Derthona paga un brutto terzo quarto e cade a Latina, coach Pansa:"Nella terza frazione abbiamo smesso di lottare"

Sconfitta che brucia quella rimediata dalla Bertram Derthona  ieri a Latina per 95-85, complice un terzo quarto in cui i laziali hanno rotto l’equilibrio con il decisivo parziale di 33-13 che ha tagliato le gambe agli ospiti. Amareggiato per l’esito della sfida, in conferenza stampa coach Pansa ha da un lato elogiato la grande prova degli avversari, senza però risparmiare qualche critica verso la propria gestione della partita e verso i propri giocatori : ʺBisogna fare i complimenti a Latina che ha mantenuto l’inerzia per la maggior parte della gara e ha prodotto il break decisivo all’inizio del terzo quarto. Siamo riusciti poche volte a interrompere il loro flusso offensivo; in attacco abbiamo fatto buone cose nel corso del primo tempo. Difensivamente abbiamo difficoltà a sostenere l’assetto con due lunghi di taglia, ma purtroppo siamo in una condizione fisica per cui lo dobbiamo schierare a un certo punto della gara: quando poi la partita è scappata abbiamo giocato con Alibegovic da quattro tattico per aprire il campo, cercando di metterla sul piano del combattimento ma Latina, pur accusando il colpo, non ha mai perso l’inerzia della gara. Sono dispiaciuto perché la mia squadra ha lavorato con enorme desiderio ma nel momento duro non è riuscita a compattarsi. Mi dispiace e mi assumo la responsabilità di questo, mentre altri devono prendersi la responsabilità per non avere lottato come ha fatto Latina. C’è grande differenza tra quanto visto in settimana e stasera, è inutile parlare delle assenze perché il discorso è più generale. Lo scorso anno qui, senza Gergati, avevamo giocato una grandissima partita in sei giocatori e mezzo, ma quegli atleti avevano un desiderio che dal 18 agosto a oggi ho visto poco. La difesa è fatta di dettagli, tattiche e regole, poi serve voglia di buttarsi per terra, giocare sopra gli infortuni, fare un passo in più. Su questi aspetti, evidentemente, non siamo pronti: mi dispiace che non tutti lavorano con lo stesso desiderio e non sono focalizzati sull’obiettivo comune. Oggi dovevamo essere migliori di ieri, invece abbiamo pensato di fare un tiro anziché uno scivolamento in più quando Latina ha alzato l’intensità. In questo momento non siamo in fiducia, perché una squadra in fiducia azzanna le gare nei momenti chiave. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità: l’allenatore è responsabile sia quando le cose funzionano sia quando non vanno. Allo stesso modo c’è chi prende maggiori responsabilità nelle vittorie e in questo momento in cui le cose non vanno deve assumersi più responsabilità: lavorerò affinché questo accada. Al momento le responsabilità le prendo ioʺ.

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About The Author

Andrea Amato Studente di sociologia, giocatore di pallacanestro, napoletano dalla testa ai piedi ed innamorato dello sport più bello del mondo dal 1994. Devoto a Pete Maravich, ai San Antonio Spurs e alla pizza.