Dall’Umana Reyer all’NBA: intervista a Francesco Alfier

L’Umana Reyer è sbarcata nella NBA. Francesco Alfier, 27 anni, padovano di Albignasego, per quattro anni analista statistico del club orogranata, è ora International Analytics dei Los Angeles Clippers.

Che sensazioni dà, Francesco, lavorare per una franchigia Nba?

Principalmente è un onore. È pura emozione e gioia: il livello di professionalità e competenze presenti in NBA è inimmaginabile. La cura del dettaglio è maniacale. Devo ringraziare tutto lo staff di analisi statistica e l’organizzazione tutta dei Clippers per la possibilità che mi stanno concedendo.

Nello specifico, qual è il tuo compito?

Analizzo statisticamente il mercato dei giocatori “international”: tutti quei giocatori eleggibili per il draft 2016 che non giocano in college americani.

Lo staff della squadra del tuo college ti ha voluto in panchina per la capacità del tuo software di leggere l’efficacia di schemi e quintetti già in corso di partita: com’è andata?

La squadra del Long Beach State 49ers mi ha concesso di vivere da molto vicino l’ultima parte di stagione regolare e la post season, purtroppo terminata con la sconfitta in finale del titolo della Big West Conference contro Hawaii. Nello specifico, ho prestato servizio come volontario, come la totalità degli “studenti-assistenti” della squadra, e ho semplicemente assistito il coaching staff, applicando basilari concetti di analisi statistico-cestistica usati negli ultimi anni in Reyer. Sfrutto l’occasione per ringraziare tutto il coaching staff di LBSU e i suoi super appassionati “graduate assistant”.

Hai elaborato il PJR, un innovativo indicatore per definire il rendimento stagionale di un atleta: vuoi provare a spiegarlo a chi di numeri e di statistica ne capisce poco?

Il Player Judgment Rating è un indicatore che ho elaborato assieme al Professor Luigi Fabbris per la mia tesi di laurea in Statistica presso l’Università di Padova, mia città natale, nell’estate 2011. E’ un indicatore che sintetizza la prestazione statistica di un atleta in un valore da 0 a 100. La differenza da altri indicatori presenti in letteratura è il concetto su cui si fonda: prima di tutto abbiamo chiesto il parere ad esperti del settore NBA e Europeo (GM, coach, scout, analisti) relativamente a come loro valutano i giocatori e successivamente abbiamo trasformato le risposte date in parametri.

Quanto ti ha aiutato l’esperienza con la Reyer, che ha visto avanti, puntando su di te come primo analista statistico in forza ad un club italiano?

Tantissimo. Ringrazio il proprietario Brugnaro e il presidente/General Manager Casarin, che hanno puntato su di me ormai cinque anni fa, nell’ottobre 2011, sorprendendo in primis me stesso. E’ stato un onore per me utilizzare all’Umana Reyer, insieme agli altri indicatori, il Player Judgment Rating, per valutare giocatori senior e del settore giovanile. Vorrei poi ringraziare tutta l’Umana Reyer per i quattro anni trascorsi a Venezia. Sono state quattro stagioni molto formative professionalmente.

Dall’altra parte dell’Oceano, come viene visto il nostro campionato?

Gli italiani sono grandi lavoratori e persone che hanno una passione per il gioco infinita, e questo è riconosciuto a livello mondiale, ma specialmente in America. È senza dubbio uno dei campionati più appassionati e “passionali” d’Europa.

Sei sempre tifoso orogranata? E, da tifoso, sei fiducioso sull’esito della stagione dell’Umana Reyer?

Certamente! Ritengo che Walter De Raffaele sia un bravissimo allenatore, una persona vera e leale, che ormai conosce profondamente l’ambiente reyerino. Non si può che essere fiduciosi. Fino alla fine… Reyer Venezia!

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