"Bergamo la mia sfida più bella, Visnjic leader vero. E ora voglio l'A2": Rei Pullazi si racconta

L’amarezza è ancora viva, tangibile. Rei Pullazi ha lottato con tenacia fino alla fine, eppure non è bastato per regalare la promozione alla Co.Mark Bergamo. Nelle due sfide, con Montegranaro e Napoli, si è distinto, migliorando quanto di buono fatto vedere in stagione: 17 punti contro i marchigiani, 24 ai biancazzurri. S’è caricato la squadra sulle spalle, che ha approcciato le Final Four priva di Ghersetti e Planezio. L’ennesimo motivo di rammarico, dunque, per una promozione sfumata sul più bello. <<Ora sto cercando di realizzare il tutto, ma non è facile>> ammette Pullazi, in esclusiva ai microfoni di TuttoBasket.

La ferita è ancora fresca, immagino, ma può consolarsi quando ripensa alle sue prestazioni.
<<Sotto certi aspetti sì, perché ho lavorato duramente per arrivare pronto a partite del genere. Ma se dicessi di essere soddisfatto, sarebbe un modo di pensare da perdenti e io invece pretendo sempre molto, a partire da me stesso. Se avessi segnato 40 punti con 20 rimbalzi e avessimo vinto, avrei trovato comunque qualche difetto su cui lavorare.>>

Le assenze la hanno investita di maggiori responsabilità. Ed è parso decisamente a suo agio, in questa veste.
<<Mi piace poter essere un riferimento. Sopperire a queste mancanze è stata durissima, ma sono contento che la squadra mi abbia assistito e aiutato tanto in questi due giorni. Il carico maggiore è stato sostenibile grazie ai miei compagni, anche se ho avvertito di essere offensivamente più spinto al tiro. Ad ogni modo avremmo dovuto dare di più, me compreso, per conquistare la promozione.>>

Cosa salva di questa stagione?
<<Con la solita premessa, e cioè che avrei potuto fare ancora meglio, devo riconoscere di essere maturato parecchio durante questo campionato. Ho acquisito una costanza che mi era mancata negli scorsi anni, quando ero troppo discontinuo.>>

Alle Final Four si è comportato da veterano. E nel Cuore Napoli ce n’è uno niente male…
<<Visnjic è impressionante. Ho seguito la squadra di Ponticiello per tutto il campionato, avevo visto qualche video ma non è paragonabile al giocarci contro. Mi ha sorpreso come sia riuscito ad essere così decisivo pur non avendo un grande atletismo. Chissà come sarebbe andata senza di lui. Perché è vero che si vince in gruppo, ma gli episodi sono determinati dai singoli. E Napoli ne ha davvero uno incredibile, un leader vero: gli faccio i miei complimenti.>>

Guardiamo al futuro. Dove si vede?
<<Aspetterò di capire cosa succede a Bergamo: in estate molte squadre hanno difficoltà economiche, potrebbero esserci dei ripescaggi. Mi piacerebbe rimanere qui, sto bene, ma devo considerare anche altri fattori.>>

Faccia un esempio.
<<Desidero molto giocare in A2, è una categoria che mi sento pronto ad affrontare. Ho sempre voluto arrivarci vincendo un campionato e proseguire il percorso con la squadra che ho contribuito a far arrivare fin lì. Credo che sia giunto il momento di misurarmi con questa nuova sfida.>>

La precedente è stata quella di cambiare totalmente vita e volare da Roma a Bergamo.
<<E’ stata durissima. 660 chilometri di distanza, un contesto in cui non conoscevo praticamente nessuno. Ma volevo allontanarmi da casa, per crescere e scrollarmi di dosso ogni possibile critica del tipo “Guarda quello, non osa giocare lontano da casa sua”. E mi è servito tantissimo, specialmente dal punto di vista umano.>>

Anche se le è costato un passo indietro in termini di categoria?
<<Assolutamente, è stato un rischio che è valso la pena correre. Poi c’era la voglia di lavorare per arrivare al successo e Bergamo era sicuramente la situazione migliore. Giocare a Roma è speciale, come lo sarebbe per ogni giocatore vestire i colori della propria città. Avrei anche potuto aspettare per avere maggiori garanzie in A2, ma avevo voglia di mettermi alla prova. E’ una filosofia di vita, qualcosa che va al di là dei discorsi professionali. Sono convinto che ogni esperienza sia positiva.>>

Un modo di ragionare che, con giusto motivo, siamo sicuri che condurrà Rei Pullazi a grandi traguardi.

 

 

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SALVATORE MALFITANO Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone