Intervista a Marco Giuri e Paolo Moretti

Intervistati dai microfoni di  “Cestisticamente Parlando” di Radio PRIMARETE Caserta,  la guardia della Juvecaserta Marco Giuri ed il coach della Openjobmetis Varese hanno rilasciato quelle che sono state le loro prime impressioni in merito alla prima giornata di campionato, ecco le loro parole al magazine settimanale di Radio PRIMARETE, in onda ogni martedi dalle 19:35 alle 20:55 (in replica ogni giovedì alle 0:05 e in podcast sul canale Youtube “Cestisticamente Parlando” e sulla pagina Facebook “Cestisticamente Parlando – Radioprimarete”) e condotto in studio da Francesco Gazzillo, Rosario Pascarella, Mario della Peruta ed Eugenio Simioli (con la regia di Maurizio Lombardi ed Imma Tedesco).

Marco Giuri:

Ti puoi ritenere in prospettiva il giocatore “clutch” della JuveCaserta?

E’ presto per dirlo, ma posso dire che domenica mi sentivo di prendere quel tiro a 5 secondi dalla fine, così come tutti i tiri che faccio durante la partita. Stavolta è toccato a me prendere quel tiro…ed è andata bene!

Le tue sensazioni dopo la partita contro Reggio Emilia?

Reggio Emilia è e rimane una squadra più collaudata di noi, dato che ha un numero di giocatori italiani importante che si conosce da parecchi anni e lo stesso allenatore. Noi abbiamo avuto il vantaggio di giocare in casa e questo è stato determinante. Volevamo rimanere attaccati a loro il più possibile per giocarcela nell’ultimo quarto. Da lì poi è prevalsa la nostra voglia di vincere.

Ci sono differenze con la squadra dell’anno scorso?

Innanzitutto siamo una squadra più lunga, che ti traduce in allenamenti migliori e maggiore competitività. A livello di cattiveria in campo, le squadre si assomigliano perché anche l’anno scorso abbiamo vinto molte partite giocando in 6-7 e questo è sinonimo di grande carattere. Quest’anno possiamo ruotare in 10-11, quindi sicuramente avremo più lucidi nei finali di partita, che è stato il nostro punto a sfavore nella scorsa stagione.

Adesso arrivano due trasferte consecutive e si affrontano con grande fiducia…

Sicuramente, ma dobbiamo ricordare che abbiamo vinto solo la prima di campionato e non la Coppa dei Campioni. Sappiamo che Varese è una squadra importante, con un roster costruito per il doppio impegno settimanale. Non sarà una partita facile, ma siamo pronti a giocarcela.

Paolo Moretti:

Le impressioni dopo la partita contro Sassari?

Bene, ma non benissimo. Abbiamo fatto una partita della quale si può anche essere soddisfatti, considerando il valore dell’avversario e il fatto che venivamo da due impegni di coppa. Siamo stati in partita, abbiamo reagito alle spallate dei nostri avversari, arrivando a -4 a pochi minuti dalla fine del match. Tuttavia abbiamo commesso molte ingenuità, siamo ancora in una fase di conoscenza reciproca. Siamo però sulla buona strada, il gruppo si sta conoscendo e sta diventando squadra.

Rispetto all’anno scorso, a questo punto hai molti meno problemi di infermeria…

Il nostro inizio della scorsa stagione è stato tragico, al di là della prestazione negativa contro Caserta, per via dei tanti infortuni del precampionato. Quest’estate abbiamo provato ad inserire giocatori che già conoscessero il nostro ambiente ed il campionato italiano. Il precampionato ci ha riservato delle sorprese negative per via di alcuni acciacchi, ma siamo un gruppo più coeso rispetto all’anno scorso.

Cosa aggiunge e cosa toglie il giocare una competizione europea ad una squadra come Varese?

Abbiamo pensato quest’estate di costruire un roster profondo, con un progetto ambizioso. Vogliamo riuscire a competere bene sia in campionato che in coppa, cercando di coinvolgere tutti i nostri giocatori nelle 44 partite che ci attendono. Ci aspettiamo buoni risultati da entrambe le competizioni, dopo essere andati ad un passo dalla vittoria in FIBA Europe Cup l’anno scorso.

Come giudichi il livello del campionato di quest’anno?

A differenza degli altri campionati europei, il nostro è un campionato in cui ogni domenica c’è una battaglia e non puoi rilassarti mai. Dalla quinta alla sedicesima posizione sarà una bagarre, purtroppo sarà un campionato affascinante. Dico purtroppo perché ci stiamo livellando verso il basso, invece di crescere e di proporre cose nuove a livello anche amministrativo per migliorare il livello medio del nostro basket. Teniamoci per ora quello che abbiamo, perché comunque la competitività è spettacolo.

Come interpreti il fatto che Caserta abbia potuto competere contro una squadra come Reggio Emilia?

Credo che Sandro dell’Agnello sia una garanzia come allenatore, è un uomo che conosce il basket, ha grande sensibilità, ha già dato un’identità alla sua squadra e si è visto già domenica contro Reggio Emilia. Dovremo stare attenti, dovremo affrontare la partita contro Caserta con grande attenzione, organizzazione e cuore.

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