"Sogno l'A2 con questi colori e un PalaBarbuto come nel 2006": la Napoli di Andrea Barsanti

Ferito e arrabbiato, ma corretto. Infortuni e rimpianti, tanti, ma affrontati col sorriso di chi sa costruirsi sempre un’opportunità. L’esperienza del veterano ma uno spirito mai domo, in campo e non solo. Andrea Barsanti è la dinamo inesauribile di un Cuore Napoli Basket, che come lui sintetizza aspetti all’apparenza inconciliabili. <<Dicevano che se ne avessimo vinte cinque sarebbe stato un grande risultato. Alla fine cinque sono state le partite che abbiamo perso>> racconta la guardia, quando ripensa ad una stagione incredibile, in esclusiva a TuttoBasket.

Andrea Barsanti, a 31 anni sta vivendo una delle migliori stagioni della sua carriera.
<<E’ vero, siamo riusciti addirittura a vincere la Coppa Italia. E’ un’annata paragonabile soltanto a quella che ho vissuto a Lucca, e per me che sono lucchese fu un campionato ancora più sentito, vinto finendo terzi durante la stagione regolare. Ma quella era una squadra allestita per vincere, Napoli invece era quasi una scommessa.>>

Come è riuscita la dirigenza a convincere un giocatore esperto come lei ad unirsi ad un progetto con tante incognite?
<<Ho sempre avuto in mente quel PalaBarbuto pieno, che impazziva per la sua squadra nel 2006. Dopo tutti quei fallimenti era normale avere dei dubbi. Poi ho saputo che il presidente Ruggiero è una persona vera, onesta e perbene. Mi hanno voluto molto, ho parlato con il coach, con il direttore Corvo e con Roberto (Maggio, ndr) e mi hanno trasmesso la voglia di far rinascere una piazza così importante.>>

Il Cuore Napoli Basket sta lottando per una promozione in A2. Si sente pronto a riprovarci in una categoria superiore?
<<E’ una sfida che mi stimola. L’ho fatta soltanto a Lucca, in una stagione che si rivelò sfortunatissima. Un infortunio procuratomi a casa al crociato mi tenne fuori per diversi mesi e appena rientrato la società fallì. Ma questi eventi non mi hanno abbattuto, anzi: mi hanno dato la forza di crederci ancora di più. Sono curioso di mettermi in discussione anche in questo contesto.>>

La coesione del gruppo è decisamente palpabile.
<<Assolutamente. Ne ho parlato spesso con Maggio. Basti pensare che dopo ogni canestro, tutta la panchina si alza, sventola asciugamani, esultano come se lo avessero segnato loro. Le assicuro che non è una cosa che si vede sempre. E’ la nostra forza.>>

Gara-2 con la Virtus Cassino l’ha vista protagonista di uno scontro di gioco abbastanza duro con Biagio Sergio (nella foto). Come sta ora?
<<Mi hanno dovuto mettere cinque punti, quindi dobbiamo aggiornare il risultato (ride, ndr). Erano tre, poi sono stati necessari altri due perché continuavo a perdere sangue. Ma sto bene adesso. Sapevamo che Cassino gioca un basket molto fisico e di contatto.>>

La Napoli della palla a spicchi ha paura di affezionarsi, ma grazie a voi ha ritrovato la fiducia. La avvertite, una responsabilità così importante?
<<Sì ma non sottoforma di pressione. Questo affetto ci carica. Al di là delle frasi fatte sul pubblico come sesto uomo, posso garantire che tutto questo infonde un’adrenalina che non fa sentire nemmeno il dolore. Se non avessi perso tanto sangue, ad esempio, non mi sarei nemmeno accorto di essermi infortunato due giorni fa. Quando siamo entrati in campo, il colpo d’occhio di un palazzetto così gremito ci ha galvanizzato. Per non parlare di tutti i messaggi d’affetto e di sostegno che sto ricevendo via social.>>

La Napoli di Andrea Barsanti

Ci racconti la sua Napoli.
<<Non abito in centro, ma a Pomigliano. Tuttavia, sono stato in diversi siti: la Napoli Sotterranea, il centro storico, gli scavi di Pompei: tutti meravigliosi. Devo visitare ancora le isole e il Vesuvio, però. Appena riuscirò a ritagliarmi una mezza giornata, mi organizzerò una gita.>>

Cosa le è piaciuto maggiormente?
<<Spaccanapoli, è incredibilmente affascinante. Ormai le metropoli hanno dei tratti piuttosto simili, gli esercizi commerciali appartengono alle solite catene. Invece quel dedalo di strade che si congiunge in una, dove magari c’è la gente che ti ferma per offrirti da mangiare, tutte quelle botteghe: credo che sia questo il volto più bello della città.>>

Quanto è dura essere lontano dagli affetti?
<<Molto, e io sono fortunato che sono a poche ore di treno da Firenze. Mi pesa essere così lontano dalla mia fidanzata. Siamo insieme da quattro anni e ho la fortuna di averla accanto anche così. Il suo carattere mi permette di vivere serenamente un’esperienza del genere. Ed è un aspetto fondamentale.>>

Ma Andrea Barsanti è un bravo fidanzato?
<<Lo spero (ride, ndr). Ogni volta che ho potuto, in questa stagione, ho preso il treno per stare una mezza giornata a casa. Quindi rientravo subito dopo per essere pronto all’allenamento del giorno successivo. Purtroppo in questo periodo è molto più complesso allontanarsi.>>

E’ prematuro parlarne, ma si vede l’anno prossimo con questi colori?
<<Sarebbe il massimo conquistare l’A2 con Napoli e rimanere. Sto bene qui, è un gruppo affiatato, la qualità dello staff e della società costituiscono il contesto ideale per lavorare. Se mi chiedessero di restare, non potrei mai dire di no.>>

 

 

 

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SALVATORE MALFITANO Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone