Juvecaserta, cronaca di un'annata di rimpianti

La Juvecaserta si appresta a concludere un’altra stagione sulle montagne russe, passata tra risultati altalenanti in campo, infortuni e beghe societarie. Un’annata cominciata a fari spenti, che ad un certo punto si pensava potesse aprire le porte a traguardi importanti, poi virata verso il basso per il concorso di vari fattori. Una situazione che non ha compromesso la permanenza della società campana nella massima serie, ma che ha comunque lasciato l’amaro in bocca per quello che poteva essere e che non è stato, con un futuro che si presenta ancora alquanto nebuloso.

Al termine di un’estate travagliata (come lo è stato pressochè sempre negli ultimi anni), la dirigenza casertana, guidata da Iavazzi, riesce comunque a mettere in piedi un roster competitivo, con un budget più che discreto e superiore a quelle che erano state le premesse. Arrivano giocatori d’esperienza come Edgar Sosa, Mitchell Watt e Josh Bostic, una scommessa come Raphiael Putney e la conferma dello zoccolo duro dello scorso anno, ovvero i vari Cinciarini, Giuri e Gaddefors. Alla guida del gruppo, Sandro Dell’Agnello, alla seconda stagione da head coach a Caserta.

L’avvio è di quelli importanti. Nelle prime 10 uscite, la Juvecaserta ottiene un record di 7-3, cedendo il passo solo nelle trasferte di Varese, Milano e Venezia. Sembra che tutto possa andare per il meglio, con l’obiettivo Final Eight veramente alla portata. E invece ecco che qualcosa comincia a rompersi, a partire dai primi infortuni (Bostic in particolare). Il primo periodo negativo, culminante nel ko di Sassari (5° sconfitta di fila), coincide con il fallimento del raggiungimento dell’obiettivo Coppa Italia.

Le vittorie di Reggio Emilia (canestro della vittoria a 2″ dalla fine del neo-acquisto Diawara) e quella interna con Cremona (rimonta da -18, fondamentale ex post in chiave salvezza) sembrano far respirare l’ambiente. Ma è solo una rondine che non fa Primavera, poichè Caserta ripiomba in un periodo buio, avviato dai primi segni d’insofferenza di Sosa e dalle situazioni di pendenze contrattuali (BAT) risalenti a campionati precedenti. Il rapporto con il giocatore statunitense (naturalizzato dominicano) precipita rapidamente, fino alla risoluzione del contratto di un mese fa, con Sosa ad accusare la dirigenza di non averlo pagato (a fargli eco gli ex Siva, Scott e Hunt), smentito però sia dalla società che dai compagni.

Il periodo attraversato dalla squadra è davvero complicato. In campo, visto che una lunga serie di sconfitte (7 in fila) in pratica risucchiano Caserta nelle zone basse della classifica. La partenza di Sosa, sostituito con Berisha, lascia sempre i campani in difficoltà nello slot di play, costringendo Dell’Agnello a fare di necessità virtù. Fuori, la società continua a versare nell’incertezza, con le continue voci sul consorzio unico che dovrebbe affiancare Iavazzi, mentre altri BAT (ad esempio con Mordente) provocano situazioni quasi paradossali come quella di Daniele Cinciarini, da un pò sul piede di partenza, direzione Fortitudo Bologna.

La boccata d’ossigeno è arrivata, infine, con il successo casalingo del 9/4 al PalaMaggiò su Torino (partendo da -10 a fine terzo quarto). Una vittoria che permette a Caserta di considerarsi pressochè salva, guardando anche agli scontri diretti con Cremona (2-0), oltre a permettere di pianificare con un pò più di tranquillità il futuro, soprattutto societario. Nelle ultime ore, però, accanto ai rumors sul consorzio che dovrebbe subentrare nel controllo della società, si sono affiancate quelle di un prossimo disimpegno di Iavazzi, subito dopo la fine del campionato.

Insomma, una situazione ancora fluida e tutta in evoluzione, con la speranza che la Juvecaserta possa al più presto raggiungere la stabilità che merita una piazza così importante ed appassionata del nostro panorama cestistico.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.