Geofarma Mola-Cestistica Ostuni 57-70, Ostuni espugna il Pala Pinto e vola in finale

Termina qui l’avventura della Geofarma, Ostuni si impone anche in gara due di semifinale e chiude la serie 2-0. Meglio nella prima sfida il roster molese che questa sera è apparso troppo contratto, spesso nervoso e senza energie, fisiche e mentali. La Cestistica comanda la sfida da subito e non sente mai la pressione dei padroni di casa, arrivando anche a toccare i 30 punti di vantaggio, tardivo il tentativo di rientro con gli ospiti ad abbassare la guardia negli ultimi 10 minuti a giochi fatti.

Si conclude un percorso annuale tutto sommato positivo, è stata una stagione particolare, dalla prima volta degli americani, alla partenza al fulmicotone, alla crisi tecnica e di risultati, fino a giungere all’era Alba-Campanile, alla sentenza taglia-extracomunitari, alla rinascita nel finale di regular season con l’ottima appendice dei play off. Una stagione da metabolizzare e da cui attingere per farne tesoro ed esperienza da diluire nel prossimo campionato.

LA PARTITA

I quintetti sul parquet sono gli stessi di gara 1 ad Ostuni, giallo-blu con Mihailic, Calisi, Teofilo, Vranijkovic e Masciulli, Geofarma inizialmente nelle mani di Didonna, De Bellis, Ferilli, Prete, Musci. Per i primi due minuti si fa fatica carburare, da apripista fa Ferilli con una bomba ma è illusione perché Ostuni passa in fretta a comandare con Mihailic-Masciulli- Calisi ed accelera con un canestro da sotto di Vranijkovic smarcato da assist di Teofilo. E’ sull’asse Conversano-Maribor che Ostuni fa subito male, Mola invece fatica a farsi strada in area, Masciulli si fa spazio nel pitturato ed ancora Teofilo slalomeggia e appoggia al tabellone (7-21). Ci prova Prete a dare la sveglia, ma Mola pare troppo legnosa e subisce anche il punto numero 23 da una parabola fortunata di Masciulli, miglior realizzatore della prima frazione. In panca per i due minuti di ripasso tecnico si cerca di instillare una reazione, assist di De Bellis per Musci, dall’altra parte però è in vena Masciulli abile a conquistare centimetri preziosi sotto le plance ed allungare sull’11-25. Prima tripla Geofarma dalle mani di Didonna, poi due black-out, quello d’illuminazione che stoppa la gara per qualche minuto, e quello realizzativo di entrambe le compagini per due minuti, spezzato da Vorzillo, che timbra ancora subito dopo, imitato da Musci. Geofarma senza contromisure e spesso a forzare possessi importanti sul finale di primo tempo (15 palle perse totali) nel tentativo di limare il ritardo. Tecnico a Vorzillo colto in protesta plateale dopo fallo su Musci, tre liberi e possesso che i padroni di casa sciupano mentre Ostuni chiude il primo tempo con un canestro di Calisi, indisturbato nell’area e il solito rintocco di Vranijkovic imbeccato da assist di Teofilo (22-37).

Tripla di Pavone subito in avvio di terzo parziale, cresce la speranza, Calisi in contropiede blocca un parziale di 6-0 Mola, De Bellis morbido dall’arco, Vranijkovic però castiga dalla mattonella dei 6,75 (28- 45).E’ il momento in cui si chiude la sfida, Ostuni archivia la pratica: Mihailic puntella, a Prete saltano i nervi e rifila un calcio a Manchisi, espulsione. Gli ospiti rimpinguano dalla lunetta e chiudono a doppia mandata il match con la tripla di un incontenibile Masciulli (29-50). Manca ancora più di un intero quarto alla fine, a referto anche Tanzarella mentre il vantaggio esterno tocca i i 30 punti, la Geofarma prova a rendere mene amara la resa e trova il canestro di Susca e quelli di un Musci indomito (17), Masciulli però non si ferma e infila quattro nuovi punti in chisura di terzo quarto (36-58) Parziale di 10-0 Geofarma nel momento in cui Ostuni abbassa la guardia, gli ospiti però tengono Didonna e compagni sempre a distanza di sicurezzaa e vanno a prendersi tre lunette con Mihalic, per l’ufficialità alla vittoria. Si chiude con la squadra di casa a ricucire parzialmente lo strappo, Ostuni è in finale ed è giusto così, alla squadra molese l’applauso del numeroso pubblico accorso anche in questa infrasettimanale al Pala Pinto.

Comunicato a cura di Donatello Biancofiore

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