DueEsse Martina, intervista a Ivan Morgillo

In casa DueEsse non c’è tempo per metabolizzare la rocambolesca sconfitta subita a Vasto, quando sembrava potesse arrivare la tanto agognata prima vittoria stagionale. Al Pala Wojtyla arriva infatti la capolista San Severo, reduce anch’essa da uno stop sul parquet di Campli e per questo desiderosa di riscatto. Un aspetto che renderà ancora più difficile la sfida dei ragazzi di coach Ciaboco che però vorranno rendere cara la pelle e rimettersi in carreggiata, risalendo la classifica per allontanare l’ultimo posto e riagganciare Taranto. Morgillo, tra i più positivi negli ultimi match e subito calato nella realtà martinese, è pronto a dare il massimo anche contro i gialloneri di Coen.

D: Ciao Ivan, cosa si prova a perdere una partita già vinta?

R: Una sola parola: rabbia.

D: Cosa non ha funzionato nell’ultima parte del 4° quarto?

R: Siamo arrivati stanchi alla fine dell’ultimo quarto e quando Vasto ci ha riagguantato abbiamo continuato a giocare da soli in attacco, con tiri fuori equilibrio (causa anche di molti falli non chiamati) e rientrando di conseguenza male in difesa.

D: Ancora una volta le gare in trasferte risultano stregate, vi condiziona tutto ciò?

R: Personalmente poco perché sono appena arrivato, però è risaputo che in trasferta bisogna stringere i denti e non è mai facile, soprattutto quando si gioca punto a punto.

D: 12 punti e quarta partita di fila in doppia cifra per te. Ti sei  ben integrato negli schemi offensivi della DueEsse o pensi di migliorarti?

R: C’è sempre da migliorarsi anche quando si è al massimo, e nel mio caso non posso ritenermi del tutto soddisfatto, a maggior ragione dopo una sconfitta.

D: Cosa cura maggiormente coach Ciaboco durante gli allenamenti?

R: Coach Ciaboco sta lavorando su pochi concetti ma chiari, cercando di semplificare il nostro gioco. Purtroppo non è in una condizione ottimale per lavorare al 100% per via dei tanti infortuni a cui sta rimediando puntando su diversi giovani in allenamento.

D: Avete metabolizzato al meglio il cambio in panchina o ci sono ancora meccanismi da oliare?

R: È dispiaciuto un po’ a tutti l’esonero di coach Russo, ma ora dobbiamo solo concentrarci su ciò che non va, dopo aver buttato 10’ con Pescara e gli ultimi 5’ con Vasto. A Vasto abbiamo dimostrato per tre quarti che possiamo fare bene.

D Quanto influiscono i vari infortuni sotto questo punto di vista?

R: Gli infortuni non fanno mai bene, ma è un aspetto da mettere in preventivo durante una stagione e che non deve costituire un alibi per nessuno.

D: Dopo aver provato l’ebbrezza della Serie A con la maglia dell’Avellino, cosa ti ha spinto a scendere di categoria, accettando la sfida in maglia blu-arancio?

R: L’obbiettivo era giocare quanti più minuti, dopo il brutto infortunio dello scorso anno che non mi ha dato alcuna chance per ritagliarmi un piccolissimo spazio all’interno del roster di Avellino.

D: Ritrovare la vittoria proprio nel match interno contro la capolista San Severo sarebbe utopistico o possibile e quali scenari aprirebbe in chiave salvezza?

R: Sicuramente non è l’avversario ideale da affrontare dopo una sconfitta così bruciante come la nostra però proveremo a giocarcela fino in fondo. Alla fine sarà il tabellone a dire la verità ma l’importante è uscire dal parquet sapendo di aver dato tutto. Certo, vista la classifica ogni 2 punti presi valgono oro, quindi pensiamo solo a questo.

 

 

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