Intervista esclusiva al diesse della Virtus Arechi Salerno, Pino Corvo: "Il nostro obiettivo è crescere ancora"

E’ noto a tutti che dietro ad ogni organizzazione sportiva che si rispetti c’è sempre almeno un professionista che opera ininterrottamente per far sì che il progetto che è incaricato a costruire conosca un’ascesa in grado di soddisfare – e magari persino entusiasmare – proprietà, addetti ai lavori e supporters.

Andando a sostituire l’espressione “organizzazione sportiva” sopra citata con la sigla Virtus Arechi Salerno ed operando il medesimo procedimento con la dicitura “professionista” – depennata per far spazio al nome del protagonista di questo contributo – il teorema risulta pienamente dimostrato.

Il nome in questione è ovviamente quello di Pino Corvo, direttore sportivo del sodalizio salernitano caro al patron Nello Renzullo ai nastri di partenza del secondo campionato consecutivo in Serie B.

Il progetto Virtus Arechi Salerno, nel corso del suo “anno zero”, ha ridestato lo straordinario eppure da troppo tempo sopito entusiasmo di una piazza che aveva drammaticamente smesso di respirare pallacanestro.

Nella stagione scorsa tuttavia, grazie al lavoro di una società seria e determinata in perfetta simbiosi con la forza d’animo di un gruppo di atleti in grado di gettare il cuore oltre l’ostacolo, le cose sono cambiate e l’impressione è che, proprio da quell’entusiasmo ritrovato, i salernitani possano e vogliano ripartire per fare grandi cose.

Di questo e  tantissimo altro abbiamo avuto modo di parlare – in esclusiva ai nostri microfoni – con il deus ex machina della compagine granata; reduce dall’ennesima, straordinaria esperienza agli Europei Maxi Basket disputati in terra slovena e conclusi con una medaglia d’argento (gli Azzurri sono stati sconfitti in finale dal Montenegro col punteggio finale di 76-63 ma il protagonista in questione non ha potuto prendere parte alla partita più importante della kermesse a causa di un infortunio al ginocchio e chissà  con lui in campo – che per la cronaca ne infilava 25 di media a partita senza troppo soffrire – cosa sarebbe successo…) Pino Corvo si è reso disponibile a fare il punto della situazione proprio in casa Virtus Arechi Salerno.

Chi meglio di lui, in fondo, per parlare di passato, presente e futuro di una realtà sportiva che ha appena iniziato a stupire e non vuol certo saperne di fermarsi.


L’intervista

– Impossibile non iniziare dall’esperienza da cui sei reduce, ovvero, gli Europei Maxi Basket vissuti da protagonista in terra slovena. Una competizione importante che ti ha visto ancora una volta mattatore assoluto prima dello sfortunato incidente che ti ha costretto a non prendere parte alla finale con il Montenegro. Nonostante questo, il gruppo azzurro porta a casa un altro grande risultato, ovvero, un argento europeo che lascia ben sperare per le prossime manifestazioni internazionali. Qual’è il tuo commento in merito a questa esperienza?

«Innanzitutto, mi preme sottolineare di aver preso parte ad una splendida manifestazione all’interno della quale non mancano mai entusiasmo, divertimento e tanta passione. Ci ritroviamo con grande piacere e continuiamo a lottare per obiettivi prestigiosi considerando che riusciamo ad arrivare quasi sempre fino in fondo.

Mi è dispiaciuto – dal punto di vista personale – per l’infortunio perché mi stavo esprimendo al meglio riuscendo ad essere il miglior realizzatore con 25 punti di media a partita. Sul più bello, purtroppo, c’è stato questo infortunio che mi ha costretto a saltare la finale nella quale siamo usciti sconfitti per mano del Montenegro, una squadra che ritengo fosse certamente alla nostra portata.

Ad ogni modo, siamo stati capaci di conquistare un argento molto importante che ci da’ una buona iniezione di fiducia in vista del Mondiale in Finlandia in programma il prossimo anno»

– Rimanendo ancora per un attimo sul passato recente prima di immergerci nel futuro, inizierei a parlare della Virtus Arechi Salerno partendo proprio dalla grande stagione vissuta al vostro battesimo del fuoco in Serie B. Si è trattato certamente di un campionato esaltante nel corso del quale siete stati in grado di competere con autentiche corazzate del calibro di San Severo, per dirne una. Nell’annata in questione avete avuto il coraggio di fare scelte importanti in momenti topici. E’ stato questo o cos’altro a fare la differenza e a rendervi una delle migliori compagini dell’intero campionato?

«Indubbiamente essere stati in grado di operare con oculatezza e convinzione in certi momenti è stato importante perché non era facile ne’ scontato. A mio avviso, d’altra parte, a fare la differenza lo scorso anno è stato il processo di costruzione di una organizzazione societaria. Abbiamo lavorato su un’identità comune e lo abbiamo fatto con un presidente che è il primo ed unico investitore in questo progetto. La sua presenza è decisiva perché affida a ciascuno dei compiti ed i ruoli in seno alla società sono ben definiti.

Lavorare in questo modo, ovvero con un patron che ti da’ anche la possibilità di scegliere e magari sbagliare, fa tutta la differenza del mondo. Forse la nostra forza è stata proprio quella di essere partiti da zero e di essere entrati con determinazione in un tessuto cittadino dove la pallacanestro mancava da tempo. Abbiamo chiuso la stagione con il PalaSilvestri stracolmo e tanti bambini lì a riempire in ogni ordine di posto le gradinate del palasport. Questo era il nostro obiettivo iniziale e direi che lo abbiamo raggiunto alla grande.

Siamo stati capaci di riportare entusiasmo, diventare credibili e costruire qualcosa di importante per il futuro che sarà. Ripeto, alla base di tutto c’è una società solida che intende migliorarsi di anno in anno ed  è esattamente quello che intendiamo fare anche nella stagione ormai alle porte»

– Proprio alla luce della grande annata vissuta, quali sono i propositi e gli obiettivi della Virtus Arechi Salerno per la prossima stagione?

«Il nostro unico obiettivo è proprio quello di migliorarci e di farlo sotto tutti i punti di vista. Vogliamo crescere ulteriormente in termini di organizzazione, squadra, progetti ed obiettivi. Stiamo cercando di creare sinergie con tutte le squadre salernitane, abbiamo degli accordi già concretizzati sia con la Scuola Basket Salerno che con la Pallacanestro Salerno del presidente Sorgente.

Inoltre, ci sono delle situazione in divenire con Hippo Basket e Pastena affinché tutte questa realtà possano confluire in questo progetto che vuol fare da fulcro e traino per tutti i giovani salernitani che vogliono giocare a pallacanestro. Il nostro obiettivo è esattamente questo.

Per quanto concerne le strutture? Nell’immediato futuro c’è la volontà di costruire un palazzetto di nostra proprietà ed il presidente sta lavorando tanto anche in questo senso. Finora abbiamo avuto diversi incontri con l’amministrazione comunale che si è messa a piena disposizione e ha già individuato un’area in cui potremmo edificare il palasport. L’amministrazione comunale, con l’assessore Caramanno in testa, è molto vicina al nostro progetto e di questo siamo estremamente grati»

– E’ ora il momento di fare il punto sul mercato della Virtus. In questa offseason, ad opinione condivisa di tanti addetti ai lavori, siete una delle compagini che si è mossa meglio e con maggior tempismo per quanto concerne le trattative. Avete raggiunto accordi importanti con giocatori del calibro di Maggio, Tortù e Diomede. Quali saranno i prossimi movimenti in entrata atti a completare il roster a disposizione di coach Menduto?

«La squadra è praticamente completata. Nelle prossime ore arriverà l’ufficialità dell’under che andrà a completare il pacchetto dei lunghi. Si tratta di Andrea Antonaci, giocatore lo scorso anno a Scafati in A2 che sarà il nostro cambio  di Paci in uscita dalla panchina. Parliamo di un altro giocatore giovane ma decisamente importante con trascorsi da segnalare anche alla Stella Azzurra.

Inoltre, stiamo lavorando anche su altri profili under interessanti considerando che il prossimo anno prenderemo parte per la prima volta ad un campionato di Eccellenza giovanile che disputeremo in collaborazione con la Scuola Basket Salerno e con le altre realtà che vorranno affiancarci. Saremo noi a fare da chioccia a questo gruppo di società e devo dire che stiamo cercando, anche se in ritardo, di allestire una squadra per un campionato Eccellenza Under 18.

Si tratta di una competizione interregionale sin dalla prima fase per cui caratterizzata anche da un certo dispendio in termini economici e stiamo cercando ragazzi che possano essere funzionali al nostro progetto. Stiamo valutando, in tal senso, due ragazzi slavi che potrebbero fare la formazione con noi e diventare italiani così da rappresentare la nostra base per un futuro fatto di giovani salernitani o comunque tesserati di nostra proprietà.

Insomma, stiamo lavorando scrupolosamente su ogni aspetto. Abbiamo anche investito su un nome importante per quanto concerne il settore giovanile assicurandoci le competenze di un ottimo tecnico che lo scorso anno era assistente a Scafati in serie A e che ha fatto bene sia ad Avellino che ad Agropoli.

Sto parlando di Alessandro Marzullo che sarà il responsabile del settore giovanile, siederà in panchina con l’under 18 ma gestirà tutti i gruppi che andremo a costruire. Si tratta, insomma, di progetti ambiziosi che stiamo cercando di costruire un passo alla volta ma con una visione ben chiara che vede la crescita dell’organizzazione societaria e della squadra andare di pari passo»

– Il vostro è stato un mercato molto vivo sin dalle prime battute tra addii dolorosi (Bartolozzi, Pietrazzuoli e Sorrentino) e soprattutto colpi pirotecnici in entrata. A questo proposito, uno degli innesti più importanti è senza dubbio quello di Roberto Maggio, giocatore che conosci benissimo in virtù dei meravigliosi momenti che avete trascorso insieme in quel di Napoli. Com’è andata la trattativa che lo ha portato a Salerno e cosa può darvi un giocatore del suo calibro in vista della prossima stagione?

«Roberto è un mio pupillo e sono davvero contento del suo approdo a Salerno. In primis, devo dire che le operazioni in entrata relative ai tre over sono tutte quanto mai mirate in quanto volevamo migliorarci in quei determinati ruoli – non perché Sorrentino, Di Prampero e Bartolozzi fossero da meno – dal momento che in ogni stagione si cerca di alzare l’asticella anche in funzione delle proprie esigenze e delle proprie visioni. Diomede è un giocatore che questo campionato lo ha già vinto e che ha acquisito notevole esperienza sebbene sia ancora giovane. Tortù potrebbe essere la sorpresa del campionato perché è un ragazzo in completa ascesa che lo scorso anno, tra l’altro, è stato miglior realizzatore ed ha accettato molto volentieri il nostro progetto.

In quanto a Roberto posso dire che si tratta della ciliegina sulla torta, il leader fuori e dentro il parquet che cercavo sin dallo scorso anno. E’ un ragazzo che conosco bene e di cui apprezzo molto il carattere dal momento che sa gestire la squadra e darà senz’altro una grossa mano, insieme a Cucco, a tenere unito il gruppo. Lui ha accettato la nostra proposta con grosso entusiasmo preferendo noi ad altre società più blasonate che molto probabilmente gli avrebbero potuto garantire anche contratti ben più remunerativi.

Invece, ha deciso di sposare il nostro progetto in virtù di una grossa fiducia reciproca che c’è tra me e lui ma anche perché ha capito quanto il nostro progetto sia credibile ed importante»

–  In termini di riconferme (capitan Cucco, Sanna, Paci e Leggio) l’impressione è che abbiate voluto preservare l’ossatura dello scorso anno al fine di garantire un inserimento più rapido ai nuovi arrivati. Ripartire da questo zoccolo duro può essere un vantaggio per la Virtus che verrà?

«Assolutamente sì, è proprio questo il nostro intento in tal senso. Non abbiamo voluto stravolgere l’organico in quanto, a mio avviso, abbiamo disputato un ottimo campionato nella nostra prima esperienza in B. Siamo stati molto soddisfatti dei risultati ottenuti e non sarebbe stato giusto smembrare una squadra che aveva fatto così bene.

Abbiamo cercato sul mercato giocatori che potessero fare al caso nostro e che potessero bene integrarsi nel progetto tecnico e tattico su cui lavoriamo in simbiosi con l’allenatore. Speriamo di essere riusciti a migliorare ulteriormente una squadra che aveva già fatto grandi cose lo scorso anno inserendo dei giocatori con caratteristiche tanto tecniche quanto caratteriali che possoano farci fare quel salto di qualità che noi tutti agogniamo»

– Sempre in vista della prossima stagione, è ormai certa la presenza nel girone D del campionato di Serie B anche di Napoli, una piazza a cui sei particolarmente legato visti i tuoi trascorsi. Che idea ti sei fatto sulla squadra che prenderà parte alla competizione e cosa significa per te ritrovarti in un girone con realtà che significano così tanto dal punto di vista emotivo quali Napoli appunto e Battipaglia?

«Sicuramente il campionato ormai alle porte sarà bellissimo ed entusiasmante in quanto è cresciuto il livello tecnico e ci sono società storiche che ad esso prenderanno parte come Napoli, Caserta, Reggio Calabria e Barcellona. Con ben cinque derby, poi, non mancheranno di certo le emozioni e le partite punto a punto, tutte da vivere anche e soprattutto per i tifosi.

Per quanto riguarda Napoli, al momento è ancora ferma ma so che a breve ci sarà un cambio di società con un nuovo entourage pronto a rilevare le azioni del Cuore Napoli Basket. Si tratterà senz’altro di una società ambiziosa che vorrà vincere per cui sarà anche questa un’altra compagine costruita per vincere. Sicuramente l’emozione sarà tanta nell’affrontare sia Battipaglia che Napoli considerando che nel caso di quest’ultima, visti i calendari, giocheremo lì  proprio il giorno del mio compleanno»

– Hai parlato dei calendari che sono stati diramati proprio nelle ultime ore. A voi il Fato ha riservato un inizio non certo favorevolissimo considerando il doppio derby con Caserta e Napoli all’esordio e le successive trasferte su campi tradizionalmente ostici quali Catania e Palestrina. Qual’è il tuo commento in tal senso?

«Si tratta di un inizio di campionato sicuramente molto duro che, tuttavia, non deve spaventarci bensì motivarci ulteriormente al fine di iniziare col piede giusto confrontandoci con avversari di primissimo livello. Alla fine, si sa, le squadre vanno affrontate tutte.

Certo, sarebbe stato meglio esordire con test meno probanti ma sono certo che quest’anno di partite facili non ce ne saranno affatto perché il livello complessivo è davvero molto alto. Ragion per cui, tutto sommato, iniziare con le pretendenti più quotate alla vittoria finale sarà per noi anche un buon banco di prova per valutare la nostra condizione e di che pasta siamo fatti»

– In vista della prossima stagione prima parlavi – in termini di obiettivi – di crescita e miglioramento. Ma, dal punto di vista pratico, quali sono le ambizioni della Virtus Arechi in vista del campionato ormai alle porte?

«Migliorarci vuol dire cercare di andare più avanti rispetto a quanto fatto lo scorso anno. Arrivare in finale, raggiungere Montecatini sarebbe un sogno per noi. Il nostro obiettivo è crescere ancora…»

– Per concludere, dall’alto della tua esperienza, quali società credi si siano finora mosse meglio in questa offseason e che idea ti sei fatto delle altre compagini campane che prenderanno parte al campionato?

«Credo che la regina del mercato sia Caserta senza dimenticare Palestrina che ha anch’essa allestito un organico di primissimo livello. Alle spalle di costoro,  farei i nomi di Valmontone e Reggio Calabria. Per quanto concerne le altre campane devo dire che tanto Pozzuoli quanto Battipaglia – che ha preso il nostro Petrazzuoli – si stanno muovendo molto bene e potranno senz’altro fare un’ottima figura. Si tratta di compagini ben allestite che daranno filo da torcere a tutti.

Quest’anno, insomma, ogni partita sarà una guerra e non ci sarà mai una sfida scontata per cui sarà nostra premura farci trovare sempre e comunque pronti per superare le insidie che certamente non mancheranno nel percorso che ci accingiamo ad intraprendere».

 

 

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About The Author

Carmine Lione Carmine Lione è uno scrittore e giornalista freelance, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Attualmente iscritto al Corso di Laurea in “Lingue e Culture Straniere” presso l'Ateneo di cui sopra, ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui zerottonove.it. Ha ricoperto l'incarico di Capo Addetto Stampa della società cestistica Polisportiva Battipagliese ed attualmente presta la sua voce per le telecronache del Basket Bellizzi in onda su LiraTv e del Salernum Baronissi per l'emittente SeiTv. Per quanto concerne la scrittura, nel corso della sua esperienza artistica, ha pubblicato due opere: “Tempi Moderni”, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo e “Luce al neon”, primo romanzo autopubblicato.