"Mi sono innamorato di questa squadra, ma non siamo un miracolo: vi spiego perché": a tutto Njegos Visnjic

Dal suo volto non traspare mai la tensione. La mano di Njegos Visnjic non trema, nei momenti importanti. Anzi, è la più ferma che ci sia, nel Cuore Napoli Basket. A 38 anni continua a reinventarsi, mantenendo inalterata la tecnica e la leadership che gli hanno permesso vincere senza ostacoli a livello regionale. Ma adesso si è superato, ha condotto la squadra ad un’incredibile promozione in A2. La prestazione del giocatore serbo contro la Co.Mark Bergamo già riecheggia nella storia dei campionati di Serie B: 31 punti, 13 rimbalzi, 9 falli subiti e i canestri decisivi. Persino gli avversari ne hanno riconosciuto la grandezza. TuttoBasket ha raggiunto Visnjic in esclusiva, per ritornare sull’impresa e guardare con lui al futuro, in particolare dal punto di vista personale.

Coppa Italia, primi nel girone C, promozione conquistata: c’è da aggiungere altro?

<<E’ stata una stagione davvero straordinaria. Abbiamo capito che c’era l’energia giusta e agevolato l’allenatore per lavorare nel modo migliore possibile. Insomma, abbiamo reso facile qualcosa che sembrava impossibile.>>

“Facile” è una parola impegnativa.
<<E’ così, ce ne siamo accorti fin dalla prima partita. Abbiamo capito che dovevamo valorizzare quella chimica che si stava creando fra noi, senza badare a chi avevamo di fronte. Non dovevamo concentrarci sugli avversari. Così abbiamo curato nel modo migliore il campionato e siamo arrivati pronti alla Coppa Italia. L’ottima guida di Ponticiello e la sinergia della squadra ha fatto il resto. Perciò non mi piace quando si parla di “miracolo”. Questo è il risultato del lavoro e di quella voglia enorme di dimostrare di poter fare qualcosa di meraviglioso.>>

Torniamo a Montecatini: è stato decisivo così come in tutta la stagione.
<<Remiamo tutti nella stessa direzione, sappiamo avere la lettura giusta nei momenti topici della gara e cavalchiamo chi è più in forma. I compagni hanno capito il mio momento: dopo la sconfitta con Orzinuovi, ero più fresco fisicamente e mi sentivo responsabile per il risultato per via dei falli.>>

Le è piaciuto il ruolo di veterano?
<<La mia esperienza ha avuto sicuramente un peso, ma più che parlare dell’impatto che ho avuto sulla squadra, voglio parlare di quello che i ragazzi hanno avuto su di me. La loro fantasia, l’energia, la gioventù mi hanno fatto innamorare di questo gruppo. Avendo una certa età avevo bisogno di motivazioni, non avevo nemmeno mai giocato in Serie B. Loro hanno saputo darmi molto di più e li ringrazio.>>

Suona come un messaggio d’addio. Visnjic, mica ha intenzione di ritirarsi? Non faccia scherzi.
<<Adesso voglio solo godermi la conquista dell’A2. Ho il telefono che suona in continuazione, voglio rispondere a tutti coloro che mi stanno dimostrando affetto. Non escludo nulla, ciò che è certo è che rimarrò nel mondo del basket, anche se non so ancora in che veste. Le sfide mi entusiasmano, vedremo quale sarà la più bella che mi si prospetterà in questi mesi.>>

Diremo al presidente Ruggiero di convincerla allora, qualora fosse indeciso. Avete un grande rapporto.
<<Un’amicizia vera, che dura dal 2009. Mi chiese aiuto all’epoca ad Agropoli ed ero indeciso se andare o meno. Da quel momento in poi non ho più smesso di seguirlo. Ora l’ho accompagnato dove sognava, ma lo conosco, non si fermerà qui: è una persona speciale. Ha carisma, energia, può spostare le montagne con la forza delle sue idee.>>

Un altro che potrebbe essere importante per la sua permanenza è Stefan Nikolic. Siete entrambi serbi e lei potrebbe essere un suo secondo papà.
<<Lo volevo qui a tutti i costi. Ricordo che durante la trattativa non era ancora certo che firmasse, allora ho chiamato il suo procuratore e gli ho detto di farlo venire qui. E’ diventato un uomo, è stato un anno di grande crescita per lui e ha espresso un basket eccezionale. Questo lo renderà appetibile anche per squadre di Serie A. Da parte mia sono felice di dargli una mano. Mi auguro che raggiunga il massimo del suo potenziale.>>

 

Allora ci pensi, Visnjic, rimanga. Perché come ha visto il Cuore Napoli Basket ha ancora bisogno di lei.

 

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SALVATORE MALFITANO Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone