FIP Lazio - In ESCLUSIVA il Presidente Martini: "Campionato diviso in Conference, si torna in campo solo con un protocollo"

FIP Lazio – Abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente del Comitato FIP Lazio per un’intervista esclusiva. Vi mostriamo l’agenda di Francesco Martini per il prossimo futuro.

Tante risposte attese dalle società, pochi strumenti per rispondere. La situazione della FIP a livello regionale FIP Laziopotrebbe riassumersi in questo modo. La sospensione dei campionati ha portato ad un effetto domino che ricade sui comitati regionali. Abbiamo provato a farci spiegare da Francesco Martini, presidente di FIP Lazio come uscire da questa situazione e come immaginarci la pallacanestro del futuro, a partire dal campionato regionale laziale.

Partiamo dalla notizia più fresca. L’addio di Claudio Toti alla Virtus Roma quanto influisce sul basket a livello regionale? Influisce tanto, non solo a livello regionale ma anche nazionale. Il principio del Presidente Toti è che ogni capoluogo di regione dovrebbe avere una squadra in massima serie. Di conseguenza il danno per il Lazio è notevole. Siamo la quarta regione nel basket dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, adesso delle 9 squadre che avevamo in Serie B ne rimangono 7, delle 4 in A2 ne rimangono 3 e ora anche questa notizia. Claudio Toti lo capisco, lui di soldi ne ha tirati fuori tanti e aiuti ne avuti pochi. Per la regione Lazio è sicuramente un danno.

Passando ai temi caldi del momento: le società hanno bisogno di risposte, a che punto siamo? Tutti pensano di sapere ma il Presidente Petrucci ha giustamente chiesto al Politecnico di Torino di sviluppare un protocollo per il basket, fino a che questo non arriva non possiamo fare niente. Altre federazioni hanno già dato delle disposizioni, ma questi non sono protocolli, sono soltanto sanatorie momentanee.

E come si potrà ricominciare allora? Quando noi ricominceremo lo faremo allenando i fondamentali in modo individuale e con qualche 3×3 con poco contatto, ma questo non sarà possibile prima della metà di luglio. La Protezione Civile ha già detto che la pandemia dovrebbe terminare il 15 luglio quindi chi può prendersi la responsabilità di partire prima quella data? Le società continuano a chiamarmi ma io devo dare sempre la stessa risposta: se non c’è un protocollo non posso muovermi. Ho chiuso anche il comitato regionale FIP Lazio perchè non me la sento di prendermi la responsabilità nei confronti dei collaboratori, ora siamo tutti in smart working e via.

Sono arrivate tante proposte, ha già deciso come saranno i campionati regionali? Sicuramente subiranno delle modifiche. Il campionato sarà basato sul modello Conference: faremo incontrare le squadre il più vicino possibile per abbattere i costi. Le società sono in difficoltà non avendo risposte né dagli sponsor e né dal settore giovanile, non si se e quanti ragazzi torneranno a giocare. La Federazione ha donato 700.000 euro complessivi da distribuire alle regioni e io ho provveduto a distribuirli alle società ma non possiamo fare altro. Siamo in stretto e costante contatto con tutti per trovare la soluzione migliore.

Quali sono i suoi poteri nell’organizzazione dei campionati e come intende utilizzarli? Il comitato regionale ha pieni poteri per quanto riguarda le formule dei campionati ma su altre cose no. Ad esempio la Federazione stabilisce il numero minimo di squadre partecipanti ai campionati: per la C Gold possono esserci dalle 12 alle 16 squadre, lo stesso vale per i campionati giovanili. Per il resto possiamo gestire il tutto come vogliamo. Ma il problema principale non sono i poteri quanto le responsabilità, che in questi casi non ricadono sulle società ma sulla Federazione. Io sono convinto che torneremo a giocare ad ottobre. Anche perchè, apparentemente, anche in giro, sembra sia tornato tutto alla normalità ma se dovesse essere scoperto un caso si tornerebbe al punto di partenza e io non posso prendermi questa responsabilità.

Crediti foto: Ufficio Stampa FIP Lazio
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Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.