La Virtus Bologna secondo il Dottor Nanni

LA VIRTUS SECONDO IL DOTTOR NANNI:
“BELLO RIVEDERE IMBRÒ IN GRUPPO”

di Marco Tarozzi

Per un numero ormai incalcolabile di sportivi, lui è semplicemente “il dottor Nanni”. Quello che ha dedicato loro una vocazione, una carriera, un’idea che ha dato frutti meravigliosi.
Era il 1987 quando Gianni Nanni, insieme al collega e amico Stefano Della Villa, dava vita a Isokinetic, centro per la riabilitazione ortopedica e sportiva, nei locali dell’ambulatorio Salus. Tre anni più tardi il progetto poteva ampliarsi nella nuova sede di via Casteldebole, a due passi da quella del Bologna: e da allora i giocatori rossoblù quei due passi li hanno percorsi migliaia di volte. Tutti, a cominciare da Roberto Baggio a Beppe Signori, che lì hanno allungato e restituito brillantezza a carriere da giganti del calcio.

Oggi Isokinetic è uno dei ventuno Fifa Medical Centre of Excellence del mondo. Stefano Della Villa ne è il presidente, il fratello Marco amministratore delegato. Una realtà presente in sette centri italiani (Roma, Verona, Torino, Rimini, due a Milano, oltre naturalmente a Bologna) e anche oltreconfine, a Londra, dove è approdata nel 2012 e da pochi giorni ha aperto la nuova splendida sede in Harley Street, 11. Non a caso, come ci ricorda proprio il “dottor Nanni”, socio fondatore ed anima, ancora oggi, di questa realtà.

“Avevamo diverse opzioni, una a Chelsea, un’altra vicina a Hyde Park. Ma Harley Street ha un significato unico. E’ da sempre la “strada dei medici”, ci è sembrato giusto collocarci lì. E il numero 11, il nostro indirizzo nella via che corrisponde a una palazzina vittoriana di quattro piani più seminterrato che è stata completamente ristrutturata in base alle necessità del centro, è anche il numero che ci contraddistingue nell’elenco dei centri Fifa. Insomma, ci è parso fosse un segno del destino”.

Quell’indirizzo ha un significato importante anche nel mondo del basket.

“E’ il centro di riferimento per l’Europa per i campioni Nba, i San Antonio Spurs di Belinelli e Ginobili. Un altro motivo d’orgoglio. Londra è il centro del mondo, ci permette di rapportarci a pazienti ed atleti di ogni nazionalità. Ma all’inaugurazione abbiamo sentito anche l’affetto della nostra gente: sono arrivati tantissimi italiani che vivono lì, e molti erano pazienti che ho rivisto dopo tanto tempo”.

Nel basket italiano, Isokinetic significa anche altro. L’anima bolognese del gruppo è entrata in Fondazione Virtus in qualità di socio sostenitore, e questo ha un preciso significato. Si tratta di passione, di amore per i colori bianconeri. La stessa che fa battere il cuore di Gianni Nanni.

“C’è tutto questo, e c’è anche un ottimo rapporto personale con il settore tecnico e medico della Virtus. Per merito loro, in gran parte, perché con il nostro personale hanno instaurato un dialogo e un confronto continuo e costruttivo. Un bel rapporto, una collaborazione che dura da anni”.

I risultati sono tangibili. L’ultimo, in ordine di tempo, è il recupero di Matteo Imbrò dopo l’infortunio pesante (lesione al crociato anteriore del ginocchio) subìto il 7 febbraio scorso.

“Abbiamo seguito Matteo nel nostro centro dal momento del trauma fino ad agosto, quando ha ripreso a lavorare con il team. Lui ha sempre risposto ottimamente ai carichi di lavoro, e dietro c’è stato davvero un impegno di gruppo. Sono stati bravi anche lo staff tecnico, il preparatore atletico, i fisioterapisti della Virtus, che lo hanno guidato a un recupero progressivo per riportarlo ad alto livello. Oggi, tutti insieme, ci godiamo un Imbrò che può nuovamente dare un contributo importante alla causa della Virtus”.

E’ anche una storia di grande volontà personale e spirito propositivo.

“E’ la storia di Matteo. Un ragazzo unico. E un professionista vero che non ha mai “sgarrato” una volta, facendo sempre qualcosa in più di ciò che doveva. Perché sa quello che vuole e non si è mai lasciato abbattere da uno schiaffo del destino”.

Gianni Nanni tifoso non si è perso le prime due uscite casalinghe della truppa di Valli. E non mancherà nemmeno domenica, quando arriverà Venezia. Si è fatto un’idea precisa di questa nuova Virtus.

“E’ una squadra divertente. Che non dà mai, né ti permette di dare, nulla per scontato. Vai a vederla e ti diverti, perché sai che può sempre succedere qualcosa, fino alla fine”.

L’idea è che questa squadra le piaccia parecchio.

“Dal punto di vista atletico mi sembra molto attrezzata. Non ci sono colossi, né tantissimi chili da buttare in campo. Ma l’atletismo è importante, perché ti permettere di difendere aggressivo, di essere su tutti i palloni. E’ un basket che ti fa disperdere energie, puoi farlo solo se hai in gruppo atleti veri. E io credo che questa Virtus li abbia. A Pistoia proprio la difesa è stata la chiave della partita. I ragazzi sono arrivati in fondo alla gara più freschi degli avversari, chiudendo la strada verso il canestro. Ci vogliono grandi doti, fisiche e mentali. Ed è questo che mi piace in questo gruppo”.

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