Di Carlo: «Avellino una delle trasferte più difficili».

Ultima trasferta di campionato per la Betaland Capo d’Orlando, che domenica alle 18.15 sarà protagonista al PalaDelMauro di Avellino per la ventinovesima giornata del campionato di Serie A Beko. A presentare la sfida ai giornalisti presenti in Sala Stampa coach Gennaro Di Carlo e il playmaker Tommaso Laquintana. L’Orlandina ha matematicamente conquistato la salvezza, ma Laquintana non crede possibile un calo di tensione dal punto psicologico: «E’ vero, siamo salvi, ma il fatto che non abbiamo più patemi o necessità di vincere obbligatoriamente potrebbe anche esserci d’aiuto ad Avellino. I nostri prossimi avversari sono in un ottimo periodo, hanno vinto tante gare di fila, noi però venderemo cara la pelle come sempre. Personalmente cerco sempre di dare il massimo – continua il talento pugliese – e quest’anno oltre a essermi divertito, ho imparato tantissimo. Voglio continuare anche l’anno prossimo, ripartire da una base solida così con tanta esperienza ci può solo aiutare a fare bene la prossima stagione. Mi fa molto piacere che il club riponga così tanta fiducia nei giovani, durante l’anno ho avuto momenti dove forse giocavo troppo rispetto a quanto meritassi e non ho reso al meglio. Sono davvero molto soddisfatto di questa mia prima stagione in Serie A – ha poi concluso Laquintana – l’anno prossimo dopo questa bella esperienza sarò più preparato».

Con 14 vittorie nelle ultime 15 uscite in campionato, la Sidigas Avellino è la squadra probabilmente peggiore da affrontare, coach Gennaro Di Carlo, consapevole della difficoltà dell’incontro, si è mostrato sereno: «Per noi sarà una gara complicata, ma l’Orlandina non scenderà mai in campo per perdere. La condizione di salute del nostro roster è nota ormai dopo il comunicato di oggi. Andremo ad Avellino per fare la nostra gara, non sarà una partita facile, loro hanno avuto un rendimento da prima della classe. Credo sia legittimo che in questo momento pensino ad arrivare quanto più in alto possibile nella griglia playoff e credo sia lecito per loro sognare oggi qualcosa di più. Hanno un roster molto profondo, esperto, con tanta fisicità, ed un allenatore esperto e bravo come Sacripanti. Io l’allenatore del momento? No, ma fa sempre piacere ricevere complimenti e attestati di stima. Da questo a dire che entro nell’olimpo del basket però ce ne vuole, bisogna mangiare tanto pane duro. Dobbiamo finire bene questa stagione, e poi confermare i progressi il prossimo anno. È importante tenere i piedi per terra ed essere consapevoli che c‘è ancora tanto lavoro da fare. Capo d’Orlando è già parte di me – prosegue il tecnico campano – mi trovo benissimo, mi sento a casa mia. Penso di poter crescere qui perché è un club che ha volontà di essere lungimirante. Questa è la base per crescere e migliorare insieme, e sono curioso di vedere quanto Capo d’Orlando abbia la forza di stupire il basket a tutto tondo. Il fatto di cercare di prolungare la permanenza di alcuni giocatori credo sia un passo importante per cercare di dare continuità a un progetto come il nostro. La tendenza generale è, per varie necessità, quella di stravolgere il roster, invece, noi qui stiamo cercando di dare continuità a un progetto fatto di uomini anche e non solo giocatori. Voglio spendere infine due parole su Tommaso Laquintana, è uno dei ragazzi che ha fatto un grandissimo lavoro. Rispetto all’inizio del campionato ha avuto una crescita costante. Ha dimostrato di avere voglia di imporsi ed è migliorato tanto rispetto all’inzio, va fatto un grande applauso al ragazzo perché la sua volontà è stata determinante nella sua crescita».

 

Ufficio Stampa Betaland Capo d’Orlando

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