Maggio a TuttoBasket: "Capitano a Napoli, un sogno! Vi racconto il mio Cuore"

A legger le Sacre Scritture, era dura la vita del profeta in casa propria. Roberto Maggio, invece, fa eccezione nella sua Napoli. Dopo un lungo girovagare per l’Italia, arriva la chiamata che aspettava, con un compito ancor più ambizioso. Nessuno però avrebbe mai immaginato che il Cuore avrebbe centrato il colpo grosso al primo tiro. Quindi, dopo una stagione che ha visto i napoletani conquistare la promozione in A2 e la Coppa Italia di categoria, Maggio può godersi una meritata vacanza. <<A dir la verità, non ne farò proprio. Ho dovuto declinare diverse proposte per viaggi e roba simile. Devo curare la caviglia, durante l’anno ho forzato in diverse occasioni>>. Prima la squadra, insomma: un capitano esemplare, che si racconta in esclusiva a TuttoBasket.

E così si ritroverà in A2, un contesto nuovo anche per lei. Altro che nemo propheta in patria.
<<E’ un bel campionato e non vedo l’ora. Ci saranno nuovi avversari, i giocatori americani, in generale ci rapporteremo ad un altro modo di vedere il basket e sarà emozionante. Ne parlavo con i miei amici pochi giorni fa, sono napoletano e capitano della squadra della mia città, che sta per affrontare una stagione di A2. E’ un sogno che si realizza. In realtà il vero sogno sarebbe giocare in Serie A, ma possiamo dire di essere davvero a buon punto.>>

Se ci pensa, l’anno scorso partivate un po’ come ora: una squadra su cui nessuno avrebbe puntato e che alla fine ha vinto tutto.
<<Il gruppo è cambiato, ci sono diverse novità. Ma la passata stagione è stata davvero incredibile, molti ragazzi venivano da quell’Agropoli che aveva vinto il campionato di Serie C ed erano alla prima esperienza in B. Se lo vogliamo definire miracolo e ci è riuscito una volta, non è detto che non possiamo ripeterci.>>

Il suo rinnovo col Cuore Napoli Basket è apparso uno di quelli più scontati. Oltre a questa, quali richieste le sono arrivate?
<<Non posso dire chi mi ha cercato, ma mi sono arrivate diverse proposte per disputare la Serie B con legittime ambizioni di promozione. Tuttavia, qui ho tutto quello che voglio, sia dal punto di vista professionale che da quello umano. Quindi perché cercare altro?>>

Non è avvenuto tutto in tempi rapidi come ci si aspettava però.
<<Ci sono state novità, anche a livello dirigenziale. E’ arrivato Vincenzo Ruggiero che sta già lavorando benissimo, prendendo giocatori funzionali al gioco di Ponticiello. Alla fine dovevamo soltanto definire pochi dettagli sul mio contratto. Anche perché già durante l’anno avevo avuto un confronto con la società in cui avevamo deciso di voler continuare insieme.>>

A proposito di mercato, stanno arrivando diversi nuovi innesti. Carter e Vucic sono già avvolti da molta curiosità.
<<Compresa la mia, dal momento che ho potuto ammirarne le giocate soltanto nei video. Poi ci penserà il coach a farceli conoscere a dovere. So che sono degli acquisti mirati, utili ai piani dello staff tecnico.>>

In due giorni sono stati presi Mascolo e Fioravanti, invece. Le piacciono?
<<Assolutamente, sono due ottimi giocatori. Bruno l’ho visto in A2 quando ho avuto modo di guardare le partite in televisione, ci aiuterà. Non fatemi più domande del genere, però: sono nuovo anche io per questa categoria (ride, ndr).>>

E’ stato un periodo di addii. Che ne dice se ci racconta un episodio legate ad alcune personalità? Io comincerei da Pino Corvo.
<<E’ da premettere che è una persona eccezionale. Era più di un semplice dirigente, per noi guidava anche i pulmini con cui ci spostavamo. In questi casi lo facevamo impazzire per il chiasso che facevamo. Una volta ad un casello ricordo che mentre eravamo fermi lo guardavano malissimo per la confusione che si avvertiva. Ma ce ne sarebbero tante altre ancora, alcune che però non si possono raccontare.>>

Allora ce ne dica un’altra di quelle che possiamo divulgare.
<<Eravamo in viaggio e dovemmo tornare agli appartamenti dei nostri compagni perché Barsanti aveva dimenticato le chiavi. Abbiamo dormito in 8-9 nella stessa casa, con i giubbini addosso. Io ero sul divano e anche lui dovette sistemarsi così insieme a noi. Che esperienza!>>

E cosa ci dice su Andrea Barsanti?
<<Basterebbe dire ‘Psycho’. Andrea è Psycho.>>

Tutto qua?
Dopo diverso tempo in silenzio, a pensare qualche aneddoto meno scabroso da raccontarci, tra una risatina e un “Eh, ma questo non lo posso dire!”, a Maggio sovviene un ricordo. <<Devo ringraziarlo perché se canto col megafono con i tifosi è merito suo. Ebbi questa idea ma non trovavo mai il modo di metterla in atto. Alla partita successiva, andò a prendersi il megafono dagli ultras, me lo piazzò in mano e mi disse: “Vai , è il tuo momento!”.>>

Adesso le tocca dirci qualcosa legata a Njegos Visnjic.
Anche in questo caso, prima un silenzio, lunghetto. <<Quante cose ci sarebbero. Oltre a ciò che ha fatto in campo, è sempre stato parte integrante di questo gruppo. Non è una cosa scontata, perché ha 38 anni e una famiglia. Invece non si è mai perso un’uscita di squadra, ed è un personaggio incredibile. Se devo essere sincero, non me lo sarei mai aspettato così.>>

Rivedremo anche quest’anno i ‘Maggio Boys’ al suo seguito? Quegli amici l’hanno seguita anche a Montecatini.
<<Chissà, giocheranno anche loro e incrociarsi sarà più difficile. De Salsi ha ripreso, Smorra è con Murolo ad Isernia, poi c’è Orsini. La promozione comunque mi ha fatto ritrovare tante persone che non sentivo da tempo, è stato bello ricevere tutto quest’affetto e riprendere vecchi rapporti.>>

Con l’augurio sincero a Roberto Maggio che i futuri risultati sportivi gliene possano far ritrovare altri e intrecciare di nuovi.

 

 

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SALVATORE MALFITANO Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone