JuveCaserta, finalmente il primo sorriso

“Al fin uscimmo a riveder le stelle”. Mutuando il celebre verso di dantesca memoria con cui il sommo Vate si congeda dall’inferno, la Juve saluta – dopo oltre tre mesi di autentica agonia – la sua prima vittoria, accingendosi a programmare per la prima volta il suo prossimo impegno con un pizzico di ottimismo. Contro una Consultinvest decisamente imbarazzante per talento e compattezza, i bianconeri riescono finalmente ad alzare i pugni al cielo al suono della sirena finale ed a provare emozioni finora sconosciute. La vittoria che consente a Mordente e compagni di rompere il ghiaccio in classifica e di accorciare a 4 punti il gap dalla penultima (Pesaro, per l’appunto) è figlia di una partita che ha avuto sempre un unico padrone e che, di fatto, smaschera in maniera evidente tutti i limiti di una Vuelle arruffona ed imprecisa. Capitalizzando finalmente un buon apporto fornito dai giocatori perimetrali (sugli scudi, Capin e Vitali, autori rispettivamente di 19 e 16 punti), la Pasta Reggia si toglie la fatidica scimmia dalla spalla con una prestazione in cui, come oramai spesso accade da tempo immemore, discreti lampi di lucidità hanno fatto da contraltare a momenti di black-out, come quello registrato negli ultimissimi minuti, quando i viaggianti sono riusciti nell’intento di limitare i danni in vista del return-match in terra marchigiana. In ogni caso, serviva vincere; e in questo senso, Caserta può tirare un piccolo sospiro di sollievo, in attesa di ciò che verrà deliberato dall’assemblea di soci in programma domani (oggi, per chi legge) e di un movimento di mercato in entrata che a questo roster serve come il pane.
L’intensità dell’incontro è già altissima appena dopo la palla a due. La Pasta Reggia decide di pigiare immediatamente il piede sull’acceleratore: Ivanov chiude bene un gioco a due con un comodo lay-up, Vitali capitalizza un viaggio in lunetta e Scott chiude con la bimane un bell’alley-oop (6-0). La Consultinvest, dal canto suo, fa fatica nelle primissime battute ad entrare mentalmente nel match anche perché Ross non si fa sentire, al pari di un Gaines che – fischiatissimo dal pubblico in qualità di ex – fa, da par suo, solo tanta confusione. Le cose migliori sono griffate dai giovani ‘made in Italy’ provenienti dalla panchina che rispondono ai nomi di Raspino e Basile, entrambi a segno con una tripla (8-8 al 5’). A Castelmorrone lo spettacolo non è propriamente inebriante; in un marasma di palle perse e scarse percentuali al tiro, è comunque la Juve ad essere più convincente, trascinata dai punti di un positivo Vitali e di Antonutti. Pesaro fa una fatica immane, scrivendo il primo canestro da 2 del quarto con Ross addirittura poco prima della sirena del quarto che va in archivio sul 21-16. La seconda frazione è tenuta a battesimo nel migliore dei modi dai padroni di casa: Capin è particolarmente ispirato con 5 punti in un batter di ciglia, Antonutti trova il lylon dai 6,75m e Ivanov è preciso dalla lunetta. La Vuelle – alle prese anche col terzo fallo di Judge – non riesce, in alcun modo, a raccapezzarsi, condizionata da una pessima lettura dei giochi e da percentuali ancora alquanto deficitarie. E allora in campo ci sono solo i bianconeri che non devono ricorrere agli effetti speciali per accumulare un cospicuo margine di vantaggio; nella fattispecie, è Scott a rimpinguare il suo score, ben imitato da Vitali e da Tessitori. La zona ordinata da Dell’Agnello dà, a ben vedere, qualche grattacapo ma nell’altra parte del campo Pesaro è un pianto greco, tenuta appena a galla dai liberi di Williams, Ross e Reddic e dalla preghiera da centrocampo dello stesso Ross, con cui si va all’intervallo lungo (41-26 al 20’). Al ritorno dagli spogliatoi, gli ospiti danno la sensazione di mordere la contesa con maggiore incisività: Raspino si muove bene, Ross fa lo stesso e Reddic chiude il 2+1 (44-33). La pressione sul portatore di palla sembra spaventare la Juve che decide, dunque, di ricorrere all’esperienza dei suoi senatori. E fa bene. Sì, perché Mordente ne mette due in traffico di capitale importanza mentre Antonutti prima dalla media e poi con una tripla ristabilisce una distanza di sicurezza (53-35 al 25’). La Vuelle è nuovamente sulle gambe, ancora irrimediabilmente condizionata da percentuali al tiro di poco superiori al 20%. Caserta, di contro, apre ancora il gas con Vitali ed il buon Antonutti, prima che Crow e Ross vadano a referto consentendo a Pesaro di limitare i danni (65-50 al 30’). Il quarto periodo non ha molto da raccontare. I pesantissimi canestri realizzati da Capin, la tripla di Avramov ed il tecnico sanzionato per proteste a Ross sono gli episodi che, di fatto, mandano i titoli di coda con Caserta che veleggia sul +22 (77-55). Il resto è solo ‘garbage time’ vissuto in pieno controllo da una Juve che taglia agevolmente per prima la linea del traguardo ma che si lascia inopinatamente rosicchiare gran parte del margine di vantaggio accumulato (80-73 il finale).

Tommaso Staro

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