La cultura sportiva

a cura di Vincenzo Ruggiero (La Pagina del Cestista)

C’è un argomento che a mio parere troppe volte viene sottovalutato, ovvero “la cultura sportiva”.
L’appassionato medio di solito dice: “i tifosi del basket sono meglio di quelli del calcio… il basket è uno di quei pochi sport puliti (e per puliti potete chiaramente capire a cosa mi riferisco)”.
Io non la penso così, credo che ogni sport, dal calcio al basket, dalla pallavolo al tennis, meriti lo stesso rispetto.
Dobbiamo renderci conto che gli sport sono praticati da esseri umani, e quindi nessuno può proclamarsi “il migliore”, proprio perché ancora non sono a conoscenza di un essere umano perfetto.
Ultimamente si sono susseguite varie cose, una su tutte: “Andrea Bargnani fischiato al Forum”. Non ho mai parlato di questo argomento perché la frase che leggevo più spesso in giro era: “il basket sta diventando come il calcio (e non si parlava del seguito in questo caso).”
Questa frase mi ha infastidito come uomo di sport, perché cercare questo continuo paragone con il calcio? Perché non accettare che entrambi sono sport bellissimi?
Il basket è stato il mio primo amore, e per questo motivo posso dire di preferirlo, ma mai e poi mai ne rivendicherò la supremazia.
Anche questo a mia parere rientra nella cultura sportiva, che non è solo: modo di comportarsi dei tifosi, allenatori, giocatori, etc…
Ho ripetuto più volte che il basket è come la vita per me. E cosa c’è alla base di ogni società? Il rispetto, quello non deve mancare mai.
Ultimamente si va al palazzetto più per insultare la squadra avversaria e gli arbitri che per fare il tifo per la propria squadra (ovviamente e per fortuna non è la maggioranza).
Questo è sbagliatissimo, perché ricordiamoci che in campo non ci vanno robot, ma uomini, e tra gli spalti ci sono molti bambini, che vanno al palazzetto per godersi lo spettacolo e non le offese. Premesso che gli sfottò nello sport ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma appunto una cosa sono gli sfottò è un’altra gli insulti.
Quest’anno ho visto tre scene che mi hanno colpito, due negativamente e una positivamente:
– dei bambini hanno abbandonato il palazzetto chiedendo ai genitori di non venire più a causa quello che stava accadendo sugli spalti;
– ho sentito dei ragazzi inneggiare la morte (degli avversari e degli arbitri);
– ho visto dei bambini, dopo la sconfitta della propria squadra, andare dai giocatori che avevano vinto per chiedere foto e autografi.
Lascio intuire a voi quella positiva.
Per tornare al punto di partenza dobbiamo capire che siamo uomini, e non esseri perfetti, ognuno può sbagliare, ma questo non significa che uno deve essere condannato, penso agli arbitri che devono avere davvero un self-control sopra la media.
Diciamo sempre che i bambini sono il nostro futuro, non così a caso, ma perché deve essere così. Allora oltre alla pallacanestro giocata aiutiamoli a crescere anche in altre cose, come:
– avere rispetto degli avversari;
– avere rispetto dei ruoli;
– “divertimento”. Questa parola è alla base di ogni sport. Cerchiamo di insegnare a sorridere di più e a portare meno rancore.

Commenta
(Visited 75 times, 1 visits today)

About The Author