Eurolega, il focus: Davide Pascolo, eroe non tanto per caso

Come con l’Olympiacos (anche in quel caso furono 15 i punti alla sirena finale), meglio che con l’Olympiacos. Con il nuovo massimo in carriera per minuti disputati nella competizione (25 minuti) e il 6/8 dal campo (65.9% da due in stagione, con tanto di 8/9 ai liberi) che ha originato la clamorosa rimonta dell’Olimpia Milano contro il Darussafaka. Non ce ne vogliano i vari Teodosic, De Colo e Doncic, ma il protagonista assoluta dell’ultima due giorni di Eurolega è stato Davide, anzi “Dada” (come si è cantato incessantemente sugli spalti del Forum), Pascolo.

Coach Repesa, uno che non è mai prodigo di complimenti per la sua squadra (e, non a caso, subito dopo l’89-87 ai danni dei turchi rimontando dal -25 ha sbottato: «Queste vittorie servono tantissimo, ma per 28 minuti abbiamo fatto schifo») ne ha lodato la volontà, lo spirito e, soprattutto, l’intelligenza tattica nel cercare sistematicamente l’accoppiamento contro il centro avversario Zizic che, di fatto, aveva ben poco da opporre contro un giocatore che ha messo in mostra l’intero repertorio offensivo: uso del piede perno, gancio, piazzato dalla media, appoggio in contropiede, palleggio arresto e tiro, correndo come un matto e spendendosi senza risparmiarsi su entrambi i lati del campo. Trovando in Simon (15 anche per lui) la “sponda” ideale per aiutare Milano a risalire dal baratro.

Non male per uno che, spesso, è il primo a finire sul banco degli imputati quando le cose non vanno per il verso giusto (e, soprattutto in Europa, all’Olimpia è accaduto spesso). Tutto dimenticato, almeno per una sera, grazie a un contropiede chiuso con un gioco da tre su Moerman, un up and under su Zizic, un gancio su assist di Simon, un canestro in entrata sfruttando il giro sul perno e tante altre cose che, magari non finiscono a referto e nelle statistiche, ma che risultano essere ciò che fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

E adesso? Testa bassa e lavorare, come nello spirito e nel carattere di questo ragazzo che già alla sirena finale aveva le idee chiare: «Grandissima emozione e grandissima vittoria- ha dichiarato l’ex Trento a fine partita – per noi è stata una rimonta incredibile. Non siamo entrati con la giusta intensità nel primo tempo, ma poi tutti insieme siamo riusciti a metterci qualcosa in più, a livello di testa ed energia, mentre il pubblico ci ha dato tutto il resto. Non facciamo calcoli, manca ancora troppo per arrivare in zona playoff». Le grandi imprese, spesso legate a grandi prestazioni individuali fuse nel concetto di squadra, si costruiscono così.

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About The Author

Claudio Pellecchia Nasce a Napoli il 07/09/1987. Giornalista sportivo e laureato in giurisprudenza, ammesso che le due cose possano coesistere. Aspirante storyteller folgorato sulla via di Federico Buffa, intende divulgare il verbo della palla spicchi al grido di "Ball don't lie!". Già fondatore di NBA24.it scrive di calcio per "Il Mattino", il "Roma", ilnumerodieci.it e Rivista Unidici.