Forlì, coach Valli: "Pazienza, condivisione e gioco di squadra. Così sto tormentando i ragazzi"

1-1 e palla al centro, ma ora l’Unieuro serve per il match. Potrebbe riassumersi così, ad oggi, il primo turno dei PlayOut tra la compagine forlivese e Scafati, serie ‘impattata’ nei due match disputati al PalaMangano con una vittoria a testa per le due contendenti. Occasione assolutamente da cogliere al balzo, dunque, per Forlì, quella che le si presenterà nelle prossime ore, vale a dire due sfide nel ‘catino’ amico del Palafiera per tentare di chiudere la serie senza dover far ritorno in Campania per una a dir poco insidiosa (eventuale) Gara5.

Scafati dall’altra parte, nemmeno a dirlo, non starà certo a guardare senza batter ciglio, a maggior ragione dopo il convincente successo di martedì scorso che ha riequilibrato la serie dopo il primo ‘sacco’ forlivese. Una prova di grande talento e solidità, quella degli uomini di coach Perdichizzi, abili a mettere in campo una difesa tignosa ed arcigna e mostrando tutto il proprio potenziale tecnico e balistico nella metà campo avversaria. Jackson è salito in cattedra con una prestazione da mattatore assoluto, Naimy – ben limitato in Gara1 – ha preso le misure alla ‘gabbia’ avversaria prendendo in mano le redini della propria squadra, ma notevoli grattacapi l’Unieuro li ha incontrati pure nel proprio pitturato, riuscendo a contenere solo a tratti le scorribande dei lunghi. Ammannato e Fantoni su tutti, ma anche Lupusor – già in forma smagliante quarantott’ore prima – sugli scarichi e l’utilizzo di Crow da “4” tattico si sono rivelati aggiustamenti fondamentale ed efficaci ai fini del risultato finale.

Va però detto che Forlì torna dal PalaMangano forse ancora più convinta dei propri mezzi, consapevole che, con il ritorno del fortino difensivo dei secondi 20′ di Gara1 ed una maggior intensità in fase offensiva, possa realmente avere tutte le carte in regole per poter tornare a fare la voce grossa davanti al proprio pubblico. L’Unieuro, del resto, anche nella sconfitta ha saputo tirar fuori tutta la propria grinta e la voglia di restare in gara, rimanendo aggrappata con le unghie e con i denti al punteggio senza mai staccare la spina “dando su” il match agli avversari. Fondamentale, in tutto ciò, sarà ritrovare la giusta energia fisica e mentale – per quanto possibile – nel giro di così poche ore tra un impegno e l’altro, con la speranza di non dover fare i conti con proibitivi stop fisici dell’ultim’ora. Piuttosto confortanti e tranquillizzanti, in tal senso, le notizie sul fronte Pierich ed Amoroso: i due saranno regolarmente del match.

L’appuntamento con Gara3 è dunque fissato nell’insolito orario delle 19:30 di venerdì 5 maggio (arbitri i signori Alessandro Tirozzi di Bologna, Gabriele Gagno di Spresiano e Fabio Ferretti di Nereto), in un Palafiera che si preannuncia “carico a mille” e, come sempre, pronto a far sentire il proprio supporto ed il proprio calore. Già ‘scollinata’ quota 1.800 tagliandi staccati per il primo dei due match casalinghi ravvicinati, in cui le tribune saranno colorate di biancorosso dalla prima fila del parterre agli ultimi posti del settore giallo con le speciali “sciarpe cartacee” #difendiamolA a formare un tutt’uno al fianco della squadra in questo decisivo finale di stagione.

Queste, infine, le parole di coach Giorgio Valli in sede di presentazione della partita: “Dovremo sopperire alla maggior profondità del roster dei nostri avversari con l’attenzione, l’intensità e anche con un pizzico in più di saggezza rispetto a quanto fatto finora. Dobbiamo giocare di squadra, passarci la palla… poi le giocate dei singoli possono segnare un epilogo, ma occorre pazienza nella costruzione della partita nel suo complesso. Scafati nelle prime due partite ha fatto scelte difensive precise su alcuni nostri giocatori. Bene, chi viene “battezzato” dalle scelte avversarie deve assumersi le proprie responsabilità senza paura. ‘Pazienza’, ‘condivisione’, ‘giocare da squadra’: con questi temi sto tormentando i ragazzi. In Gara1, risalendo da -17, abbiamo toccato con mano il fatto che queste partite durano 40′ nel vero senso della parola. Cosa mi aspetto dal pubblico? Affetto e partecipazione, come del resto è stato finora. Chi verrà al Palafiera a sostenerci credo proprio meriterà a prescindere di tornare a casa con un sorriso”.

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