Juve Caserta, Giuri a TuttoBasket: "Non abbiamo obiettivi, ma non ci saranno partite facili"

 

Diventare capitano della prima squadra di Serie A in cui si giochi è quasi impossibile; al secondo anno resta comunque difficile. Lui, invece, ce l’ha fatta, semplicemente mostrandosi al pubblico di Caserta per quello che è: un ragazzo semplice, che ama la pallacanestro e di quella vive. Nell’inizio scattante di Caserta, lui è una delle armi migliori; Marco Giuri, brindisino dell’88, comincia a Siena la sua carriera, città di basket per eccellenza nei suoi anni toscani. Dalla B con la Virtus fino alla A con Caserta, cambiando undici squadre in tutto.
Stavolta, però, in Campania ha deciso di fermarsi per un bel po’, come ha raccontato a noi di TuttoBasket.net.

Dopo il primo scalpo importante, Reggio Emilia, Caserta si ripete con Cremona, stavolta in trasferta. Mica male.
“Abbiamo fatto una grande partita, dopo un primo tempo molto deludente soprattutto come atteggiamento. La gara con Cremona mi ha ricordato quella di Avellino dello scorso anno: siamo rientrati nel secondo tempo affamati e con un altro atteggiamento, abbiamo cominciato ad avere regolarità col canestro, è stata una bella risposta”.

Due vittorie in tre gare: quale obiettivo ha Caserta?
“Non esageriamo, siamo appena all’inizio e parlare di obiettivi mi sembra esagerato, anche perché non conosciamo neanche le altre squadre che affronteremo. Gara dopo gara, non possiamo spingerci più in là; e per noi è un bene ragionare così, dobbiamo avere i piedi per terra”.

Però, alle spalle di Milano, in questo gruppone di squadre potreste rimanerci anche voi.
“Ha detto bene, alle spalle di Milano. Loro sono i più forti, questo si sa, sono stati costruiti per vincere in Italia e fuori, poi alle spalle possono esserci tante altre realtà e speriamo di poterci restare anche noi. Vedremo cosa dirà il campionato, ma una cosa possiamo già dirla con certezza: non ci saranno squadre cuscinetto in questo campionato”.

A livello personale, cosa si aspetta Marco Giuri da questa stagione?
“Io qui a Caserta mi sono ambientato subito e senza problemi. Lo scorso anno era il mio primo qui, il primo assoluto in massima serie; nessuno mi conosceva e ho dovuto mostrare a tutti quello che ero. Quest’anno sarà diverso, ora tutti mi conoscono e da capitano ho tanta responsabilità in più. Non basta, però; bisognerà dimostrare il proprio valore giorno dopo giorno”.

Ci racconti un po’ la sua giornata tipo, la giornata tipo di un giocatore di Serie A.
“Un po’ dipende anche dal momento della settimana in cui ci troviamo. Di massima, facciamo allenamento al mattino, poi il pranzo e, dopo un po’ di riposo, la sessione di allenamento al pomeriggio. Avvicinandoci alla partita, magari di allenamento ne facciamo solo uno e ci concentriamo su altro. Il lunedì, però, è festa per tutti, un po’ come i parrucchieri (ride, ndr)”.

E’ stato protagonista nelle nazionali giovanili, vincendo anche un bronzo europeo Under20 nel 2007: cos’è mancato alla nazionale del pre-olimpico e cosa ti aspetti dai prossimi europei?
“Non facendo parte del gruppo, non posso conoscere le reali motivazioni di quella sconfitta con la Croazia. Non posso giudicare, non sarebbe giusto, e anche i tifosi dovrebbero evitare; pagano il biglietto, è vero, ma esprimere i propri pensieri è giusto fino ad un certo punto perché le dinamiche di un gruppo sono solo interne. Leggere alcune cose dopo quel pre-olimpico infastidisce.
Io penso che questo gruppo sia ancora capace di dare tanto; sono ragazzi al massimo della loro maturazione, alcuni li ho conosciuti personalmente nelle nazionali giovanili e penso possano regalare qualcosa di importante.
Non credo ai discorsi su personalità o pressioni; siamo giocatori di alto livello, siamo abituati. Giochiamo a pallacanestro, mica andiamo in miniera…”

 

 

 

 

 

 

 

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