La formula "sbagliata" di questo Eurobasket 2017

Difficilmente riusciremo a dimenticare la velocità di Dragic, le triple di Belinelli, sempre sul filo del rasoio, l’intensità di gioco di Porzingis e i numeri dei fratelli Gasol. Di momenti, questo Eurobasket 2017 appena concluso, ce ne ha regalati così tanti che sceglierne qualcuno, è più difficile di un pick&roll sullo scadere dei 24 secondi.

Ma, come spesso capita, alla fine di una competizione importante come quella europea, è tempo di analizzare, con sguardo lucido, anche i “numeri” dell’evento, cercando di lasciare nei meandri di ricordi ed emozioni tutti i frame che ci hanno fatto entusiasmare, gioire e… si, qualche volta anche disperare.

Prendiamo in “prestito” alcuni dati riportati dal giornalista Benedetto Giardina del Sole24ore, per aprire una riflessione sull’ edizione itinerante del 2017.

Per un secondo voliamo indietro all’ Europeo 2015era tutto pronto in Ucraina, poi i conflitti che hanno coinvolto questo territorio, proprio alla vigilia della competizione europea, hanno ribaltato tutti i piani, facendo “attecchire” la versione itinerante.

Un meccanismo che ha spalmato le gare in 4 nazioni diverse: partendo dalla Croazia, passando da Francia e Germania, per poi terminare in Italia.

Quello stesso meccanismo è stato utilizzato anche quest’anno e  ha visto protagonisti Helsinki, Tel Aviv, Cluj e Istanbul, ma i risultati non hanno fatto sorridere, in primis per l’ affluenza, decisamente minore rispetto al 2015, che ha di fatto, messo in crisi l’intero sistema.

315.737 spettatori totali (fase a gironi e finali)  dell’edizione 2017, al fronte dei 700 mila in 79 partite disputate che hanno caratterizzato invece la competizione europea dei due anni precedenti.

Senza dimenticare il fattore spettatori dal vivo, in percentuale solo il 20,79% dell’Hardwall Arena, in Finlandia, è stata riempita durante i match che non hanno coinvolto i padroni di casa. Mentre la Polyvalent Hall, Cluj, ha registrato solo il 27,69%, per poi passare alla fase finale in Turchia, in cui gli spalti dell’ Ülker Sports Arena sono rimasti per lo più vuoti (solo il 7,11%) in assenza della nazionale turca.

Zero certezze sull’elemento fondamentale chiamato pubblico, questa è la conclusione scaturita dall’analisi di questi numeri, relativi ad una formula che apre un gigantesco punto interrogativo: cosa succederà nel 2021? Il meccanismo dei quattro paesi rimarrà o verrà sostituito ?

Ben poco è illuminato e aspettare sembra essere l’unica via percorribile… per ora.

 

 

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About The Author

Marianna Triberio Autoironica e cocciuta. Ho 20 anni, studio Lettere Moderne. Amo la pallacanestro, la danza e il mare della mia Sicilia. Scrivo per ordinare i pensieri, ma puntualmente ne dimentico sempre qualcuno.