La finale è del Green, vittoria anche in casa di Alfa 73-87

Istantanee da Catania: il Green fa festa a partita finita. Sul tabellone il punteggio dice 73-87, nella forma la Finale Playoff di C Silver è conquistata, nella sostanza sugli spalti può esplodere la gioia Green, col seguito a festeggiare coi giocatori.

Da Catania i palermitani tornano vincitori, in piedi anche se stremati: giorni di ansie, paure, dubbi, guai fisici scacciati via. Perché il Green, alla battaglia, si presenta in condizioni terribili, con Mantia indisponibile, Trevisano influenzato e Andrea Lombardo tenuto in piedi quasi miracolosamente dallo staff medico in Gara 2. Scorie importanti di Gara 1 a cui vanno aggiunte assenze e acciacchi di lungo termine, che però il Green supera brillantemente: l’inizio è proprio di marca verde con Andrea Lombardo, novello Willis Reed, a mettere otto punti di cui due triple per il 4-12. Alfa risponde presente con Gottini e Ferraro e non esce dalla battaglia, anzi rientro sul 18-21 a fine primo quarto.

Nel secondo periodo, mentre Catania si affida ai due veterani, coach Verderosa sperimenta, cerca soluzioni, ripartisce gli spazi tra i suoi ragazzi. I problemi di falli, che angustiano Gentili e Tagliareni, coincidono con un ampliamento delle rotazioni e l’inserimento di Biondo (buon approccio al match) e super-lavoro per Trevisano e Peppe Lombardo, che fanno tanto a sportellate sottocanestro. C’è spazio anche per il breve impiego Cerasola, convocato con urgenza dalla GM: il Green chiude il primo tempo sul 34-46. Particolarmente brillante il primo tempo di Giancarli, undici punti e percorso netto (5/5) a metà gara, cui va aggiunto un gran lavoro su ogni rimbalzo lungo.

Nel terzo quarto il Green ritrova un Peppe Lombardo decisivo dal punto di vista realizzativo, sette dei suoi diciotto finali propiziano un primo tentativo di fuga del Green. Negli ultimi 2’ però viene tutto un po’ vanificato dai falli e da qualche fischio che fa balzare dalla sedia: coach Verderosa, all’arrivo del terzo tecnico alla panchina, è costretto ad abbandonare il campo. Anche se la situazione viene lasciata nelle sapienti mani del vice Roberto Muratore, è certamente una bella tegola per un Green costretto ad affrontare l’ultimo periodo senza la grinta e la fame agonistica del suo coach. Ma il vantaggio di 54-66 a dieci dalla fine incoraggia un cauto ottimismo.

E infatti il Green fa il suo compito anche nel quarto periodo: i Lombardo tornano a spiegarla, la difesa concede qualcosa ad Abramo, in giornata di grazia, e Gottini, ma poi fa il suo. La pressione sulla palla è asfissiante e Trevisano recupera palloni su palloni (ben sei alla fine). L’immagine di fine match è proprio il suo tuffo su palla vagante per lanciare il contropiede di Tagliareni: e non a caso è anche il canestro che chiude ogni discorso, il punteggio finale è 73-87 e le immagini di tensione e agonismo si trasformano in  quelle di una festa colorita. Catania si tinge di verde e ora, dopo un meritato riposo di dieci giorni, i guerrieri Green puntano verso una nuova battaglia: il 2 aprile alle 18 al PalaMangano sarà tempo di finali Playoff.

Playoff Semifinali, Gara 2: Alfa Catania-Green Basket 73-87

Green Basket – Giancarli 16, Gentili 13, A. Lombardo 15, Tagliareni 4, Trevisano 17; G. Lombardo 18, Forzano  2, Biondo 2, Cerasola, Vitale ne, Mantia ne, Tramuto ne. All. Verderosa. Vice:Muratore.

Alfa Catania – Ferrara 2, Gottini 22, Ferraro 23, Famà 2, Verzì 5; Abramo 15, Pennisi, Arena 3, Signorello, Catotti 1, Patanè ne. All. Bianca, Vice: Taormina.

Arbitri – Luca Attard di Priolo Gargallo (SR) e Marco Attard di Cefalù (PA).

Parziali: 18-21, 16-25 (34-46), 20-20 (54-66), 19-21 (73-87).

Falli: Green 26 – Alfa 28.

Uscite per falli: Ferraro, Gottini (Alfa), A. Lombardo (Green). Espulso coach Verderosa (Green) per raggiunto per falli tecnici alla panchina.

Fonte:Ufficio Stampa Green Basket
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About The Author

Marianna Triberio Autoironica e cocciuta. Ho 20 anni, studio Lettere Moderne. Amo la pallacanestro, la danza e il mare della mia Sicilia. Scrivo per ordinare i pensieri, ma puntualmente ne dimentico sempre qualcuno.