Finali Nazionali U15 femminile: intervista a coach Jogan

Matija Jogan è il coach della Pallacanestro Interclub Muggia, che ha vinto lo Scudetto 2015 Femminile Under 15.

Nei giorni rosetani abbiamo imparato a conoscerlo perché, dopo ogni vittoria (e le ha vinte tutte fino alla fine), riceveva il bacio della moglie e insieme a lei teneva i loro figli di 4 anni e 1 mese.

Dopo aver vinto la gara che valeva lo Scudetto, Matija Jogan si è presentato alla cerimonia di premiazione visibilmente commosso, non solo per il Tricolore vinto. Il motivo era nella maglia che teneva in mano, con la scritta “DRZ3N”, raffigurante “Il diavolo di Sebenico”, al secolo Drazen Petrovic, indimenticabile campione slavo purtroppo prematuramente scomparso.

Finita la premiazione, gli abbiamo chiesto conto di quella t-shirt che teneva in mano con cura, associandola allo Scudetto. Questa è stata la sua dichiarazione.

«Sono nato nel 1977, perciò avevo 8 anni nel 1985, quando Drazen Petrovic “era chi era”. Io mi sono avvicinato alla pallacanestro a quel tempo, grazie a Vanja e a Drazen. Vanja perché è mio fratello, Drazen per le sue gesta. Poi ho iniziato ad allenare e quando, nel 1993, Petrovic è venuto a mancare io avevo 16 anni. Mi è caduto il mondo addosso. Ma ho continuato e se adesso sono qui lo devo al suo ricordo, a mio fratello Vanja e a tanti altri che sono qui oggi. Drazen è stato il mio idolo. Per questo, dopo la sua morte, promisi a me stesso che un giorno avrei voluto esprimere la mia gratitudine in qualche modo verso questo grande giocatore, che non deve essere dimenticato da nessuno perché è stato il miglior giocatore europeo di tutti i tempi, oltre ad essere uno dei migliori del mondo. Ecco, io giurai a me stesso che un giorno avrei voluto dedicare alla sua memoria qualcosa di importante e ci sono riuscito oggi, dopo 22 anni. E non ho dimenticato di farlo, così come nessuno deve dimenticarsi di Drazen Petrovic. Oggi, siccome abbiamo avuto una bella cornice di pubblico, sentivo di dovergli questo tributo, portando la sua maglia in campo nella premiazione e dedicandogli il mio Scudetto».

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