Germani Basket Brescia, coach Andrea Diana sulle dichiarazioni di Davide Bruttini

In questo periodo così positivo e ricco di soddisfazioni per la squadra e la società sono molto dispiaciuto nel leggere le parole di Davide (riportate nell’edizione odierna del Giornale di Brescia, ndr). La scorsa estate, qualche giorno dopo la vittoria del campionato, gli proposi di rimanere in squadra con l’intento di premiarlo per l’annata che aveva fatto. Da uomini di basket quali siamo entrambi – e non da poco tempo – pareva evidente che il suo ruolo non sarebbe stato lo stesso e che come undicesimo il suo minutaggio si sarebbe sensibilmente ridotto. Ma Davide accettò, cogliendo questa come un’opportunità per affacciarsi a un campionato così ambizioso.

L’importanza di un giocatore non si misura solamente con i minuti spesi in campo, ma soprattutto dalla qualità del tempo dedicato alla squadra e agli allenamenti. Non ho mai nascosto l’importanza del gruppo e del lavoro di insieme, per questo ritenevo importante la presenza di Davide, perché avrebbe saputo portare qualità laddove fosse necessaria. E quando si accetta un contratto con un ruolo come questo, si deve onorare, nel rispetto dei propri compagni e della società.

Non accetto che si dica che non ho mantenuto i patti. Credo invece che la correttezza risieda nel fare ognuno al meglio il proprio lavoro. Non ho fatto promesse non mantenute, come non ho mai nascosto quanto il suo minutaggio sarebbe stato diverso. Non nullo, ma rapportato alle singole partite. Difatti nella prima parte di questo campionato Davide ha giocato 14′ ad Avellino e 13′ contro Cantù, rimanendo in campo più di Cittadini e a volte anche al suo posto. Ha giocato 6′ a Brindisi in una partita determinante, è entrato in campo con Reggio Emilia e a Caserta. Un giocatore che negli ultimi anni è sempre partito dalla panchina in A2 dovrebbe esserne orgoglioso e non al contrario rifiutarsi di entrare, come è successo durante la partita in casa contro Cremona.

Desidero nella mia squadra dei lavoratori motivati, do e di conseguenza pretendo rispetto e correttezza e non ammetto spazio per certi comportamenti. Mi complimento con la società che con molto coraggio ha deciso di liberare il giocatore, pur lasciandoci in difficoltà, ma mettendo comunque la parola fine a questa vicenda che ha tolto tempo ed energie preziose al nostro lavoro”.

Andrea Diana
Coach del Basket Brescia Leonessa

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