De' Longhi Treviso pronta al primo turno playoff contro Trapani, ecco tutti i numeri della stagione biancoblu

La De’ Longhi è arrivata prima nel girone Est di A2, confermandosi ai livelli della passata stagione che ha vissuto ai vertici, pur sfiorando solamente l’ambito ritorno al piano di sopra. In estate coach Stefano Pillastrini ha confermato il gruppo di italiani, traendo ottimi dividendi da questa oculata scelta. Il sistema di gioco è ben rappresentato dalle cifre che narrano, da un lato, del peggior attacco dell’intera A2 (70 p.ti di media) ed, dall’altro, della miglior difesa per distacco della Lega, con appena 66.2 p.ti subiti per gara. Difesa asfissiante e punteggi bassi sono quindi il marchio di fabbrica di Fantinelli e soci. Tante poi sono le “voci” sull’intenzione di Treviso di aggiungere un atleta di livello per impreziosire l’organico per i play-off, e ciò non lascia alcun dubbio sulle reali intenzioni della società veneta che punta dritto al grande ritorno nella massima serie. Passiamo ora ai singoli componenti dell’attuale roster. In cabina di regia troviamo Matteo Fantinelli (1993), le cui innate doti da leader gli permettono di orchestrare il gioco con autorità, facendosi apprezzare per le capacità di grande passatore, nonché di ottimo rimbalzista. Non è un giocatore che ha tanti punti nelle mani, poiché ama prendersi tiri ad alta percentuale e, soprattutto, giocare per i compagni. In questa stagione ha viaggiato con 8.9 p.ti, 2.8 falli subiti, 5.8 rimbalzi e ben 5.7 assist per gara. Eccellente poi il 40% da tre, specialità che usa poco ma con ottime percentuali. Balbetta però dalla lunetta, con appena il 63%. La guardia è Davide Moretti (1998), figlio d’arte, che è un esterno non particolarmente forte fisicamente ma che sfrutta a dovere le sue doti tecniche fuori dal comune. Micidiale specialmente nel tiro dalla distanza. Nella stagione in corso ha ulteriormente migliorato le sue cifre ed ha garantito finora 12.2 p.ti, 4 falli subiti e 2.3 assist ad incontro. Tira inoltre con il 38% da tre (su quasi cinque tentativi di media), vera specialità della casa. Può anche portare palla. L’ala piccola è, da qualche giornata, l’ungherese Zoltan Perl (1995) che proviene da Capo D’Orlando e nelle sette gare finora disputate ha ben figurato, confermandosi esterno con ottime capacità tecniche e fiuto per il canestro. Viaggia con 11.1 p.ti e 4.8 rimbalzi a match. È un atleta che sa leggere le situazioni e preferisce costruirsi il canestro uscendo dai blocchi, ed un po’ meno direttamente dal palleggio. Dà oltretutto una considerevole mano a rimbalzo. Giocatore di sistema! Eccellenti anche le sue percentuali, sia da due (51%) che da oltre l’arco dei 6.75 (53%), anche se da tre tira poco. Può anche giocare da guardia in quintetti più alti. L’ala grande è Jesse Perry (1989) che, nonostante abbia giocato in campionati poco competitivi, sta facendo grandi cose. È un “quattro” con una doppia dimensione, capace di far male sia in post basso ma anche fronte a canestro. I rimbalzi sono la sua specialità e tiene botta anche da “cinque”, in virtù di forza fisica e mobilità che gli permettono di difendere su avversari con più centimetri. Viaggia spesso in “doppia doppia”. Le sue cifre stagionali: 12.3 p.ti, 2.9 falli subiti e ben 9.2 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Da due conclude con il 50%, ed ogni tanto ci prova anche dalla distanza (30% da tre). Il pivot è il 2.12 Andrea Ancellotti (1988), che sfrutta a dovere i suoi centimetri nel pitturato, costringendo gli avversari a correggere le parabole di tiro per sfuggire alle sue stoppate (1.5 di media) e, negli anni, è diventato anche più “cattivo” nella lotta sotto le plance. In stagione regolare ha scritto a referto numeri di assoluto rispetto: 7.5 p.ti (53% da due) e 7.2 rimbalzi ad incontro. Dalla lunetta non sempre è preciso (62%). L’altro lungo è Tommaso Rinaldi (1985), gran conoscitore di questo campionato, che il suo apporto in termini di grinta e determinazione nei pressi dell’area colorata non lo fa mai mancare. Tira giù rimbalzi d’esperienza, ed in attacco si affida alla sua mano educata, anche dalla media. Ecco le sue statistiche stagionali: 6.9 p.ti (42% da due) e 4.4 rimbalzi per partita. Ci prova anche da tre, con alterne fortune (25%). Non ha convinto a pieno invece il play-guardia, ex Agrigento, Andrea Saccaggi (1989) che sta faticando a replicare i numeri delle esaltanti stagioni in Sicilia. Anche il tiro da fuori, suo marchio di fabbrica, non gli sorride più di tanto finora e va a referto con 6.8 p.ti, il 43% da due ed un migliorabile 32% da tre, su oltre quattro tentativi di media. Troviamo poi l’ala Andrea La Torre (1997) che è un prospetto del basket nostrano e, così giovane, ha già strappato un contratto pluriennale con Milano, che quest’anno lo ha girato in prestito a Treviso. Finora non è entrato a pieno nel sistema, facendo registrare statistiche al di sotto delle aspettative: 5.1 p.ti con il 47% da due ed un convincente 41% da tre, ciò in quasi 14’ di permanenza media sul parquet. Ai liberi sono però dolori, con appena il 45%! Una buona mano arriva anche dalla guardia-ala Matteo Negri (1991), che sta tirando male dal campo ma può far male in uno contro uno, come dimostrano i tanti falli subiti in rapporto al minutaggio. In stagione regolare ha garantito alla causa 5.5 p.ti e 2.6 falli subiti a match. Tira, come detto, con brutte percentuali: 33% da due ed il 28% da tre. Chiude infine il roster l’ala croata del 1995 Dorde Malbasa, finora ai margini delle rotazioni (1.5 p.ti in poco più di 6’ a match) che quando viene chiamato in causa non fa mai mancare la sua energia nella metà campo difensiva. E’ inoltre notizia recentissima l’ingaggio dell’ala croata di 202 cm. Tomislav Gabric proveniente dal Cm U Pitesti (campionato rumeno) nel quale ha concluso la stagione con 12.4 punti di media conditi da 1.5 assist e 5.2 rimbalzi.

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