La crisi del basket passa anche dai campetti: ennesimo atto vandalico

La crisi della palla a spicchi passa proprio da dove il basket è nato: la strada. Mentre si è alla costante ricerca di spazi dove far sorgere canestri a 28 metri di distanza l’uno dall’altro, con l’obiettivo di far crescere ragazzi nelle strade delle città e nelle periferie, siamo ogni giorno testimoni di atti contrari.

Questa volta è successo a Palestrina. Una cittadina che punta molto sul basket e anche con ottimi risultati. La società della Dea Preaneste ha chiuso il campionato in cima alla classifica prima della sospensione di tutti i campionati a causa Covid19. Questa mattina sono state diffuse immagini di un incendio doloso in uno storico campetto del parco di Palestrina.

Sono immagini che fanno rabbia, ma purtroppo sono immagini a cui siamo sufficientemente abituati. Camminando per le strade di molte città capita spesso di trovare campetti presi di mira da vandali oppure lasciati all’incuria delle amministrazioni. Spazi di aggregazione e crescita personale diventano in questo modo solo uno spreco e una dimostrazione di inciviltà della nostra società.

Non è però tutto da buttare. Le iniziative per il recupero e l’utilizzo di questi spazi sono tante. A partire dall’app di Pick&Roll con cui puoi organizzare partite al campetto fino alle inaugurazioni di nuovi impianti scoperti con ingresso libero. Gli ultimi due quelli di Alassio e quello di Napoli dedicato a Kobe Bryant.

Il modello americano sembra così lontano ma rimane l’obiettivo a cui, nonostante tutto ci si deve aggrappare. Per il basket, per la società e per la lotta a vandalismo e inciviltà.

FOTO: Pallacanestro Palestrina

Pubblicato da Pallacanestro Palestrina su Martedì 18 agosto 2020

Commenta
(Visited 74 times, 1 visits today)

About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.