Intervista a Riccardo Romano: "Tutte le squadre sono alla nostra portata, ma nessuno ci regalerà niente"

Nella settimana che precede il campionato abbiamo parlato con un altro degli acquisti di questa stagione del Basket Golfo Piombino, l’ala piccola Riccardo Romano.

Spalle larghe e uno sguardo di chi di basket ne ha visto e vissuto parecchio. Per quanto faccia fatica a rendersene conto, Riccardo, con i suoi 32 anni, è infatti il più “vecchio” della squadra e per questo è stato in grado, durante questa intervista, di analizzare con discreta oggettività il livello sia attuale che futuro della squadra: bel gruppo e buon potenziale tecnico, anche se ancora da forgiare.

Sempre mantenendo i piedi per terra ammette che sarà un campionato lungo e difficile dove non saranno permesse distrazioni, ma spera anche che la fortuna sarà dalla loro parte.

Forte anche il suo grido ai tifosi a cui chiede passione come hanno dimostrato la scorsa settimana all’evento organizzato dalla Marea GialloBlù.

Come ti trovi qui a Piombino?

Bene o male, essendo toscano, la città la conoscevo, anche perché vengo sempre in vacanza all’Elba; la zona centrale in realtà non l’avevo mai visitata e mi è piaciuta molto. Una bella cittadina. Si sta davvero bene. L’unico problema è stato l’iniziale mancanza del palazzetto, ma ci siamo trovati benissimo anche a Venturina. Ora siamo ritornati a casa e stiamo lavorando al 100% per amalgamare al massimo la squadra. Certo, questi piccoli infortuni hanno un pochino pesato nell’economia della preparazione, ma stiamo comunque lavorando bene.

Bonfiglio ci ha detto che siete un bel gruppo e che state lavorando duramente. Confermi?

Sì, certo! Siamo un bel gruppo e tra tutti noi c’è un bel rapporto, ma quando si scende in campo ci sono delle regole da rispettare a prescindere dal gruppo e dal bene che uno vuole all’altro. La stagione è lunga e dobbiamo essere tutti concentrati su un unico obbiettivo anche quando ci si allena, cercando di portare avanti il progetto.

Sei rimasto un po’ sorpreso dell’accoglienza che i tifosi vi hanno riservato giovedì?        

Un po’ sì anche se mi avevano detto che dall’anno scorso si era creato un entusiasmo notevole a livello di tifoseria. Mi ha fatto piacere vederli giovedì e mi farà piacere vederli sugli spalti. Spero che ci seguano già a partire da domenica visto che a San Miniato sarà un partita difficile e importante, dove dobbiamo cercare di partire col piede giusto e sarà fondamentale il loro supporto.

Tu fai parte del gruppo dei più “vecchi” della squadra e hai tanta esperienza. Cosa pensi di portare alla squadra e cosa pensi di poter trasmettere ai giovani?

Quando sono arrivato mi sono reso conto di essere il più vecchio e non mi era mai capitato. Vuol dire che c’è un po’ di ricambio generazionale e forse che sto invecchiando purtroppo. Io comunque sono uno che tende a fare gruppo e a dare una mano anche ai più giovani, a scherzare con loro per farli sentire a loro agio con noi, anche perché loro ci danno una grossa mano e saranno loro che ci faranno migliorare durante l’anno. Io spero di portare tanta esperienza che serva anche a far crescere ogni persona singolarmente.

Visto che hai tanta esperienza, cos’è che secondo te rende grande una squadra?

Tanti fattori: il gruppo fa tanto, ma ci vuole anche una buona dose di fortuna. A volte capitano certi periodi dove tutto gira per il verso giusto e dove riesci a rendere positiva ogni cosa ti succeda in campo. Purtroppo però capitano anche dei periodi in cui ti alleni bene, ma non te ne va bene una; sono momenti strani e difficili da gestire. Non si può mai sapere.

Secondo te questi piccoli infortuni che ci sono stati vi condizioneranno a inizio stagione?

Pensando anche a come sono andate le cose la settimana scorsa, di sicuro non è stato un bene, ma non siamo più dei ragazzetti; siamo dei semi-professionisti e quindi siamo anche abituati a queste cose. Dobbiamo fare di necessità virtù di questi allenamenti che ci mancano e cercare di sfruttare ogni momento per fare gruppo, migliorare e imparare a fare le cose giuste, visto che non ci sono riuscite ultimamente.

L’anno scorso, contro Piombino, hai sfoderato la tua migliore prestazione stagionale. Cosa ti aveva dato così tanta ispirazione quel giorno?

Devo ammettere che l’anno scorso per me è stata un’annata un po’ strana perché ho giocato fuori ruolo praticamente tutta la stagione e ho avuto tanti alti e bassi. Io, come giocatore, non avendo sempre la palla in mano devo essere innescato dai miei compagni che mi devono mettere in ritmo; spesso invece capitava il contrario. Contro Piombino invece andò bene, anche se siamo stati sotto per una buona parte della partita se non mi sbaglio; poi sia per meriti nostri che per un calo da parte del Golfo, siamo riusciti a reagire. A me però non importa dei punti, mi importa di vincere. Visto che sono un giocatore abituato a segnare tanto, se vinciamo e faccio tanti punti per aiutare la squadra a vincere, sono ovviamente più contento.

Qual è il tuo obbiettivo stagionale e dove può arrivare questa squadra secondo te?

Tolte Omegna, Firenze che sono un gradino sopra e Montecatini, che è un po’ la meteora secondo me, sono tutte squadre alla portata. Credo che la differenza la faranno gli scontri diretti con queste squadre in cui dovremo lottare su ogni pallone perché nessuno ci regalerà niente e, come dicevo, ci vorrà anche un pizzico di fortuna. Una singola vittoria può fare la differenza, come è successo l’anno scorso, quando diverse squadre sono arrivate a pari punti a fine campionato, tra cui Piombino se non ricordo male; noi dobbiamo evitare che questo succeda. Io spero veramente di fare bene e sarebbe bello arrivare fra le prime quattro, ma sarà molto dura.

Domenica si fa sul serio contro San Miniato. Cosa ti aspetti da questa partita e cosa vi ha insegnato l’amichevole di sabato scorso?

Onestamente mi aspetto che San Miniato la butti un po’ sulla bagarre, su una difesa molto dura e sui cambi sistematici. Ultimamente abbiamo un po’ sofferto l’intensità dei nostri avversari proprio perché ci mancavano elementi importanti. Dobbiamo essere sereni e convinti che possiamo portare a casa la partita però coscienti che loro non ci concederanno niente.

Vuoi mandare anche tu un messaggio ai tifosi?

Mi piacerebbe vederli e sentirli appassionati come li ho visti giovedì scorso perché è un’arma in più che a ogni giocatore fa piacere avere e dà una carica che è notevole in campo durante i 40 minuti.

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