Dolomiti Energia Trentino, il GM Trainotti predica calma: "Riazzeriamo tutto e facciamoci trovare pronti, siamo una squadra unita"

Salvatore Trainotti, GM dell’Aquila Basket Trento, è intervenuto a “Cestisticamente Parlando”, il magazine di Radio PRIMARETE Caserta, per analizzare quella che è stata finora la serie di semifinale con l’Olimpia Milano ed in generale l’avventura della compagine trentina ai playoff.

In gara 3 non si è vista la Trento delle prime 2 partite della serie contro Milano…
Comunque stiamo giocando contro Milano, che non ha forse giocato all’altezza delle previsioni nelle prime due partite, ma che in gara 3 si trovava con le spalle al muro e ha messo fisicità ed aggressività. Noi forse non siamo stati pronti alla loro reazione, però la serie è lunga, non  potevamo pensare di superare Milano 4-0, sarebbe stato stupido pensarlo, abbiamo riazzerato tutto e siamo pronti domani (oggi nds) a rituffarci in questa serie.

 

I risultati ottenuti da Trento quest’anno sono frutto dello splendido gioco mostrato dalla formazione di Buscaglia, nonostante gli infortuni pesanti di Baldi Rossi e Moraschini…

Devo dire che in questa stagione non ci è mancato nulla a livello di infortuni, però ora questa cosa non c’è nella nostra testa, l’abbiamo superata. Siamo questi, abbiamo ottenuto buoni risultati, superando Sassari nel primo turno dei playoff. Aggiungo che poi tutte queste sfortune ci hanno reso ancora più forti ed uniti, abbiamo un buon assetto, ovviamente non siamo tanti, però si può affrontare una serie in 8 giocatori, soprattutto con una squadra come la nostra che fa dell’atletismo la sua caratteristica principale.

 

Con gli infortuni c’è stato anche un cambio di assetto da parte di Trento: come avete operato sul mercato per far girare in modo positivo la stagione?

In realtà diciamo che il primo cambiamento, ovvero quello di Sutton, è stato voluto. Nella prima parte del campionato abbiamo avuto delle difficoltà, venivamo da un’estate complicata perché il tira e molla dell’EuroCup ci ha un po’ bloccato il mercato. Abbiamo perso due giocatori molto importanti della passata stagione come Pascolo e Wright, quindi dovevamo ricostruire la squadra anche dal punto di vista tecnico. Avevamo fatto una prima valutazione quando, vedendo la squadra, ci accorgevamo che la squadra rendeva meglio quando giocava con molti piccoli e in maniera aggressiva. L’arrivo di Sutton è dovuto alla necessità di aggiungere atletismo. Poi l’infortunio di Lighty è stata un’opportunità perché siamo riusciti a trovare libero Marble, il giocatore che dal punto di vista tecnico che ci ha fatto fare il vero salto di qualità, trovando quella creatività che ci era mancata nel girone di andata e con il suo arrivo siamo riusciti a mettere tutti i giocatori nei propri ruoli preferiti. Da lì abbiamo preso fiducia, perché la vittoria crea fiducia, e grazie a questa inerzia positiva siamo riusciti a superare il momento difficile degli infortuni.

 

Rispetto a questa stagione, ora Trento già sa che coppa disputerà l’anno prossimo: come vi può aiutare ciò in fase di mercato e perché avete scelto l’EuroCup invece della Champions?

La scelta è stata innanzitutto di coerenza. Noi l’anno scorso abbiamo portato avanti un certo percorso con certi principi e ci sembrava logico portarlo avanti. E’ una scelta tecnica, perché l’EuroCup dà un posto per l’EuroLega: con questo non dico che puntiamo all’EuroLega perché la dimensione di Trento non è quella, però credo che per un club e per un’organizzazione avere una visione di lungo periodo e l’obiettivo di voler competere con i migliori sia come dare un segnale a tutti di dove vogliamo andare. Quindi in questo momento il messaggio che vogliamo dare sia all’interno della nostra organizzazione sia ai giocatori che verranno e a tutti i nostri tifosi è che noi vogliamo con calma fare i passi necessari per andare a competere con i migliori. Se avessimo guardato dal lato del ritorno economico, probabilmente la scelta sarebbe caduta sulla Champions perché dal punto di vista economico, da una prima analisi, è una scelta più vantaggiosa, però nel nostro pensiero credo che abbia più senso partecipare all’EuroCup. In ogni caso il partecipare ad una coppa europea ritengo sia importante, che sia EC o CL, perché dà prospettiva ai giocatori, dà visibilità agli sponsor e costringe anche le società ad organizzarsi, e poi, quando ti organizzi, riesci ad ottimizzare meglio le risorse che investi. La scelta dell’EC ci aiuterà molto in fase di mercato, lo dico per esperienza, noi due anni fa con un budget normale siamo arrivati a giocatori come Wright che l’anno successivo, ovvero la scorsa estate, con il medesimo budget erano irraggiungibili. La capacità di costruire un buon roster è legato alla coppa europea perché poi con la coppa bisogna costruire una buona squadra, e questo non è scontato.

 

La coppa necessita la costruzione di un roster più lungo: quindi l’anno prossimo sarà 5+5 o 3+4+5?

Al momento, la nostra intenzione è quella di passare al 3+4+5 più per una questione di mercato durante l’anno. Noi, due anni fa, con la coppa, abbiamo speso un sacco di energie usando il 5+5. Con le regole che ci sono adesso, è difficilissimo sostituire un italiano, come è capitato a noi. Quando si sono fatti male Baldi Rossi e Marble nella stessa partita, siamo riusciti a sostituire Marble con uno straniero, però non potevamo sostituire Baldi Rossi perché non potevamo attingere dalla LegaDue. In quel momento noi potevamo essere un club che dava l’opportunità ad un giocatore di A2 di giocare in A1, ma le regole non lo permettevano. Quindi in questo momento sono le regole che ci portano ad andare in quella direzione. Sono convinto però che i giocatori italiani ci sono, noi l’anno scorso abbiamo fatto la coppa con il 5+5 e siamo arrivati in semifinale, quindi se ci sono i giocatori giusti inseriti nel contesto giusto possono rendere anche in Europa.

 

In termini di aumento di budget, in che percentuale aumenta il vostro rispetto a quello in assenza di coppe?

Onestamente a noi oggi cambia, ma non tantissimo. Noi abbiamo rinnovato gli sponsor prima di avere la coppa, quindi ci cambia poco da questo punto di vista. E’ ovvio che avere delle partite in più ti dà più possibilità di incasso, ti dà la possibilità di vendere spazi pubblicitari, ma non ti cambia la stagione. Noi spenderemo un budget di circa 4.5 milioni di euro omnicomprensivo l’anno prossimo, in linea con quello speso in questa stagione.

 

L’anno scorso hai effettuato un roadshow in Cina: che sviluppi ci sono stati da quell’iniziativa? Qui, mentre a Caserta non si sa domani che cosa si farà, Trento sembra che stia già preparando la stagione 2018/19…

Innanzitutto spero l’anno prossimo di poter venire a giocare a Caserta, perché per il movimento italiano avere una società di grande tradizione e con un grande seguito come Caserta credo sia importante. Ovviamente non entro nel merito della situazione perché non la conosco, però da addetto ai lavori, ma soprattutto da appassionato di pallacanestro, avere Caserta in Serie A è importante. Detto ciò, diciamo che è un po’ il nostro modo di lavorare e di cercare di creare contatti e allargare il network del club perché le opportunità non sai mai dove le trovi. Noi stiamo collaborando con una scuola cinese per uno scambio in vista di futuri camp. Da questi nostri contatti sono nate opportunità per aziende a noi collegate, in queste cose poi si va un po’ a caso perché vai, semini, pensi di seminare patate e raccogli piselli, però comunque porti qualcosa a casa…

 

C’è la possibilità l’anno prossimo di rivedere in Italia un signor allenatore come Lele Molin, magari proprio a Trento? E per il roster attuale ci sono possibilità di conferme?

Vediamo a fine stagione se c’è la possibilità, intanto noi siamo concentrati su quello che sta succedendo oggi. E’ ovvio che avere a fine stagione un allenatore come Lele Molin nello staff tecnico potrebbe essere qualcosa di utile, ma ne parleremo a fine stagione.

Per la squadra, il gruppo italiano è già sotto contratto, ci piacerebbe trattenere un bel numero di giocatori che stanno disputando le semifinali, però il problema che hai quando non possiedi un budget incredibile è che, se poi fai una grande stagione, i giocatori vogliono monetizzare. Quindi vediamo alla fine di questi playoff come sarà la situazione, è ovvio che si tenta di trattenere il più possibile dall’anno precedente per poter permettere ad allenatore e giocatore di poter continuare in un certo percorso, però sappiamo che il nostro destino spesso è diverso dalle nostre speranze.

 

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