Fiat Torino,Forni: ''Non mollo, dopo la Coppa Italia possiamo conquistare lo scudetto''

Spogliatoio indisciplinato e società senza ruoli. La nomea che l’Auxilium si è portata dietro fino alle Final Eight di Firenze era sostanzialmente questa. Dopo il trionfo con Brescia, la Coppa Italia, il primo trofeo della storia giallo-blu, la musica è cambiata. Presidente Forni, dica la verità: ha assaporato il gusto della rivincita?
«Non ci ho mai pensato. Vincere in finale è stata un’emozione fortissima. Di sicuro è un successo che ripaga di molte amarezze».
Non dica che non ha pensato neanche per un momento a Luca Banchi. «Quel nome è legato al passato. Sa di chi è stata la prima telefonata che ho ricevuto dopo la finale? Di Carlo Recalcati, ha fatto i complimenti a tutto il gruppo. Un grande uomo».
Le malelingue, fuori Torino, dicono che l’Auxilium sia stata particolarmente fortunata nelle tre gare di Coppa Italia. «La fortuna da sola non basta. E le coppe non si vincono per caso». Significativo il fatto che a segnare il canestro decisivo sia stato un giocatore come Vujacic, croce e delizia ma pur sempre un campione. «È un professionista serio, uno che si allena con scrupolo. Aveva davvero male alla spalla, si è sacrificato per giocare. Fantastica quell’azione veloce dopo due errori di Brescia, lancio di Washington e canestro di Sasha: che spettacolo! Come la prova di capitan Poeta, un eroe della mitologia greca».
A proposito di Washington, lo avevate davvero già ceduto alla Virtus Bologna prima dell’addio di Recalcati?
«Una sciocchezza. Mio figlio aveva valutato la situazione assieme a Recalcati al momento di chiudere per una combo come Vander Blue, ma mai è stata presa la decisione di fare a meno di Washington. Le situazioni evolvono, Deron è un giocatore essenziale per noi. Così come lo è diventato Mazzola, mentre aspettiamo di rivedere il vero Mbakwe e nuove risorse come Pelle».
Tutto questo fa pensare allo scudetto?
«Intanto quello dei playoff era un obiettivo già programmato. Ma dovevamo compiere un salto di qualità, ecco perché la rosa più ampia. E a questo punto, con più continuità e serenità, possiamo anche puntare molto in alto».
Patterson troverà ancora spazio all’Auxilium? Resterà negli Usa? Si fermerà in Spagna?
«Intanto è in Usa e meritava come tutti questa vacanza. La decisione spetta all’area tecnica. Come detto, ai playoff ci farebbe comodo avere tanti giocatori forti in rosa».
Vander Blue è arrivato e si è subito meritato il titolo di miglior giocatore della finale di Coppa Italia.
«Si trattava di un vecchio pallino. Non era così scontato che giocasse a Firenze. Ancora meno probabile che giocasse così bene».
Farete una festa alla ripresa al PalaRuffini, contro Capo d’Orlando?
«La faremo al Motor Village con lo sponsor, la prossima settimana. E ci hanno invitato allo Juventus Stadium. Ma l’appuntamento a cui tengo di più è quello di Casale, prima del derby di serie A2 con il Derthona, domenica. Sfilare in quell’occasione con il nostro trofeo avrà un significato particolare per tutto il basket piemontese».
Ecco un’altra critica ricorrente per l’Auxilium: poco legata al territorio. «Questo è il nostro impegno da oggi in avanti: legarci maggiormente alla realtà torinese, creando un nostro settore giovanile, investendo su scuole e sociale».
A fine stagione che cosa farà la famiglia Forni?
«Andremo avanti, ma al momento non sappiamo ancora con quali obiettivi. Valuteremo il budget a disposizione e vedremo su quali risorse contare. Non dimentichiamo che questa è una società giovane, anche se si chiama Auxilium. Io sono qui dal 2012. Ma siamo soddisfatti del percorso, dopo le critiche e dopo i momenti complicati come le dimissioni di due allenatori».
Sarà ancora Fiat Torino?
«Intanto lo sponsor ci ha fatto i complimenti, abbiamo ottenuto i risultati e coinvolto sempre più pubblico. A fine stagione si parlerà del rinnovo, c’è ancora tempo». Galbiati allenatore del futuro? «Ha tutto per diventarlo. Resterà a lungo con noi, assieme a Stefano, e ci darà ciò di cui abbiamo bisogno: la continuità… Finalmente». »

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