Eurobasket: le quattro semifinaliste al gran ballo, la presentazione.

Finalmente ci siamo. La lunga attesa sta per finire; siamo giunti alle semifinali di questo appassionate Eurobasket 2017. Spagna, Slovenia, Serbia e Russia sono le fantastiche quattro che si daranno battaglia per la vittoria finale. Proviamo a conoscere meglio, se possibile, questi team ripercorrendo il loro percorso per presentare al meglio i loro prossimi impegni.

Spagna, la macchina perfetta

Inutile negarlo, la Spagna è la grande favorita alla vittoria finale; lo era all’inizio e lo è ancora di più ad oggi. La squadra allenata da Sergio Scariolo finora non ha particolarmente faticato per arrivare in semifinale. Il girone C con Montenegro, Romania, Repubblica Ceca. Ungheria e Croazia è stato superato senza particolari patemi; solo con la squadra di Petrovic gli iberici hanno sofferto più del dovuto ma alla fine grazie al talento individuale di gente come Rodriguez e Pau Gasol l’hanno spuntata comunque. Situazione che non è cambiata nella fase knockout. Gli spagnoli hanno sofferto la fisicità turca e l’imprevedibilità tedesca ma alla fine hanno vinto senza dover dar fondo a tutte le loro energie.

I punti di forza delle “furie rosse” sono noti a tutti; un quintetto di livello altissimo ( Rubio-Navarro-San Emeterio-Gasol-Gasol), una rotazione pressoché infinita ( dalla panca si alzano giocatori come “il Chacho” Rodriguez e i due fratelli Hernangomez) e un gioco che esalta le caratteristiche tanto dei singoli quanto della squadra. Unico punto debole degli iberici è la concentrazione. In questo Eurobasket hanno mostrato spesso la tendenza a specchiarsi del loro stesso talento; questo atteggiamento a rilassarsi consci della propria forza potrebbe essere deleterio contro un team cinico ed organizzato come la Slovenia. La macchina perfetta è chiamata ora più che mai a mostrare tutta la sua forza contro i ragazzi terribili di Kokoskov.

Slovenia, esperienza ed incoscienza

La Slovenia è di sicuro la rivelazione di questo europeo. Il team sloveno è l’unica squadra imbattuta nel torneo insieme proprio alla Spagna che affronterà in semifinale. Davvero sorprendente il loro cammino visto il girone A in cui erano stati sorteggiati: due top team come Francia e Grecia, due squadre imprevedibili come Polonia e Finlandia oltre all’Islanda. Tutte le avversarie sono state superate grazie ad una maturità ed un carattere tipico della cultura slava di vivere lo sport. L’identità di gioco, capace di sfruttare al meglio le doti di ciascuno nascondendone i limiti, data da coach Kokoskov ha fatto poi il resto. Una prova di ciò è stata di sicuro la vittoria maturata nel turno precedente contro la Lettonia. Porzingis e soci ci hanno provato fino all’ultimo istante ma il talento e la voglia slovena hanno avuto la meglio, così come era successo agli ottavi contro la modesta Ucraina.

La forza della Slovenia è stata, almeno finora, la capacità di ogni singolo nel dare un contributo alla squadra. Il tutto viene poi esaltato dal talento di Goran Dragic ( 21 ppg per lui di media e presumibile titolo di MVP quasi in tasca), Luka Doncic ( consacratosi per l’ennesima volta ad altissimi livelli) ed del naturalizzato Anthony Randolph ( finalmente in sintonia con il team).

Uno dei punti di forza degli sloveni in questo Eurobasket è stata la capacità di avere molteplici soluzioni offensive; la squadra vive delle iniziative di Dragic e Doncic ma non ha paura di andare in post da Randolph oppure dentro da Vidmar che a sua volta può giocarsela oppure riaprire per i vari tiratori. La Slovenia non ha mostrato finora particolari punti deboli; contro la Spagna potrebbero però pagare la fisicità iberica sotto canestro e la difesa aggressiva di Rubio e compagni. Una partita però che promette spettacolo.

Russia, Shved al comando

La Russia è, dopo la Slovenia, l’altra grande rivelazione di questa rassegna europea. Il team allenato da coach Bazarevic ha superato un girone irto di ostacoli in cui Serbia Lettonia e Turchia sulla carta sembravano favorite. Le sorprese non sono finite lì; Shved e compagni hanno poi eliminato la favoritissima Croazia e superato la Grecia in rimonta iniziando il quarto periodo sotto di ben 12 punti. Grinta, tecnica e un pò di sana follia di certo non mancano alla squadra dell’Est Europa che ora troverà ancora la Serbia, che ha già battuto, sulla sua strada.

I punti di forza, e di debolezza, della Russia tendono a trovare la loro massima espressione in un unico giocatore: Alexsej Svhed. Il genio di Belgorod è in lizza insieme a Dragic per il titolo di MVP ed è l’assoluto padrone della nazionale russa. Quando è in serata, nessun difensore è in grado di limitarne l’efficacia; quando però ha dei momenti di buio è tutta la nazionale a risentirne subendo spesso parziali importanti. L’ex Twolves riesce a mettere in ritmo tutti i compagni e sopratutto Mozgov, quando in campo, risente positivamente delle azioni del palymaker del Khimki. Fridzon, Khurbanov e Voronçevic sono spesso i veterali chiamati ancora una volta a guidare la Russia alla vittoria così come successo contro la Croazia. Non sarà un’impresa facile ma Bazarevic vuole continuare a stupire l’Europa.

Serbia, la forza del gruppo oltre le assenze

La Serbia è stata, insieme alla Francia, la nazionale più colpita dall’epidemia di assenze in questo Eurobasket. Simonovic, Teodosic, Jokic, Nedovic, Dangubic, Kalinic sono solo alcuni dei tantissimi assenti della squadra di Djordjevic. Il gruppo però è riuscito ad andare oltre queste pesantissime assenze e ha centrato, per l’ennesima volta nella sua storia, la semifinale. Il cammino non è stato privo di insidie; il girone D con Turchia, Lettonia e Russia ha dato qualche problema a Bogdanovic e compagni che sono comunque riusciti a chiudere al primo posto. Nella fase knockout i serbi hanno sofferto contro l’Ungheria e hanno battuto successivamente gli azzurri ieri garantendosi l’accesso nelle magnifiche quattro.

La forza della Serbia è nella capacità di tutti di dare sempre il massimo. La squadra ha due leaders come Bogdanovic, cui la squadra è affidata, e Marjanovic, che invece fa la voce grossa sotto canestro. Tutti però stanno fornendo il loro prezioso contributo alla causa; da Lucic a Milosavlijevic passando per Kuzmic, Lazic e Guduric tutti hanno avuto l’occasione di mettersi in luce con prestazioni utili alla causa. Come punti “deboli” c’è la sterilità offensiva che colpisce gli uomini di Djordjevic quando Bogdan e Boban non sono in campo. La qualità del gioco offensivo spesso non basta e in quei casi è la difesa che deve rendersi protagonista con prestazioni ben sopra l’ordinario. La Serbia è pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo ancora una volta per prendersi l’oro in questo Eurobasket.

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About The Author

Nicola Garzarella Studente ed aspirante giornalista. Un giorno ho incontrato il mondo della palla a spicchi e da lì non l'ho più mollato. Cerco di coniugare la scrittura con la mia grande passione per lo sport e il basket in particolare.