Dolomiti Energia, la presentazione di Berggren: "Quando Trento mi ha contattato non ho avuto dubbi"

Quando Jared Berggren è nei paraggi carica positiva, entusiasmo e attitudine al lavoro sono lì da vedere: alla luce del sole, proprio come la serietà e la motivazione con cui il centro ex Cantù si è presentato al nuovo ambiente. A dare il benvenuto a Trento al nuovo acquisto aquilotto il general manager Salvatore Trainotti, che ha consegnato al lungo uscito da Wisconsin la maglia numero 40 che Berggren non vestiva proprio dai tempi in cui a Madison faceva da chioccia a Frank Kaminsky, e che quest’anno, complice la chiusura delle finestre di mercato utili per i tesseramenti di Eurocup, potrà indossare solamente nei match di campionato e nelle prossime Final Eight.  

SALVATORE TRAINOTTI (General Manager DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Nell’annunciare il nostro ritorno sul mercato per sostituire Filippo Baldi Rossi, avevamo parlato della necessità di cercare un buon giocatore, in grado di migliorare la squadra: siamo convinti di averlo trovato. Jared Berggren è un giocatore con caratteristiche tecniche adatte al nostro gruppo, che grazie alle esperienze fatte in Belgio e a Cantù conosce bene sia il basket europeo che italiano ed è quindi perfetto per le nostre necessità. Esce da una situazione particolare, che non ha fatto altro che raddoppiarne le già elevate motivazioni e l’entusiasmo, e nei primi due allenamenti ha già mostrato di essere pronto ad integrarsi con la squadra. Dovremo avere pazienza, certo, ma potrà già dare il suo contributo dalle prossime Final Eight”. 

JARED BERGGREN (Centro DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Quella di venire a Trento è stata una decisione su cui non ho dovuto riflettere un secondo. Avevo opportunità in Germania, Francia e pure in Turchia, ma quando il mio agente mi ha parlato dell’interessamento della Dolomiti Energia ho subito capito che si sarebbe trattato di una situazione perfetta per me e gli ho chiesto di chiudere l’accordo. La mia stagione a Cantù era iniziata tutto sommato bene, ma poi con l’arrivo del nuovo allenatore, di un lungo di post basso e di grande fisicità come Fesenko, e con il nuovo sistema di gioco, io non facevo più parte dei loro piani. A Trento invece penso di potermi integrare bene. Il coach mi ha già fatto capire cosa gli servirà da me: dovrò correre il campo, sfruttare la mia versatilità per mettere in difficoltà i lunghi avversari, e giocare dei pick and roll per dare qualche soluzione interna in più al nostro gioco d’attacco. Questo non significa che non potrò tornare a cercare qualche soluzione da fuori se se ne presenterà l’occasione, come facevo ai tempi del college e come poi ho smesso di fare nelle due stagioni ad Ostenda. Ma non vengo a Trento per tirare da tre punti, questo è certo”.

“L’idea di non poter essere utile alla squadra in Eurocup mi spiace molto – conclude Berggren – ma il fatto di poter da subito dare una mano a partire dalle prossime Final Eight mi motiva tantissimo. Perchè ho scelto il numero 40? Era il numero che avevo a Wisconsin, e a cui in Belgio avevo dovuto rinunciare per il 4 a causa delle regole di quel campionato. Qui il 4 era già occupato , quindi…“.

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