La Geofarma cade a Pescara ancora negli ultimi due minuti

Svanisce sul rettilineo finale il tentativo di primo colpo esterno stagionale della Geofarma. Pescara porta a
casa i due punti negli ultimi 2 minuti, grazie a due triple pesantissime di Pepe e De Martino e poi
cristallizza il vantaggio nel gioco delle lunette a bonus falli esauriti per entrambe le squadre. 79-74 il finale
e progressi per il Mola in esterna con una gara in sacrificio e sempre a rincorrere, ultimo quarto perfetto
fino all’uscita per infortunio di Salamina, peccato poi l’aver sciupato quanto di buono costruito fino al
sorpasso con tre minuti finali non all’altezza, gestione offensiva confusionaria e approccio difensivo poco
lucido nei momenti caldi del match.
Dopo i due stop consecutivi con Palermo e Venafro, coach Salvemini ritrova Paolonara e recupera Di
Donato, e manda sul parquet per la contesa a completare il quintetto Rajola, De Martino e Pepe, coach
Lotesoriere riparte dagli uomini in campo nel finale incredibile con Maddaloni, Salamina, Didonna,
Chiriatti , Teofilo e Leo.
Meglio gli abruzzesi in avvio subito a sprintare con 7 punti di Di Donato e 4 di Polonara (15-6). Fa fatica il
Mola che riesce a trovare la via del canestro con il solo Leo (i primi 8 punti tutti suoi) nei primi 7 minuti,
meglio nel finale di quarto quando in campo si vede Mazzarano per Calò, e quando arrivano cinque punti
di Teofilo che riequilibrano il punteggio (19-16). Pepe e una tripla di Rajola – classe 72 e regia lucidissima .
a 29″ dalla sirena chiudono il primo quarto sul 24-18. Secondo parziale che scorre con i locali sempre
davanti a gestire il piccolo break di vantaggio, sugli scudi da una parte Pepe con 6 punti in fila piazzati a
metà quarto, dall’altra Leo e Salamina, con il capitano ad infilare due triple, la seconda fondamentale per
limare lo svantaggio di -11. Si va negli spogliatoi con la Geofarma che si rifà sotto e con i due punti di
Musci sigilla il punteggio sul 39-33. Nel terzo quarto, quello caro al Pescara nella ricerca degli allunghi
decisivi, De Martino e Pepe provano a lanciare la fuga che viene però prontamente tamponata dal
sempre immarcabile Leo in collaborazione con Teofilo e Salamina. L’elastico si accorcia nuovamente (53-
47) ma è ancora una bomba di Pepe, il più in forma dei suoi, a rinviare tutti agli ultimi 10 minuti con
Pescara davanti di 9 lunghezze. Il quarto decisivo lo approccia col braccio giusto la Geofarma che si
presenta in lunetta e piazza due liberi (ne metterà solo in questo periodo ben 15) con Teofilo, al minuto
32 tecnico fischiato alla panchina abruzzese dopo un fallo giudicato antisportivo di Di Fonzo su Teofilo
dall’arco dei 6,75: 100% per l’ala conversanese e possesso successivo concretizzato dal solito
onnipresente Leo, che stravince il duello con Polonara, (57-54). La gara è in bilico, Pescara sembra aver                                               esaurito la benzina e dopo un botta e risposta di canestri fino al 65-61, la Geofarma confeziona il
sorpasso: Pavone e un grandissimo Leo (33 punti a fine gara, 11 rimbalzi, 36 clamoroso di valutazione) a
firmare il primo vantaggio esterno al minuto 37 (67-69). Sarebbe il momento di alzare i toni, stringere le
maglie e giocare i possessi cruciali con la testa, ma l’infortunio di Salamina sconvolge i piani: fuori il
capitano, in posizione di play prima Didonna poi Calò, in attacco si fa confusione con Didonna, Pavone e
Chiriatti, e la difesa è in ritardo di posizione: Pescara guidata dall’immarcescibile Rajola può imbucare
due volte piedi a terra dalla lunga distanza con De Martino (14), che diventa così man of the match. 75-69
e sono rimasti solo 60 secondi per provare il riaggancio. Leo, sempre lui – 64% dal campo e 60% da tre-
l’ultimo a mollare la presa inserisce la tripla del -3, poi ci si sposta in lunetta con le due squadre al quinto
fallo già dal minuto 35. Pescara non sbaglia con Pepe (23)- De Martino e l’antisportivo fischiato a Pavone
su Rajola a 15” dalla fine chiude i giochi definitivamente. Rimane la consapevolezza di essere cresciuti
rispetto alle prime tre trasferte, anche se resta troppo ampia la forbice tra l’impatto dell’asse portante                                                          della squadra e l’apporto della panca con le rotazioni. Torniamo a casa con la delusione per qualcosa che
poteva essere e non è stato e con la classifica ferma, con la speranza di tornare a muoverla domenica al
Pala Pinto nel derby pugliese con il forte Monteroni.
Donatello Biancofiore

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