Intervista ESCLUSIVA - Parla Peppe Poeta: "Deluso per l'esclusione, ma ci può stare. Il talento sarà la nostra arma in più per gli Europei"

Ogni nuovo inizio ha sempre bisogno di una celebrazione particolare, e per TuttoBasket cerimoniere migliore non poteva esserci. La nostra nuova stagione riparte con un’intervista esclusiva ad uno dei giocatori più rappresentativi della pallacanestro italiana degli ultimi venti anni, un cestista che tra l’Italia e la Spagna ha scritto pagine indimenticabili della storia di ogni società nella quale ha giocato, oltre che della sua personale: Giuseppe Poeta, playmaker con oltre 100 presenze nella Nazionale Italiana. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente qualche giorno dopo l’esclusione dai dodici per gli Europei di Berlino, per parlare con lui non solo dell’imminente rassegna continentale, ma anche della sua esperienza iberica e del ritorno in Italia per vestire la canotta dell’Aquila Trento.

Peppe, partiamo subito con la domanda cattiva: come ti senti dopo il taglio per gli Europei?

C’è delusione, come credo normale che sia per chiunque si fosse trovato nella mia situazione. Ho lasciato il mio gruppo, un gruppo di amici. Ci tenevo a far parte della spedizione, però so di aver dato tutto durante la preparazione. Sono reduce da un anno difficile in cui ho giocato poco per infortunio, per questo ci può stare la mia esclusione, mentre, invece, tutti gli altri convocati hanno disputato un grande campionato. Ti ripeto, fa parte del gioco: due anni fa sono partito io per la Francia e altri sono rimasti a casa, ora è toccato a me. La decisione di coach Pianigiani è stata dettata da motivazioni sia tecniche che tattiche; il nostro gioco si basa soprattutto sull’utilizzo delle guardie, per questo si è preferito dare spazio ad altri giocatori ed io ho accettato la decisione con tranquillità”.

Hai avuto diverse settimana per tastare il polso della nostra Nazionale: come hai visto i tuoi compagni durante la preparazione?

Devo dire la verità molto bene; sono pronti per questo appuntamento, tutti vogliamo far bene e sono spinti da un obiettivo comune. E’ pur vero che manca qualcosa dal punto di vista del vissuto tecnico-tattico: si allenano insieme da poco tempo e lo hanno fatto per ancor meno tempo. Sotto questo aspetto sono “inesperti” rispetto ad altre nazionali che giocano assieme da tanti anni, ma per ciò che riguarda il talento e la voglia di fare credo che non siano secondi a nessuno, e con questo possono sopperire tranquillamente a qualsiasi mancanza”.

C’è grande pressione su una Nazionale che è stata definita come la più forte degli ultimi venti anni. Secondo te questa situazione può essere un problema o uno stimolo?

La pressione c’è, è senza dubbio, ma sono tutti cestisti abituati a conviverci: Belinelli e Datome hanno lottato per il titolo NBA, Gentile è il più giovane capitano che una piazza importante come Milano abbia mai avuto e Bargnani è stata prima scelta nel draft NBA del 2006, per questo non penso che ci siano problemi per ciò che riguarda il controllo della pressione. Quello che succede fuori, poi, deve contare il giusto, senza essere un peso. Questi giocatori non hanno mai vinto nulla di importante con la Nazionale e per questo ognuno di loro ci tiene a scrivere la storia della nostra Italia”.

Germania, Spagna, Serbia, Turchia e Islanda: ci siamo ritrovati in un girone di ferro. Qual è l’avversaria che temi di più?

Sono tutte avversarie molto brutte con le quali scontrarsi, ma per raggiungere l’obiettivo delle Olimpiadi ed arrivare, si spera, ad una medaglia, vuoi o non vuoi devi affrontarle tutte; se davvero vogliamo fare risultato è normale confrontarci con queste grandissime Nazionali, e farlo all’inizio credo sia un ulteriore modo di testare da subito quelle che sono le nostre reali ambizioni e potenzialità”.

Dove credi possa arrivare questa Nazionale?

L’obiettivo reale è quello di arrivare alle Olimpiadi e quindi tra le prime sei in Europa; se poi va bene può arrivare anche una medaglia, ma se va male possiamo uscire dai primi sette posti. Ci sono tante Nazionali con più esperienza, solidità ed affiatamento di noi, ma a differenza loro la nostra arma in più è il talento, con la quale credo che nessun altro possa competere”.

Più in generale, come vedi questo Europeo? Quali sono le favorite e chi può essere la sorpresa?

La Francia è la favorita numero uno, subito dopo c’è la Spagna, un gradino sotto le nazionali dell’Est come la Serbia, la Croazia e la Lituania, che giocano insieme ormai da tantissimi anni. Una sorpresa? Vedo molto bene la Georgia: il loro quintetto base è molto buono con i vari Markoishvili, Sanikidze e Metreveli, in più si trovano in un girone che definirei normale, nel quale il passaggio del turno credo possa essere tranquillamente alla loro portata”.

Quest’estate è arrivato il trasferimento all’Aquila Trento: come mai questa scelta?

Credo di essere arrivato in una delle quattro migliori società di basket che ci sono attualmente in Italia. La partecipazione alle Coppe è stato un fattore fondamentale perchè le volevo fortemente, amo giocare anche durante la settimana e in più devo recuperare il tempo perduto con l’infortunio dell’ultima stagione. La società è molto solida, c’è un bel progetto ambizioso. Personalmente sono stato accolto benissimo, tutto l’ambiente è carico e motivato per l’inizio della nuova stagione, lo staff che ci guida è preparato e competente. Di sicuro non sarà facile confermare e migliorare quanto fatto la scorsa stagione, ma certamente né io né i miei nuovi compagni ci tireremo indietro di fronte a questa sfida”.

Come giudichi l’esperienza spagnola appena conclusa?

E’ stata bellissima, la rifarei assolutamente; ho imparato una nuova lingua ed ho giocato in quello che, ad oggi, credo sia il campionato migliore d’Europa dal punto di vista della competitività. L’infortunio mi ha molto penalizzato durante l’ultima stagione, ma certamente sono stati anni che porterò per sempre con me”.

Quali sono gli obiettivi ai quali può aspirare l’Aquila Trento, sia in campionato che in Europa?

Senza dubbio alcuno in Italia puntiamo a disputare nuovamente i play-off, mentre in Euro Cup puntiamo a superare il primo turno, tenendo sempre conto del girone che andremo ad affrontare e del fatto che si tratterà della nostra prima partecipazione in assoluto”.

E quelli ai quali può aspirare Peppe Poeta?

Quelli che ho ogni anno, come sempre: giocare e divertirmi il più possibile. Nella nuova stagione ancora maggiormente, perchè il tempo passato ai box per infortunio nell’ultima stagione mi ha dato una voglia matta di tornare sul parquet da protagonista”.

(immagine Archivio Fip-Ciamillo/Castoria)

Giuseppe Raiola

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