ma anche l’ovvia pressione, per far sì che a Montecatini vi possiate esprimere al meglio?
– Abbiamo ereditato un grande percorso, quello della pallacanestro in una città come Napoli, che aveva vissuto anni sfortunati. Questo essere un progetto nuovo, ma con delle solide basi, è un elemento che fa stare molto con i piedi a terra, non ci fa vivere vertigini o eccessi di autoesaltazione. In ogni caso quest’obiettivo, la Serie A2, per un centro metropolitano come Napoli, è all’interno di uno step iniziale. Napoli vuole fare della Serie A2 un punto di partenza verso obiettivi di livello ancora maggiore. Sicuramente, oltre a questo c’è la difficoltà dell’impegno, la forza dell’avversario, che non ci fanno esaltare troppo.

– Un giudizio sulle altre squadre presenti a Montecatini, e in particolare sull’avversaria per la prima gara di sabato. Avete già affrontato Orzinuovi in finale di Coppa Italia, ottenendo una grande vittoria, che ricordo ha di quella gara?
– Quando si arriva all’appuntamento finale della stagione si arriva ad un ambito di valori tecnici altissimi per la categoria nella quale si compete. Orzinuovi, probabilmente per valori tecnici e profondità di organico, è la squadra migliore. Anche Bergamo, aldilà delle defezioni, e Montegranaro sono squadre di alto livello. Terrei a sottolineare la professionalità e l’alto livello degli staff tecnici protagonisti a Montecatini, come rappresentanza di un bel campionato come la Serie B. Orzinuovi ci ricorda la vittoria in Coppa Italia, ma questo non va reso un feticcio. Non dobbiamo vivere pensando a quella finale. Si è vinto, ma non basta il ricordo di quel successo per far sì che questo si verifichi ancora. Dovremo esprimerci al meglio delle nostre possibilità. Orzinuovi ha tante alternative in panchina, ed è piena di giocatori di categoria, con una grande qualità distribuita sui due quintetti. Si tratta di giocatori abituati a vincere dei campionati, protagonisti anche in contesti come la vecchia Legadue. Questa mole di informazioni che abbiamo raccolto dovrà essere usata per riconoscere le attitudini e mettere in piedi le giuste contromisure, specie difensivamente.

– L’anomala vittoria 3-0 in finale è sintomo di una condizione ideale per la Final Four, o si resetta tutto?
– Credo che ogni playoff ha una propria storia, questo vale sia per noi che per le altre serie. Sono state tre gare equilibrate, Palestrina è stata avversario degno e fiero, che ha dato fondo ad ogni nostro aspetto fisico ed energetico. Nei playoff ogni gara si porta dietro degli aspetti della partita precedente, mentre nella Final Four bisogna esprimere da subito tutto quello che serve per poter vincere.

– Il fatto di aver disputato la Coppa Italia, torneo strutturato su gare secche come la Final Four, può aiutarvi a preparare l’impegno?
– Un vecchio luogo comune che ha aspetti di verità e veridicità è che vincere allena a vincere. Aver vinto la Coppa Italia, strutturata su gare secche, senza domani, è un elemento estremamente importante, un ottimo compagno di viaggio. Abbiamo già sperimentato cosa può funzionare e cosa no, ma dall’altro lato della medaglia tutte le compagini durante l’anno acquisiscono aspetti in più su loro stesse e rifiniscono il proprio sistema. Sicuramente sarà diverso affrontare Orzinuovi a Montecatini, non è la stessa squadra di marzo a Bologna.

Fonte LNP

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