Derby a Chieti, vietata la vendita dei biglietti ai tifosi rosetani

Derby a Chieti: vietata la vendita ai tifosi ospiti

La Proger non potrà vendere tagliandi ai residenti in provincia di Teramo e più di un biglietto a testa. Il biglietto è incedibile.

La Proger Chieti è spiacente di comunicare di aver ricevuto dal Prefetto di Chieti un’ordinanza che limiterà la vendita dei biglietti per il derby di domenica 5 ottobre al PalaTricalle contro la Industriale Sud Roseto.

Nell’Ordinanza Prefettizia è stabilito che: la Società teatina non potrà vendere tagliandi ai residenti nella Provincia di Teramo (all’interno della quale si trova la città di Roseto degli Abruzzi), che la loro vendita dovrà avvenire esclusivamente nelle rivendite individuate dalla Proger Chieti e che la vendita sarà limitata ad un solo tagliando a persona, previa l’esibizione di un documento di riconoscimento in corso di validità che attesti che l’acquirente non risiede nel comprensorio provinciale teramano. Nel Verbale notificato dalla D.I.G.O.S. della Questura di Chieti alla Pallacanestro Teate, inoltre, è sancito che la Società ospitante dovrà implementare il proprio personale addetto ai servizi di biglietteria per controllare meglio vendita ed accessi al PalaTricalle. Infine, ma non meno importante, viene disposto che ciascun biglietto acquistato sia incedibile a terzi.

Le motivazioni dei drastici provvedimenti contenuti nel decreto Prefettizio vanno ricondotte agli sconvenienti e spiacevoli episodi verificatisi alla fine del derby giocato nel marzo scorso a Chieti. Quanto era accaduto all’interno del palasport di via dei Peligni ha indotto la Questura di Chieti a classificare il match come “connotato da alti profili di rischio” ed informare il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive presso il Ministero dell’Interno, il quale ha poi prospettato al Prefetto chietino di adottare il provvedimento che oggi la Proger Chieti deve, suo malgrado, notificare.

Peccato davvero, perché i gesti incivili e pericolosi di un gruppo di scalmanati che non c’entrano nulla con un palasport, uno stadio ed uno spettacolo sportivo in genere, hanno finito per rovinare la festa a migliaia di abruzzesi civili e sportivi che aspettano questo evento da mesi.

Ufficio stampa

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