La Proger lotta con coraggio, ma Verona gioca da grande

Due tiri liberi di Rice aprono il referto gara ma è la stessa guardia americana a commettere l’ingenuità di commettere fallo su Lilov oltre la linea dei 6.75. Il bulgaro ringrazia e rovescia subito il risultato. Assist di Lilov per Armwood e Chieti va sul 5-2. Verona soffre la zona 2-3 di Galli e si mostra imprecisa dalla distanza. Anche le Furie però faticano a perforare il sistema difensivo degli scaligeri e a metà quarto la partita torna in sostanziale equilibrio di punteggio. Armwood si segnala come efficace terminale offensivo, mettendo a segno una schiacciata e un tiro dalla media distanza. Ci si alterna nei vantaggi fino a 60″ dal termine quando una tripla del teatino Ricci manda avanti Verona a +5 (13-18). Appare sin da subito precaria la condizione di Monaldi, costretto a giocare seppur febbricitante.

            Galli inizia con Piazza e Monaldi volendo velocizzare la manovra offensiva ma gli ospiti tengono botta con autorità. Michelori ruba palla a Monaldi e va a relaizzare il canestro del +7 (15-22). Si sveglia Allegretti, realizzando 5 punti di seguito che riportano Chieti in scia (20-22). Ci pensa Cortese a riallungare sul 20-26, rientra Armwood e Piazza torna in campo per sostituire Monaldi. Cortese intanto imperversa da tre e Verona a -3’32” amplia il suo vantaggio fino al 22-32. Perforare la muraglia difensiva di Verona è ogni volta impresa ardua, nonostante il buon dinamismo offensivo di Chieti. Il cuore di Chieti però va ben oltre l’ostacolo e con una difesa allo spasimo riesce nel finale di quarto a spegnere l’attacco di Verona e a chiudere con una bomba di Lilov, a fil di sirena, che riapre di colpo la partita.

      Chikoko e Ricci aprono le danze del terzo quarto raccogliendo punti da due preziosissimi rimbalzi offensivi, ed è Rice che con altri due punti somma un parziale di 6-0 che rimanda gli scaligeri avanti in doppia cifra (29-39). Una tripla fortunosa di Saccagi amplia il vantaggio di Verona a +12 (33-45), minando ancor più il morale delle Furie. L’occasione per limare un po’ lo svantaggio, si offrirebbe se Chieti fosse precisa dalla linea della carità ma manca la necessaria lucidità e Verona controlla saldamente il vantaggio. Ancora Cortese da tre punti e Verona sale fino al 41-55. Il momento è critico ma Chieti non molla e con l’ingresso di Piccoli stringe ancor più le maglie difensive, risalendo a -10 (45-55) ma è sempre Cortese, di gran lungo il migliore in campo, a vanificare tutti gli sforzi dei teatini con un canestro che chiude il quarto. 

      Ancora Chikoko in apertura di quarto ma Monaldi centra la sua prima tripla di serata, subito seguito da Armwood che sale a quota 19 punti realizzati, con uno dei suoi soliti canestri dalla media. Chieti risale a -9 (50-59) a otto minuti dalla conclusione, mostrando ancora una ferma e lodevole determinazione ma dura poco perché Rice e subito dopo lo scatenato Cortese in coast to coast ricacciano le Furie ancora una volta indietro. L’attacco della Proger si spegne, il suo svantaggio cresce e a 5′ dal termine la gara è sempre più saldamente nelle mani di Verona. I minuti finali non aggiungono né tolgono nulla al senso generale della contesa, Chieti continua coraggiosamente a provarci ma non ci sono più margini per recuperare. 

        Non si può neanche dire che i ragazzi di Galli abbiano giocato una brutta gara, avendo mostrato per tutti i quaranta minuti grande cuore e volontà da vendere, ma Verona è parsa troppo forte per le reali forze che oggi Chieti poteva mettere in campo. Monaldi, purtroppo, come detto indebolito per tutta la settimana da una febbre pesistente, non ha potuto dare il massimo e questo ha sicuramente avuto un peso enorme nell’economia di una sfida di così alto coefficiente agonistico. Peccato che per un motivo o per l’altro in questa stagione non sia mai possibile poter far fede per intero sulle potenzialità che questo roster esprime.  Si spera che questa iattura prima o poi finisca. La salvezza comunque non passa da partite come queste, Verona gioca un campionato di vertice ed è nel novero ristretto di quelle squadre decisamente più forti rispetto a tutte le altre. Bisognerà dimenticare velocemente questa sconfitta e pensare subito alla prossima gara, quando sarà in palio una posta che vale doppio. La Proger è attesa da una trasferta fondamentale a Matera, ultima in classifica, per una partita che può valere una stagione. La strada per la salvezza è ancora lunga e non bisognerà proprio ora farsi prendere dallo scoramento. Le Furie attendono un Natale povero,  con poca festa e tanto lavoro. Questo impone il calendario e questo saràA loro e a tutti i tifosi vanno comunque i nostri più cari auguri di un Natale sereno e felice.

PROGER CHIETI – TEZENIS VERONA (13-18, 29-33, 45-57) 63-73

PROGER CHIETI: Monaldi  5 – Sergio  – Piccoli  4- Vedovato  – Armwood 19 – Lilov 11 – Piazza  – Allegretti  21 – Marchetti – Sipala – Di Martino 3 – Clemente.

Coach: Massimo Galli.

TEZENIS VERONA: Bernardi – Saccaggi  4 – Ricci  11 – Petronio –  Boscagin 5 – Cortese 23 – Michelori 5- Da Ros  – Chikoko 6- Rice 19 – Spanghero.

Coach: Marco Crespi.

In sala stampa, parole al miele da parte di coach Crespi nei confronti della compagine teatina: “Chieti è una buona squadra, ha un buon tiro da tre e anche Armwood quest’oggi ha fatto la sua signora partita dalla lunga distanza. La difesa che applicano, con partenza a zona per morire poi ad uomo non permette di avere gioco facile e quasi tutte le nostre azioni si sono concluse allo scadere del possesso. Piccoli quest’oggi ha disputato una grande prova, sono convinto che la sua partenza in quintetto, come a Legnano, darà maggiore fiducia non solo al ragazzo ma a tutta la squadra. Sono convinto che Chieti riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi stagionali perché il team è composto da giocatori interessati a quello che mostrano sul campo. Oggi l’abbiamo vinta grazie alla dedizione particolare che abbiamo applicato in difesa, non era facile, specie dopo l’avvio sofferto a causa della marcatura di Chieti che più per meriti suoi che per demeriti nostri non ci ha concesso di esprimere il nostro gioco, andando a interrompere spesso il nostro ritmo.”

Coach Galli, onesto ammette: “ Oggi la differenza di qualità fra le due squadre si è fatta sentire. Come al solito, anche nelle sconfitte, trovo sempre qualcosa di positivo e ho particolarmente apprezzato la voglia di lottare da parte della squadra che anche sotto di diciassette punti non ha mai mollato. La voglia c’è ma questi continui infortuni non possono che destabilizzaci e impedirci di giocare al meglio: lo stesso Armwood che sta brillantemente sfruttando la sua occasione di far bene, ha avuto una settimana difficile e anche se ha disputato una buona prestazione può ancora migliorare e questo non può che essere utile per lui ma soprattutto per la squadra. Il match di Matera vale due punti come tutti gli altri, sicuramente conta più per loro che sono ultimi ma il campionato è ancora molto lungo e il mercato e tante altre variabili possono sicuramente stravolgerlo”.

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