Domenica il derby Milano-Cantù [aggiornato]

L’ACQUA VITASNELLA A MILANO PER IL DERBY

Secondo derby dell’anno per l’Acqua Vitasnella che affronterà domani alle ore 20.30 al Mediolanum Forum di Assago (diretta su Rai Sport 1) i Campioni d’Italia dell’EA7 Emporio Armani Milano.

GLI AVVERSARI

L’Olimpia del confermato coach toscano Luca Banchi, vincitore dello scudetto negli ultimi due anni, dopo un avvio di campionato molto positivo con tre successi consecutivi è incappata in una striscia di 2 sconfitte esterne sul campo della Sidigas Avellino per 73 a 69 e, lunedì scorso, della Grissin Bon Reggio Emilia per 77 a 76. I meneghini si trovano dunque a quota 6 punti in classifica a pari merito con l’Acqua Vitasnella. I bianco- rossi occupano invece al momento il quarto posto (ovvero l’ultimo utile per la qualificazione alle Top 16) nel girone C di Eurolega con due partite vinte e tre perse e sono reduci dall’affermazione casalinga di giovedì sera contro la formazione polacca del PGE Turow Zgorzelec per 90 a 71 grazie ai 20 punti di Joe Ragland e ai 19 di Alessandro Gentile.

Il quintetto

Data l’assenza di 6 mesi per squalifica di Daniel Hackett, il play titolare dell’EA7 in campionato è l’ex canturino Joe Ragland, che sta confermando la sua pericolosità offensiva con 11,4 punti e 2,6 assist di media a match. Al suo fianco gioca la stessa coppia di esterni della passata stagione composta dall’azzurro Alessandro Gentile, leader della squadra di coach Banchi e autore di una prestazione di assoluto livello a Reggio Emilia chiusa con 23 punti, 6 rimbalzi e 3 assist, e dallo statunitense David Moss, prezioso per le sue doti difensive e la sua capacità di colpire sugli scarichi. L’ala forte del quintetto milanese è l’esperto lituano Linas Kleiza, arrivato all’Olimpia in estate dal Fenerbahce, ma con alle spalle anche un triennio NBA ai Toronto Raptors, che sta facendo registrare 9,6 punti di media a partita. Centro titolare dei meneghini è il confermato giamaicano Samardo Samuels,top scorer dei bianco- rossi sia in Eurolega, con 13,2 punti di media a gara, sia in campionato, con 14,8 punti di media a sfida, a cui aggiunge 8,4 rimbalzi e 1,2 stoppate di media (quinto in entrambe le graduatorie statistiche della Serie A).

La panchina

L’EA7 può contare ovviamente su una panchina di grande valore e profondità. Play di riserva è l’americano Trenton Meacham, avversario della FoxTown Cantù nelle scorse Last 32 di Eurocup con la maglia del Nanterre. Sostituiscono gli esterni lo statunitense MarShon Brooks, non brillantissimo al suo esordio in Europa dopo le esperienze NBA con i Brooklyn Nets, i Golden State Warriors e i Los Angeles Lakers, ma comunque autore di 10,2 punti a partita in campionato, e l’italo- argentino Bruno Cerella, che assicura difesa e intensità. 

Le rotazioni dei lunghi sono garantite dall’azzurro Nicolò Melli, autore di una buona prestazione in Eurolega contro il Turow chiusa con 9 punti e 3 rimbalzi, dall’americano, con passaporto della Guyana Francese, Shawn James, rientrato in campo questa stagione dopo il grave infortunio occorsogli l’anno scorso con il Maccabi Tel Aviv, e dal romano Angelo Gigli.

LA SITUAZIONE DELL’ACQUA VITASNELLA

Per quanto riguarda l’Acqua Vitasnella tornerà nei 12 a referto, dopo Marco Laganà, anche Giacomo Maspero. Non potrà invece ovviamente scendere in campo Giorgi Shermadini, che è arrivato a Cantù nella notte dopo aver preso il visto ieri in Georgia e questa mattina si è sottoposto alle visite mediche di rito.

I PRECEDENTI

Il derby tra Pallacanestro Cantù e Olimpia Milano ha una storia lunghissima. Quella di domani sarà infatti la 154esima sfida tra le due formazioni, con un bilancio di 88 vittorie per l’EA7 Emporio Armani e 65 affermazioni per l’Acqua Vitasnella.

Il trend è rafforzato se consideriamo solamente le gare giocate in casa dei meneghini dove i biancorossi si sono imposti in 59 occasioni su 77.

Il divario maggiore a favore di Cantù è piuttosto recente. Nel 2011/2012 la Bennet ha sconfitto alla Mapooro Arena l’EA7 per 79 a 54 al termine di un match completamente dominato.

Decisamente più antico invece il massimo vantaggio dei milanesi che risale alla stagione 69/70. L’allora Simmenthal batté la Pallacanestro Cantù per 110 a 81.

Il maggior punteggio complessivo è stato raggiunto nell’annata 87/88. La partita di playoff tra Tracer e Arexons terminò 113 a 102 per i meneghini.

GLI EX

Sono numerosi gli ex del derby di domani tra EA7 Emporio Armani Milano e Acqua Vitasnella Cantù.

Joe Ragland ha giocato fino alla scorsa primavera alla Pallacanestro Cantù prima di passare all’Olimpia. Ragland è stato un grande protagonista dei playoff dell’annata 2012-2013 contribuendo con 14,1 punti, 3,1 assist e 2,7 rimbalzi di media a partita al raggiungimento della semifinale da parte della Lenovo. Nella passata stagione lo statunitense si è affermato come uno dei migliori playmaker del campionato italiano chiudendo l’anno con 16,3 punti e 3,4 assist di media a gara.

Un giovanissimo Stefano Gentile ha vestito la maglia dell’Olimpia al suo esordio in serie A, nell’annata 2007/08. Il play campano è sceso in campo in 9 partite con 1,1 punti di media a match.

Uno dei medici dello staff dell’EA7 Emporio Armani è il dottor Ezio Giani, che per molti anni è stato il Responsabile Medico della Pallacanestro Cantù.

Il General Manager dell’Olimpia Milano, Simone Casali, ha allenato per diverse stagioni nel settore giovanile bianco- blu mentre il Team Manager dell’Acqua Vitasnella, Paolo Avantaggiato ha lavorato a Milano, con identico ruolo, per tre anni.

ACQUA VITASNELLA CANTU’

1  Darius Johnson- Odom

4  James Feldeine

5  Abass Awudu

8  Giacomo Bloise

9  Marco Laganà

15  Giacomo Maspero

16  Cheikh Mbodj

18  DeQuan Jones

22  Damian Hollis

25  Ivan Buva

30  Stefano Gentile

31  Eric Williams

All. Stefano Sacripanti

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 

1  Joe Ragland

2  MarShon Brooks

5  Alessandro Gentile

6  Angelo Gigli

7  Bruno Cerella

9  Nicolò Melli

10  Trenton Meacham

11  Linas Kleiza

21  Shawn James

22  Manuel Pastori

24  Samardo Samuels

34  David Moss

All. Luca Banchi

EA7 Emporio Armani Milano – Acqua Vitasnella Cantù

Arbitri: Chiari, Rossi, Lo Guzzo.

Domenica 16 novembre, ore 20.30, Mediolanum Forum, Assago.

TV E MEDIA

La gara sarà trasmessa in diretta su Rai Sport 1 e su Radio Cantù (ascoltabile sulla frequenza F.M. 89.600 o via internet su www.radiocantu.com).

La partita verrà messa in onda in differita lunedì sera alle 23.00 su Telesettelaghi (canale 74 del digitale terrestre) e martedì sera alle ore 22.30 su Telesettelaghi 2 (canale 215).


da sito ufficiale Olimpia Milano:

D-Day, Domenica con il Derby Milano-Cantù

Domenica di derby: Milano-Cantù. Sfida di grandi tradizioni e infarcita di rivalità. Le squadre vi arrivano ambedue dopo aver vinto nel loro impegno europeo infrasettimanale, prima Cantù contro Anversa in Eurocup poi l’Olimpia contro Turow in Eurolega. In campionato ambedue hanno un record di 3-2.

MILANO-CANTU’ I PRECEDENTI
L’Olimpia ha un vantaggio di 88-65 negli scontri diretti con Cantù, 59-18 nelle partite giocate a Milano, 44-29 per i brianzoli in territorio esterno. Curiosamente, Milano e Cantù si sono incontrate in una finale di Coppa dei Campioni, nel 1983 a Grenoble (69-68 per l’allora Ford), ma non si sono mai incontrate in una finale scudetto. Quattro anni fa Cantù eliminò l’Olimpia in semifinale (3-1). Negli ultimi tree anni le due squadre hanno diviso le vittorie. Nella storia dei due club a parte la finale di Coppa dei Campioni, la sfida più appassionante fu la semifinale scudetto del 1981 quando Cantù eliminò Milano sbancando San Siro dopo tre supplementari con 32 punti del 19enne Antonello Riva, ovvero il giocatore più rilevante – assieme a Renzo Bariviera – che abbia militato in tutte e due le squadre. Riva fu acquistato dall’Olimpia dopo la stagione 1988-89.

LA CANTU’-MILANO CONNECTION
Joe Ragland ha giocato un anno e mezzo a Cantù e stabilito contro Milano il suo record di punti nel campionato italiano con 27. E’ un ex sulla sponda opposta Stefano Gentile, fratello di Alessandro, che ha giocato a Milano nella stagione 2007/08. Tra gli ex curiosi: Paolo Avantaggiato, team manager di Cantù dopo otto anni a Milano, Cinzia Lauro, dello staff dirigenziale di Cantù è anche lei un ex Olimpia; percorso inverso invece per Simone Casali, general manager dell’ Olimpia, con un passato nelle giovanili di Cantù da allenatore, e per il dottor Ezio Giani. Ex storici di ambedue le squadre oltre ad Antonello Riva e Renzo Bariviera, anche CJ Kupec, Davide Pessina, Stefano Mancinell, Jerry McCullough, Dante Calabria e Gianluca Basile.

MILANO-CANTU’: GLI ARBITRI
Ancora tre arbitri che non hanno mai diretto l’Olimpia in questa stagione: Roberto Chiari, Michele Rossi e Carmelo Lo Guzzo.

CANTU’: NOTE SULLA STAGIONE
Cantù è 3-2 in campionato dove è reduce dalla vittoria interna su Sassari, prima sconfitta dei sardi in Italia. In Eurocup, il bilancio finora è deficitario in Eurocup anche se proprio questa settimana Cantù ha vinto la prima partita della sua stagione contro Ostenda (1-4 il bilancio). James Feldeine in Eurocup è il primo realizzatore di squadra con 15.0 punti a partita davanti a Darius Johnson-Odom con 13.4. Questa settimana Cantù ha anche aggiunto al suo roster Giorgi Shermadini.

GENTILE OLTRE I 20
Alessandro Gentile ha un primato personale di 29 punti, lo scorso anno a Montegranaro. La passata stagione ebbe sei partite da 20 o più punti. Il suo primo “over 20” con Milano fu nella stagione 2012/13, giornata numero 13, a Biella, quando fece 24 punti. Con la gara di Reggio Emilia le sue prove “over 20” in maglia Olimpia sono diventate 12, due consecutive.

MELLI OLTRE I 10 RIMBALZI
Nel suo “losing effort” di Avellino, Nicolò Melli ha catturato 12 rimbalzi. In regular season ha dunque eguagliato il suo primato assoluto. E’ stata la quarta prova di Melli con almeno 10 rimbalzi catturati. Il suo primato personale è di 13 e risale a gara 7 dell’ultima finale scudetto.

SAMUELS IL REALIZZATORE
I 22 punti segnati da Samardo Samuels a Cremona rappresentano la sua seconda prestazione di sempre nel campionato italiano. Lo scorso anno Samuels ne segnò 23 nell’ultima giornata di regular season a Siena. Tornò a segnare 23 punti nella semifinale di playoffs contro Sassari in gara 1. In tutto Samuels ha superato quota 20 punti in singola partita cinque volte.

SAMUELS IL RIMBALZISTA
I 14 rimbalzi catturati da Samardo Samuels contro Trento sono nuovo record carriera per la regular season. Samuels è andato in doppia cifra nei rimbalzi in ambedue le gare iniziali della stagione. Lo scorso anno in stagione regolare gli era capitato solo una volta (contro Varese alla seconda giornata, con 11) e poi due volte nei playoffs.

SAMUELS NELLE GRADUATORIE INDIVIDUALI
Samardo Samuels figura tra i primi 10 in sei graduatorie individuali. Ecco il dettaglio.

Graduatoria Pos. Valore
Valutazione 3° 21.6
Tiri da due 6° 63.2%
Rimbalzi 5° 8.4
Falli subiti 10° 4.6
Stoppate 5° 1.2

OLIMPIA, 20 DI FILA IN CASA
Ad Avellino si è interrotta la striscia di 22 vittorie consecutive in campionato per quanto riguarda la regular season. In casa la serie vincente dell’Olimpia in partite di regular season è ancora attiva e ha raggiunto quota 20 gare estendendosi alle ultime tre partite della stagione 2012/13.

NOTE DI EUROLEGA
L’Olimpia ha battuto il PGE Turow 90-71 questa settimana. Alessandro Gentile con 33 minuti e 47 secondi di impiego ha stabilito il suo nuovo primato europeo per utilizzo in singola gara. Daniel Hackett ha stabilito il proprio primato in maglia Olimpia di assist in una gara con 9, arrivando ad un assist dai 10 del suo record personale in Eurolega (Montepaschi Siena-Bayern Monaco). David Moss è andato in doppia cifra per la prima volta e ha anche stabilito il suo primato stagionale di rimbalzi con 8.

Milano-Cantù: dentro la storia del derby

Ci sono stati momenti nella storia del basket italiano in cui lo scudetto è stato una questione appartenente solo al triangolo lombardo, Milano, Cantù, Varese. Se Milano e Varese facevano incetta di scudetti, 36 in coppia, Cantù vestiva l’abito del terzo incomodo e rastrellava soprattutto le coppe europee minori, Coppa delle Coppe e Korac. In linea di massima ha sempre raccolto più in Europa che in Italia. Quando ha vinto due Coppe dei Campioni nel mezzo ha conquistato invece solo uno scudetto e in tutto ne ha vinti tre. La rivalità Milano-Cantù è sempre stata sentitissima anche per una questione di vicinanza geografica e qualche volta di personaggi che da una sponda si spostavano verso l’altra. Pochi per la verità e quasi nessuno se scaviamo nella storia antica. Di recente ci sono stati prima di Joe Ragland i vari McCullough, Calabria, Marconato ma nulla di eclatante. Più significative le mosse dirigenziali: Lello Morbelli, storico general manager di Cantù, ad un certo punto andò a fare il presidente dell’Olimpia vincendo anche molto. Lo spostamento più eclatante fu quindi quello di Antonello Riva nell’estate del 1990. Milano aveva appena vinto lo scudetto ma aspirava a riappropriarsi del proprio ruolo europeo: rinunciò a Roberto Premier, il grande Ariete isontino, e per un anno a Davide Pessina per avere Riva (Premier fu ceduto direttamente a Roma e non vestì mai la maglia di Cantù) per una valutazione record di sette miliardi di lire. In quel momento Riva era al top della sua parabola di giocatore e anche se a Milano ha vinto poco rispetto alle aspettative con lui arrivò una Final Four di Eurolega, nel 1992. Quella Final Four fu un piccolo capolavoro perché al di là della delusione del momento per la sconfitta in semifinale contro il Partizan, fu conquistata a soli due anni di distanza dalla ricostruzione del team ovvero dalla partenza di Franco Casalini, Mike D’Antoni (che diventò l’allenatore), Dino Meneghin, Bob McAdoo e Roberto Premier. Ma questa è un’altra storia.
Cantù all’epoca cercava di competere contro equilibri economici che si andavano spostando dalla Lombardia verso il Veneto (Treviso), l’Emilia (le due squadre di Bologna) e persino verso Pesaro. Il sacrificio di Riva fu un evento tuttavia clamoroso perché Cantù era abituata a cavalcare le sue stelle fino ad esaurimento delle forze, vedi Pierluigi Marzorati, o almeno per tutta la fase migliore delle carriere di elementi come Fabrizio Della Fiori o Carlo Recalcati. Figuriamoci come venne interpretata la cessione di Riva ai rivali di Milano.
E tuttavia ci sono aspetti molto strani di questa rivalità: le due squadre si sono date battaglia in una finale di Coppa dei Campioni, la mitica finale di Grenoble, ma mai in finale scudetto. Si sono incontrate in altri turni, hanno giocato una semifinale passata alla storia nel 1981, ma mai si sono sfidate in finale. Nel 1981, l’allora Squibb Cantù andò a vincere lo scudetto contro la Virtus Bologna devastata dagli infortuni di Jim McMillan e Marquinho ma fu prima, in semifinale, che si fecero i giochi. Il Billy di Coach Dan Peterson perse gara 3 a San Siro, in un mercoledì sera di passione, dopo due tempi supplementari. Una gara interminabile, che sarebbe passata alla storia per la componente emotiva e drammatica, per l’audience televisiva (Rai 1, nella celebre trasmissione Mercoledì Sport) e perché sancì l’esplosione del 19enne Antonello Riva, che fece 32 punti quella sera. Poi Peterson fece ammenda per la sua scelta di tirare sempre i tiri liberi quando all’epoca in situazione di bonus si poteva rinunciare.
Un anno dopo il Billy vinse lo scudetto contro Pesaro e Cantù si aggiudicò la sua prima Coppa dei Campioni battendo il Maccabi. Così tutte e due ottennero il diritto di partecipare alla Coppa dei Campioni. E nel 1983 arrivarono ambedue in finale, a Grenoble. Sfida epica. Bruttissima dal punto di vista tecnico, con squadre che non correvano, paralizzate dalla tensione, che non segnavano, ma lottavano. Cantù allungò nel finale. Wally Bryant, il giovane centro, cominciò a festeggiare con i tifosi. E invece l’Olimpia rimontò, rubando pallone dopo pallone nei convulsi secondi finali fino a guadagnarsi con Franco Boselli, dall’angolo, il tiro della vittoria. Il Barone se potesse eseguire un altro tiro, in tutta la carriera, vorrebbe che gli fosse restituito quello. Il ferro respinse la palla, Vittorio Gallinari cercò di correggere il tiro. Volarono sberle, schiaffoni, di tutto, ma come spesso in quei casi, non partì alcun fischio. Cantù vinse di uno. L’Olimpia si sarebbe rifatta vincendo due Coppe dei Campioni nel 1987 e nel 1988. Franco Boselli, eroe sfortunato, avrebbe vinto quattro anni dopo quello che rimase sul parquet di Grenoble.
Quelli erano gli anni in cui la rivalità venne esportata ai massimi livelli competitivi, ma il senso di sfida, il significato del derby non è andato smarrito neppure nei venti-venticinque anni successivi. Lo scorso anno Cantù inflisse a Milano una durissima sconfitta al Pianella, ma da quel momento l’Olimpia in Italia vinse 21 partite consecutive lungo la strada che l’avrebbe portata allo scudetto numero 26. Al Pianella, Alessandro Gentile stabilì il proprio record carriera di 28 punti che avrebbe poi battuto qualche mese più tardi a Montegranaro. E nella rivincita del girone di ritorno, Joe Ragland con 27 fece il suo di primato personale: ma era in maglia biancazzurra. Ora veste quella giusta, quella rossa.

Il derby di Doctor Joe

Joe Ragland viene da un posto speciale. Springfield nel Massachusetts è il luogo nel quale il basket è stato inventato nel 1896 dal professore canadese James Naismith. Quello che rimane a Springfield dell’invenzione è la Hall of Fame del basket mondiale e ogni anno gli eletti si presentano in città per la cerimonia di introduzione. È successo anche ai cinque ex Olimpia che fanno parte della Hall ovvero Bill Bradley, Bob McAdoo, Cesare Rubini, Sandro Gamba e Dino Meneghin. Il fratello maggiore di Ragland ha lavorato per anni alla Hall of Fame. “Andavo li quasi tutti i giorni per divertirmi, guardare i video, leggere quel che c’è da leggere ma non è che a Springfield si viva per questo. La presenza della Hall, la gente che arriva per visitarla sono parte della vita di tutti i giorni. Il basket è lo sport del luogo ma si possono praticare tutte le discipline e nessuno si sorpende. Anche io ho giocato un po’ a football ma ad essere onesti non ho mai pensato a nient’altro che al basket”.

LA STORIA – Il percorso che ha portato Ragland da Springfield a Milano è stato rapido ma tortuoso. Joe prima ha frequentato un junior college poi è approdato a Wichita State per gli ultimi due anni di università. Quindi la Spagna, a Murcia, da rookie, posizione abbastanza ardua da gestire in una Lega competitiva come quella spagnola. Ma a tre quarti di stagione passò a Cantù alle prese con una stagione difficile in regia, i canturini rilevarono il contratto rimanente con Murcia e dopo una seconda eccellente stagione brianzola è arrivato a Milano ovvero all’Eurolega. “Ho giocato l’Eurocup ma il livello della competizione in Eurolega è un’altra cosa. Mi sto adattando ma sono consapevole che il basket alla fine è sempre basket”. E il basket a Ragland piace. Non mettetegli un pallone in mano perché comincerebbe subito a mostrare le sue qualità di ball handler. Succede dappertutto, è successo anche davanti al nastro trasportatore dei bagagli di un aeroporto.

NEBRASKA – Per diventare un professionista è transitato dal North Plate Junior College nel Nebraska ovvero nel mezzo del nulla. Due anni di alto livello, 18.4 punti di media e percentuali alte anche da tre. Mancino naturale, ha una meccanica di tiro particolare, che non piace ai puristi ma risulta efficace. Da North Platte è salito a Wichita State che si trova nel Kansas costruendosi un nome anche in prospettiva NBA. “I due anni a North Platte sono stati duri ma serviti per capire cosa mi mancava per arrivare al livello superiore. A Wichita State ho avuto buoni allenatori e ho fatto il salto di qualità che mi serviva”, racconta.

LE PASSIONI – Ragland ha 25 anni e vive una vita semplice, da ragazzo che adora i videogame (“Gioco spesso con Gentile e Samuels a NBA2K15. Qualche volta perdo ma loro sanno che sono il più bravo di tutti” scherza ma non troppo), segue la NBA, ha sempre in testa il cappellino che ricorda il successo dei Bulls nel 1996, anno in cui vinsero 72 partite, record di tutti i tempi, parla di NBA con i compagni paragonando come tutti Kobe Bryant, LeBron James o Kevin Durant, e infine abita vicino al Lido che può raggiungere anche a piedi o con la sua bicicletta. Quando arrivò in Spagna scoprì il calcio e si invaghi di Lionel Messi. “È il mio giocatore preferito, penso il più forte di sempre ma del calcio seguo solo gli highlights. Una partita intera per me è troppo”. Non ha spirito di rivalsa nei confronti di Cantù “perché sono stato bene per un anno e mezzo e adesso devo solo pensare a Milano”, dice. Contro Milano, al Mediolanum Forum, lo scorso anno segnò 27 punti tenendo Cantù in partita fino alla fine. Quello è ancora il suo primato italiano di punti segnati in una gara.

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